Pezzi
di Giorgia
Tribuiani
Il
Saggiatore, marzo 2026
pp. 316
€ 19 (cartaceo)
Regolamento
1. Il gioco vuole di indovinare a chi gli apartiene il pezzo
2. Tutte le persone che stanno dentro nel vilaggio devono perforza giocare
3. Il pezzo va messo dove ogniuno lo possono vedere
4. Se si rubba il pezzo e una penalita’
5. Se si va via dal vilaggio e una penalita’
6. Se il gioco viene detto a qualcuno che non e del vilaggio e una penalita’
7. La risposta la si deve dare ai merli
8. Se la risposta e giusta la persona dei pezzi e liberata
9. Se date 5 risposte sbagliate la persona dei pezzi e uccisa
10. Una penalita’ viene contata come se si sbaglia una risposta (p. 15)
Dieci
semplici regole scritte in maniera sgrammaticata sono l’occasione per avviare il nuovo romanzo di Giorgia
Tribuiani, che dopo quasi quattro anni torna in libreria con Il Saggiatore e un testo molto
diverso dai precedenti.
La novità principale è l’elemento thriller, che si mescola a quello del soprannaturale e del
perturbante. Se soprattutto il perturbante è fondativo della penna
di Tribuiani, che la accompagna sin dal lontano Guasti (Voland, 2018),
il soprannaturale è una novità introdotta in Padri
(Fazi, 2022). Mescolati, questi tre elementi danno vita a un testo che pare
affondare in un tempo sospeso e mitico, all’interno del quale esiste il paese
di G., un luogo popolato da persone che non hanno veri e propri nomi ma riescono
a identificarsi solo attraverso i propri ruoli, e che vive in una sorta di
eterno dopoguerra (ma di quale guerra stiamo parlando, in fin dei conti?). In
questo paese di G., dove la vita scorre serena, e nel quale i luoghi e
le persone sembrano fissati una volta per tutti – perché il Pittore è sempre il
Pittore e la Maestra è sempre la Maestra (unica eccezione la fa la Pazza, che
un tempo era la Fioraia, ma questo tempo era prima che suo figlio non tornasse
più dalla guerra) –, un giorno però alcuni corvi portano un pezzo e un foglio
di carta contenente dieci semplici regole.
Ma cos’è
il pezzo di cui si parla nel regolamento? È qui, infatti, in questo pezzo, che
si innesta proprio l’elemento thriller, perché parliamo di due falangi umane. E poiché si parla di pezzi, al plurale, si lascia subito intendere che a questa
prima parte del corpo di qualcuno ne seguiranno altre. E la posta in gioco è
alta, perché una delle regole è esplicita: cinque risposte errate e la persona
tenuta prigioniera viene uccisa. Bastano dieci semplici regole, due falangi e i
merli a fare da messaggeri per accendere la miccia all’interno del paese di G.:
un paese, si è detto, in cui la vita scorre serena; eppure tanto basta per smuovere
un equilibrio che porterà alla dissoluzione di questa serenità solo apparente.
Tribuiani è maestra, ormai lo sappiamo, nel gestire la tensione narrativa. Nei suoi testi precedenti possiamo leggere come, pur con pochissimi ingredienti, l’autrice sia in grado di giocare con le emozioni del lettore veicolandole là dove necessario. È il caso di Binari (Hopefulmonster, 2022), in cui il trauma e l’ossessione vengono alimentati da una brace tenuta sotto controllo ma che sembra sempre sul punto di esplodere. Ciò che rende Pezzi diverso e più complesso dai testi precedenti, è proprio il numero di ingredienti: ossia, il numero dei personaggi e dei punti di vista. Sin da Guasti, infatti, abbiamo sempre avuto un’unica prospettiva, quella del protagonista. In questo nuovo romanzo invece i punti di vista si moltiplicano, fino a toccare tutti gli abitanti della città. Nei sei giorni durante i quali si svolge il dramma del paese di G., ci inoltriamo all’interno di ben trentacinque diverse prospettive (in realtà: trentasei), quelle dei trentacinque personaggi che vivono, osservano, agiscono e svelano al lettore cosa si nasconde sotto la calma piatta di un posto qualunque.
L’immagine
è forse desueta, però rende bene: i pezzi di cui si parla sin dal titolo sono
sì le parti del corpo che vengono ritrovate all’inizio di ogni nuovo giorno,
portate dai merli, ma anche – o forse: soprattutto – gli abitanti stessi del
paesino, ossia quei pezzi che, incastrandosi a livello narrativo, forniscono al
lettore lo schema per poter interpretare il puzzle che va costruendosi sotto i
suoi occhi. Entrare nelle menti dei personaggi, capire gli intrecci costruiti
negli anni e come vanno dipanandosi man mano che la storia prosegue e la
tensione aumenta, e soprattutto analizzare le parole e gli incastri per
risolvere insieme a loro l’enigma dei pezzi (le parti umane, s'intende), è un
gioco che non lascia il lettore spettatore passivo ma lo costringe a fare la propria
parte. Come se fossimo – potremmo forse dire – il trentasettesimo pezzo di
questa storia per scoprire, poi, ancora una volta, che l’immagine che abbiamo
davanti è una storia di solitudine e incomunicabilità.
Pezzi è un romanzo complesso, decisamente più complesso dei precedenti di Tribuiani. È un romanzo che lavora per incastri e sovrapposizioni, in cui gli elementi ossessivi e perturbanti vanno a braccetto con un’atmosfera quasi gotica e una tensione narrativa sempre portata al limite. È un romanzo che non ha come obiettivo la tranquillità del lettore; anzi, esattamente l’opposto. Lo vuole tenere sotto pressione fino alla fine.
David
Valentini
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