Barolo, 21 marzo ore 11:30. Dinanzi ai miei occhi si stagliano fiere le inconfondibili vallate delle Langhe piemontesi. Tra vigneti e finalmente un po' di sole, respiro a pieni polmoni un'aria buona, fresca e che sa di libertà. La stessa aria, che agli inizi dell'Ottocento respirava Giulia, la marchesa di Barolo: la protagonista indiscussa della saga famigliare ideata dalla magnetica Marina Marazza.
L'occasione che mi ha portato letteralmente a cambiare aria è stata l'evento organizzato dalla casa editrice Solferino per il lancio del secondo volume della saga dedicata ai Barolo. Se con il primo capitolo Sangue delle Langhe ho avuto infatti il piacere di scoprire la storia, seppur romanzata, di un personaggio femminile dall'ammirevole tenacia, con la presentazione di Il rosso del re ho avuto il privilegio di restare ammaliata dinanzi alla narrazione accurata e travolgente della sua autrice. L'evento prevedeva che iniziassimo la nostra experience dalle cantine I Marchesi di Barolo: oggi sono di proprietà della cordialissima e accogliente famiglia Abbona, ma un tempo erano di proprietà di Giulia e di suo marito, il marchese. Ebbene, ritrovarsi circondati dalla Storia è stato estremamente suggestivo e sensoriale, perché ci ha permesso di immergerci in una dimensione sospesa tra realtà e finzione.
| Il rosso del re. La saga dei Barolo di Marina Marazza Solferino, aprile 2026 VEDI IL LIBRO SU AMAZON |
L'autrice, a seguito di una ricerca dettagliata e approfondita, ha riportato alla luce la figura di una donna che ha rivoluzionato non pochi settori: dall'imprenditoria nel settore vinicolo alle deplorevoli condizioni disumane delle carceri. Quando Juliette sposa Tancredi, acquisisce una nuova identità, divenendo appunto Giulia. Questo avvenimento segna anche il passaggio dalla fanciullezza all'età più adulta e matura della protagonista, donandole un profilo psicologico ricco di sfumature e profondità. Marazza caratterizza molto bene tutti i personaggi di cui narra le gesta e, dal vivo, rimaniamo tutti incantati davanti alle letture del nuovo capitolo, curiosi di saperne di più su questa donna e sulla sua lotta instancabile verso la giustizia e delle migliori condizioni sociali. La scrittrice ci racconta come abbia sempre diffidato della santità delle figure storiche: con questo personaggio, ha dovuto ricredersi.
Un aneddoto curioso è legato al trasporto del vino: le altissime botti che vediamo nella cantina erano state infatti costruite per conservare la bevanda, ma accanto alle maestose strutture ve ne è una decisamente più piccola e dalla forma bizzarra: pare una barchetta. Marazza ci spiega allora, che questa forma era stata ideata appositamente dai marchesi per il trasporto del vino sulle navi e per impedire che la sagoma tondeggiante che tutti conosciamo le facesse rotolare. A dimostrazione di come anche le donne sapessero usare l'ingegno negli affari e non solo accudire la prole. Questo è un altro tema ampiamente dibattuto tra le pagine del primo capitolo, che presenta la maternità e il desiderio di esserlo nella sua cruda realtà, portando al centro della scena i sentimenti di frustrazione e le torture a cui si sottoponevano le dame nella speranza di rimanere incinte. Un tema attuale e sincero che mostra come dietro ai personaggi storici ci fossero in realtà semplici esseri umani.
Il nostro viaggio si è poi spostato dalle cantine alla veranda panoramica e poi al ristorante, in cui abbiamo avuto il piacere e l'onore di degustare due diverse tipologie di Barolo. Ernesto Abbona, il padrone di casa, ci ha spiegato la differenza di sapore che rilasciano le uve nell'incontro col nostro palato, arricchendo il nostro pranzo di nuovi saperi e piacevole goliardia.
Una presentazione, quella organizzata dal magnifico team di Solferino, davvero degna di un re, e a proposito di quest'ultimo, l'autrice ci ha regalato dei dettagli davvero stuzzicanti sul libro in uscita. Si narra infatti, che re Carlo Alberto venisse chiamato il re tentennante. Questo perché in lui, racconta Marazza, convivevano la tradizione conservativa della famigla Savoia, e la voglia di innovazione dettata dalla sua giovane età. A questa volubile figura storica, spetterà infatti il compito di determinare le sorti del successo imprenditoriale dei Barolo: il re dovrà stabilire se il vino da loro prodotto sarà degno di essere gustato. Visto che ancora oggi è uno dei vini più prestigiosi al mondo, non è difficile immaginarne l'esito , ciononostante, l'autrice non ha mai smesso di sorprenderci e con grandissima disponibilità ha risposto gentilmente a ogni nostra richiesta.
E tra succose rivelazioni dalle tinte noir a racconti di storia familiare personali, la nostra giornata volge al termine. Ma la lettura del nuovo capitolo, in libreria dall'8 aprile, deve ancora cominciare, in un viaggio di cui si conosce l'inizio ma, per fortuna, non ancora la fine.
Carlotta Lini
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