Immaginiamo sei scrittori e scrittrici che sono considerati "di fascia media": non sono ancora emersi, per cui sono costretti a pubblicare almeno un libro all'anno per tenersi a galla, sperando che quella sia la volta buona. A loro giunge un invito misterioso, che può rappresentare la svolta: partecipare a un weekend esclusivo sull'isola privata di Skelbrae, al largo della Scozia, lontano da tutto, ma vicini a Arthur Fletch, famoso autore di thriller. Tutti pensano che sia l'occasione per mettere in mostra le proprie qualità e conquistare un posto degno nell'editoria, e invece non sanno ancora cosa sia in serbo per loro.
Anzitutto, la notizia: Arthur Fletch è morto. È affogato dopo essersi immerso in un mare tutt'altro che tranquillo. E ha lasciato così il suo manoscritto incompleto: maestro delle trame controverse e dei colpi di scena, ha preparato dodici piste per la sua eroina. Capire quale volesse seguire e quali fossero invece dei depistaggi è impossibile persino per la sua editor, che pure lavorava con lui da anni. L'idea allora è questa: chiamare sei autori e autrici con potenzialità inespresse e offrire loro di chiudere il libro. Le regole sono chiare: hanno settantadue ore a disposizione, una macchina da scrivere e nessun device tecnologico, perché non ci siano fughe di notizie.
A stupire i presenti, oltre alla notizia, è il fatto che frequentano tutti generi differenti: Malcom e Sienna, marito e moglie ancora per poco, con lo pseudonimo di Penn Stonely scrivono thriller; la scrittrice di romance Priscilla dietro al suo total look rosa nasconde molta determinazione; Jaxson frequenta la palestra più della fantascienza; Kenzo è un autore di horror, ma nella vita, come si scoprirà, svolge una professione molto "in linea" con la sua scrittura; Millie, autrice di YA, cerca sempre di mettere una parola buona, ammesso che non le si chieda del finale che va scrivendo; infine Cate è un'emergente che scrive gialli, che ha sottoscritto un contratto ma non ha ancora pubblicato niente. Ognuno di loro è lì perché prima o poi si è fatto notare dalla famosa editor, la cui fama è garanzia di successo. Di tanto in tanto l'aiuto-editor Rufus si farà vedere, ma i candidati non potranno interagire con lui fino alla consegna del proprio finale in forma anonima.
Detto questo, perché ognuno di loro dovrebbe sfidarsi per realizzare il miglior finale possibile al libro di Fletch, ben sapendo che il suo nome non comparirà di certo in copertina? Un milione di dollari. E, se ancora non bastasse, un altro milione di dollari sotto forma di contratto per pubblicare un loro libro con tutti i crismi di marketing, distribuzione, copertura mediatica,... Insomma, un lancio in grande stile.
Negli occhi di ogni partecipante brilla la promessa di qualcosa che sperano, ma mai fino in fondo: la maggior parte di loro ha ormai imparato i meccanismi dell'editoria, la spietatezza delle leggi del mercato. Dunque, quella è un'occasione straordinaria. Tanto più che per le successive settantadue ore avranno a disposizione il manoscritto, la macchina da scrivere, un castello rifornito di tutto e nessuna distrazione. L'isola, infatti, è disabitata, in quanto proprietà esclusiva di Fletch.
E allora perché tante cose in quel castello suonano sinistre e pare di vedere ogni tanto qualcuno? Un'isola lontana dalla terraferma e priva di qualsiasi telefono o mezzo di comunicazione può essere un paradiso, sì, ma anche una prigione. Chi legge gialli abitualmente non faticherà a vedere in questa ambientazione le premesse perfette per qualcosa di inquietante o misterioso. E in effetti non ci si sbaglia.
Evelyn Clarke, pseudonimo dietro cui si celano due amiche di lunga data, l'autrice bestseller V.E. Schwab e la sceneggiatrice Cat Clarke, prepara un setting speciale per i suoi personaggi, e gli incidenti non mancano. Ma sono davvero incidenti? Per scoprirlo una trama decisamente ben strutturata permette di seguire con raziocinio ma anche con suspense i personaggi per tutta la loro permanenza. Un tempo che non stenterà a dilatarsi ai loro e ai nostri occhi a mano a mano che si fa chiaro che quello sarà un weekend da cui sarà impossibile tornare uguali.
Se lo sviluppo del romanzo omaggia i gialli a enigma, è però vero che le autrici si concedono molto spazio per raccontare dall'interno il mondo editoriale. Non lesinano commenti al veleno sulla spietatezza delle leggi di mercato, e va detto che alcuni luoghi comuni sono esplorati e confermati con il sorriso. Gli autori e le autrici si presentano con stereotipi legati al loro genere di riferimento, ma non si pensi che Sienna, Malcom e gli altri siano dei tipi privi di qualsiasi profondità narrativa. Al contrario, sono personaggi con un'interiorità che avrà modo di rivelarsi nella narrazione. Ed è allora che inizieremo a capire quanto in alcuni casi l'apparenza si allontani dalla psicologia del personaggio.
Non sorprende che Il finale si scrive da sé stia riscuotendo moltissimo successo all'estero (leggiamo in copertina che per Stephen King è "in lizza per il miglior giallo dell'anno"): la narrazione fluida, divertita e divertente, sa quando piegare verso l'inquietante, tuttavia senza affondare mai nella cupezza. Intelligente, ben strutturato, Il finale si scrive da sé è proprio una di quelle letture in grado di tenere avvinti senza richiedere però uno sforzo particolare a chi legge; si proverà a indovinare cosa si celi dietro alle intenzioni dei personaggi, questo sì, ma senza che la tensione rompa la scaltrezza di un'indagine alla vecchia maniera, fatta di indizi più che di prove.
GMGhioni
.png)
Social Network