martedì 8 settembre 2020

"Prima di noi": una saga familiare dentro la grande storia del '900 nell'appassionante romanzo di Giorgio Fontana


 Prima di noi eBook: Fontana, Giorgio: Amazon.it: Kindle Store

Prima di noi
di Giorgio Fontana
Sellerio, 2020

pp. 896
€ 22 (cartaceo)
€ 14,99 (ebook)

“La storia dell’umanità è quasi totalmente una narrazione di progetti falliti e speranze deluse”.

A questo non sfugge la famiglia Sartori protagonista, per quattro generazioni, del corposo, coraggioso e appassionante romanzo di Giorgio Fontana, Prima di noi, edito da Sellerio.
Ammetto candidamente che nelle prime due parti il libro, che consta di quasi 900 pagine, mi ha lasciato un po’ perplesso; dalla terza parte in poi, invece, man mano che i fatti si avvicinavano alla contemporaneità, è stato un continuo crescendo di emozioni e colpi di scena, per cui si può asserire che se l’autore ha lanciato una sfida, mettendo a dura prova la concentrazione del lettore, ebbene questa sfida l’ha vinta alla grande.
Viviamo nell’era di Twitter e siamo abituati a leggere commenti brevi e quasi telegrafici, pertanto tenere desta l’attenzione per le vicende di una famiglia che ci accompagna per quasi un secolo di storia, 95 anni per essere esatti, dalla disfatta di Caporetto, passando per la dittatura fascista, la seconda guerra mondiale, la Resistenza, la ricostruzione e il boom economico, le prime contestazioni giovanili e il ’68, il terrorismo e gli anni di piombo, le stragi e le lotte operaie, gli scioperi, le conquiste sociali delle donne, le rivendicazioni sindacali fino ad arrivare ai più recenti anni del berlusconismo, non era un compito facile con il rischio di annoiare il lettore e di non riuscire a coinvolgerlo emotivamente e a renderlo partecipe delle delusioni, delle sofferenze, delle gioie e dei dolori dei protagonisti.
Per quel che mi riguarda, Fontana ce l’ha fatta e non mi è venuto per niente difficile entrare in empatia con tutte e quattro le generazioni dei Sartori messe a confronto:

“È questa nuova generazione”.
“Bello schifo”.
“Sì, noi eravamo diversi”.
Questi sono Gabriele e Renzo, la seconda generazione, che non si esimono, come sempre avviene, di confrontare la loro con quella dei loro figli. E ancora:
 “Letizia non aveva alcuna voglia di ascoltare il sermone; avrebbe voluto ribattere che quella società le era stata consegnata da Eloisa e dalla sua generazione: che erano stati loro a tradire i sogni dei loro padri, della Resistenza, di un vero cambiamento…”
Eloisa e Letizia, terza e quarta generazione, e anche qui il confronto e lo scontro fra generazioni non mancano.
Sarà Maurizio Sartori, fante in fuga dalla disfatta di Caporetto, a dare il via alle vicende narrate nel libro. La guerra per il nostro Paese volge al peggio e Maurizio disertando trova fortunosamente rifugio presso la famiglia Tassan dove conoscerà Nadia e con la quale avrà una relazione clandestina. Nadia resterà incinta e per la seconda volta Maurizio fuggirà dalle sue responsabilità. Sarà il padre di Nadia a ritrovarlo e a farlo tornare indietro. Nonostante le indecisioni di Maurizio l’unione con Nadia si rivelerà molto solida; mettono su casa a Udine dove cresceranno i loro tre figli: lo studioso e schivo Gabriele, il filantropo e generoso Domenico e il focoso e ribelle Renzo, la seconda generazione dei Sartori che crescerà negli anni del fascismo, della seconda guerra mondiale e della Resistenza. Sopravviveranno solo Gabriele e Renzo mentre Domenico, che partecipa alla campagna d’Africa, sarà fatto prigioniero e morirà in un campo.
Gabriele e Renzo. Saranno loro, nel frattempo trasferitisi in Lombardia in cerca di miglior fortuna, a creare la terza e quarta generazione dei Sartori: dall’inquieta e anarchica Eloisa all’introverso Davide, dalla cantante Diana, che sperimenterà sulla propria pelle i pregiudizi sulla diversità sessuale, al mite, credente e marito infelice Libero Maurizio fino ad arrivare a Letizia, figlia di Eloisa e nipote di Gabriele, e a Dario, figlio di Libero e nipote di Renzo, gli ultimi delle quattro generazioni che conosceranno gli anni del precariato e della nuova emigrazione all’estero. Sarà proprio Letizia, la bisnipote, che chiuderà, come non lo svelo, quel cerchio che il fante Maurizio aveva aperto quasi un secolo prima.
Questa è parte della trama ridotta all’osso e non crediate che vi abbia rovinato la sorpresa. C’è ancora tanto da scoprire e 900 pagine non si possono riassumere in una breve recensione. Nello stesso tempo non vi scoraggino i tanti nomi citati poiché il racconto, nonostante sia molto articolato  e i temi trattati siano tanti: amore, amicizia, militanza politica, omosessualità, valore della famiglia e nello stesso tempo disgregazione della stessa, si snoda abbastanza agevolmente, la brevità dei paragrafi aiuta molto, e non viene difficile collegarli alle vicende narrate. Questo grazie anche alla scrittura limpida, semplice e fluente di Giorgio Fontana che dà forza e credibilità a tutti i personaggi.
Avevo conosciuto e apprezzato la scrittura e la prosa di Fontana con Morte di un uomo felice (sempre edito da Sellerio) e con Prima di noi si conferma, a parer mio, scrittore di grande talento e tra i migliori della sua generazione.

Liborio Volpe



Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da CriticaLetteraria.org (@criticaletteraria) in data: