mercoledì 13 maggio 2020

#EditoriInAscolto - Il "piccolo volo" che separa il fumetto dall'arte: Kleiner Flug

Non posso negare che, da insegnante, il mio primo incontro con la realtà di Kleiner Flug sia avvenuto all’insegna dell’interesse didattico: in tempo di Covid-19 e reclusione forzata, noi docenti siamo andati forsennatamente a caccia di idee e proposte nuove che ci consentissero di inventarci da zero una didattica a distanza convincente, ma soprattutto attrattiva per i ragazzi, in mancanza di quel quid in più che offre inevitabilmente la lezione frontale. Mi sono così imbattuta in questa piccola casa editrice toscana, che nell’ottica della “solidarietà digitale” ha messo a disposizione del pubblico molti dei suoi prodotti editoriali, dedicati alla trasposizione fumettistica di grandi personaggi della storia o della letteratura, ma anche di momenti epocali o di luoghi celebri. È bastato però sfogliare alcuni dei loro albi, a partire da quelli più attinenti al programma (come Dante Alighieri o Francesco Petrarca, Leonardo da Vinci o Galileo Galilei, per citarne solo alcuni), per capire che il progetto che sta alla base degli albi è molto più ambizioso. Dissimili per taglio e stile rappresentativo, i singoli volumi sono accomunati dal desiderio di fornire una lettura propria, personale, del soggetto rappresentato, privilegiando narrazioni non lineari, o punti di vista anomali. Così la figura di Dante è descritta attraverso gli occhi di Beatrice, che accompagnano il poeta ragazzino e poi adulto innamorato e pieno di dubbi, infine disperso nella selva oscura del peccato, da dove solo uno sguardo amorevole e attento può salvarlo. La storia di Petrarca viene rievocata attraverso gli spunti offerti da un rocambolesco viaggio in carrozza alla volta di Roma, pieno di incontri e di occasioni per verseggiare. Anche gli adattamenti di singoli testi si rivelano originali, pur mantenendosi più fedeli al testo di provenienza, come avviene per il Rosso Malpelo tratto da Verga, dove si enfatizzano in toni toccanti la solitudine del ragazzino e l’incomprensione di chi lo circonda. Affascinata dalla linea editoriale e dalla sua coerenza, ho voluto fare qualche domanda al responsabile e fondatore, Alessio D’Uva, per conoscere meglio il lavoro della sua squadra.

Vuoi raccontarci come nasce la casa editrice e in quali direzioni vi porta il vostro “piccolo volo”?
La casa editrice nasce da un insieme di mie aspirazioni ed interessi personali. Ho lavorato a lungo nel campo del fumetto, come letterista e redattore prima per Bottero Edizioni e poi per RW Lion, mentre insegnavo alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze e lavoravo nella ditta di famiglia, la D’Uva, un’azienda tra le più importanti per quanto riguarda i servizi museali. Mio padre, Giovanni, è quello che ha inventato un moderno sistema per ascoltare le audioguide che poi ha fatto scuola nel mondo. Lavorare per la D’Uva mi ha permesso di viaggiare molto tra le più importanti realtà museali d’Italia e per un lungo periodo ho vissuto a Napoli al sito di Pompei. Ad un certo punto mi è sembrato naturale fondere le due cose: il fumetto e l’arte. Avevo già avuto diverse esperienze come editore quando avevo fondato, insieme a Lorenzo Corti, l’Associazione Culturale DOUble SHOt nel 2006, premiata con Gran Guinigi l’anno successivo come miglior realtà indipendente. Allora, ho lasciato le mie quote della D’Uva cedendo il controllo a mia sorella Ilaria e ho fondato la Kleiner Flug insieme al mio “compagno d’armi” alla Comics Filippo Rossi, che nel frattempo è anche diventato Direttore Editoriale. Abbiamo scelto “Kleiner Flug” come nome perché inizialmente volevamo intitolarla “Piccolo Volo”, perché secondo noi la distanza che c’è tra il fumetto e le altre arti (letteratura, pittura, teatro e musica) è appunto un piccolo volo. Lo abbiamo tradotto in tedesco perché volevamo evitare che qualcuno lo confondesse con Fabio Volo e ci piaceva il suono. 

La squadra Kleiner Flug
Quali sono le difficoltà che incontrate come piccola casa editrice molto specializzata in quanto a tipologia di prodotti? Quali sono invece i vostri punti di forza?
Le difficoltà, devo dire, le abbiamo incontrate soprattutto all’inizio. Quando abbiamo cominciato, nel 2013, il mercato del fumetto in libreria non era così sviluppato e maturo come oggi, infatti i primi anni ci trovavamo un po’ nel limbo perché le fumetterie non avevano una buona confidenza con i nostri libri, mentre dall’altra parte non c’era ancora la giusta legittimazione culturale ed economica delle cosiddette “graphic novel”. Piano piano, più cresceva quella fetta di mercato, più i nostri libri hanno cominciato a trovare il loro spazio, mentre nel frattempo ci siamo avvicinati attraverso il lavoro del nostro commerciale ai bookshop museali che sono diventati per forza di cose il nostro settore di riferimento. Si tratta di un mercato molto difficile e che è cambiato tanto in poco tempo, per lo più in meglio secondo me: oggi, qualunque realtà museale o legata alla promozione culturale del territorio possiede un bookshop. Anche lì, è una situazione complessa perché non esiste una rete comune che unisce tutti i bookshop, ma ciascuno fa riferimento a società diverse o realtà terze, o addirittura agli enti locali, quindi ogni volta devi parlarci, trovare i contatti e cercare di convincerli sulla bontà del libro in questione. E purtroppo non tutti hanno la lungimiranza o la voglia di prendere in considerazione questi fumetti, un po’ per spocchia e un po’ perché continuano a considerarli qualcosa per bambini. Invece, se guardassero oltre il loro recinto, ad esempio in Francia, scoprirebbero che i fumetti sono un grande strumento per promuovere un territorio, un museo o un’esperienza culturale. In Francia, tantissimi musei e comuni finanziano volumi che parlano delle loro realtà per poi venderli direttamente ai turisti o a chi viene da fuori. Anche se, per fortuna, anche tanti enti locali italiani stanno cominciando a rendersene conto e noi di Kleiner Flug abbiamo realizzato diversi progetti con questo taglio, come il fumetto dedicato alla vita di Renato Serra per il Comune di Cesena o quello di Pian d’Albero per il Comune di Figline Valdarno. 
I nostri punti di forza sono collegati a questi: una forte collaborazione con le realtà locali e il fatto di essere al momento l’unica casa editrice italiana di fumetti “specializzata” in biografie di personaggi storici. Ce ne sono altre, certo, ma si concentrano più che altro su figure moderne o tendono ad acquisire diritti dall’estero, mentre noi preferiamo produrre un titolo nostro.

Cosa ricercate nei vostri fumetti? Quali caratteristiche devono avere per essere coerenti con la vostra linea editoriale, al di là della trama?
La prima cosa che chiediamo a tutti gli autori che vogliono lavorare con noi è di riflettere sull’approccio narrativo del progetto. Ci sono tantissimi fumettisti che sognano di adattare a fumetti un racconto o un libro che hanno adorato oppure di dedicare una biografia ad un autore che li appassiona, ed è giusto così. Ma vogliamo degli approcci inediti, freschi e assolutamente non didascalici: non dev’essere una lezioncina a fumetti su un personaggio storico, bensì un’opera che ti permette di approcciare quel personaggio con una prospettiva nuova e inedita. Chiediamo, insomma, una visione coraggiosa ma non didascalica, per quanto sia importante la presenza di un’impronta didattica perché vogliamo che chi legge il nostro fumetto su Dante Alighieri, Petrarca o Raffaello sappia qualcosa di più a riguardo rispetto a quando ha iniziato la lettura. Il punto, spesso, è trovare la giusta chiave di lettura che ti consente di dire qualcosa di diverso, anche perché spesso stiamo parlando di figure su cui nei decenni si sono sprecati i saggi, i romanzi e gli approfondimenti. 
Ci sono tantissimi esempi che potrei fare... Il nostro volume su Dante ci racconta del poeta dal punto di vista di Beatrice e più che ripercorrere il suo viaggio ultraterreno si concentra sul loro rapporto; Raffaello sfrutta la notizia della morte dell’Urbinate avvenuta il 6 aprile 1520 (di cui di recente abbiamo festeggiato i 500 anni con diverse iniziative) per far parlare tre personaggi che lo hanno conosciuto in vita; Nicola Pisano si focalizza sul rapporto tra lo scultore e il figlio Giovanni; l’adattamento de Il lago dei cigni per la nostra collana del teatro “modernizza” la vicenda portandola ai giorni nostri... E così via. Cerchiamo sempre un approccio fresco alla materia; a volte viene bene e altre volte un po’ meno, ma preferiamo aggiungere una voce nuova invece che aggiungerci ad un coro in certe occasioni fin troppo piatto.

Le ultime pubblicazioni
Da insegnante, trovo molto interessanti i possibili impieghi scolastici connessi ai vostri testi. Quando avete iniziato, avete pensato anche a questo possibile settore di ricezione? E, se sì, sotto quali aspetti pensi che il fumetto possa affiancarsi, e magari aggiungere qualcosa, a una didattica più tradizionale?
Il rapporto con le scuole e chi ci lavora è per noi fondamentale. Collaboriamo spesso, portando i nostri autori in giro nelle classi e favorendo incontri e workshop. Tuttavia, i nostri fumetti non nascono con l’idea di base di essere recepiti meglio da chi è studente rispetto a chi non lo è. Nono-stante la nostra impronta didattica, che non deve mai mancare, non abbiamo nel nostro pubblico di riferimento gli studenti, dipende sempre dal tipo di progetto che ci propongono i nostri autori. Naturalmente questo ci porta a realizzare libri adatti ai più piccoli e altri invece per lettori adulti, sempre in base al progetto proposto e alle sue potenzialità. È naturale, ad esempio, che un adattamento a fumetti della novella Rosso Malpelo possa aiutare un adolescente ad avvicinarsi alla materia, mentre invece raccontare a fumetti la biografia di un personaggio complesso come Caterina da Siena potrebbe risultare più adatto ad un pubblico maturo. Ma anche in quel caso dipende sempre dalla visione degli autori e da quello che vogliono raccontare. 

Quali personaggi o momenti storici non avete ancora trattato, ma ti affascinerebbe vedere nel vostro catalogo? E, tra i testi già presenti, ce n’è invece qualcuno che ti sta particolarmente a cuore? 
Ce ne sono tantissimi. Una delle prime missioni della casa editrice era quella di dedicare, vista la nostra provenienza, un fumetto alla vita di tutti i grandi toscani illustri. Col tempo, come spesso succede, saltano fuori altri progetti, altre idee che ti distolgono dall’obiettivo iniziale, ma ci sono diversi personaggi di cui abbiamo i progetti (in alcuni casi addirittura le sceneggiature) nel cassetto e che speriamo presto di poter mandare in produzione. Uno, ad esempio, è Boccaccio: dopo aver parlato di Dante e Petrarca, ci manca solo lui per confezionare un’ideale trilogia sulle Tre Corone della letteratura italiana. E, sempre per rimanere in Toscana, Michelangelo, che per quanto mi riguarda non può mancare al nostro catalogo. Inoltre, ci piacerebbe omaggiare Firenze con un Firenze Sketch Tour, un progetto che abbiamo in cantiere da un po’ di tempo ma che per diversi motivi è rimasto fermo. Dovete infatti sapere che un’altra linea editoriale che ci ha dato molta soddisfazione è quella delle guide a fumetti: la prima è stata il Venezia Sketch Tour, il best-seller della nostra piccola casa editrice, e ci piacerebbe continuare. 
Personalmente, amo tutti i fumetti che abbiamo pubblicato, perché in tante occasioni erano i primi libri di studenti che avevo seguito direttamente alla Scuola Internazionale di Comics e che ho fatto esordire con la Kleiner Flug. Se proprio ne devo indicare uno, scelgo Renato Serra: da creativo, la sua storia mi ha colpito molto, per quanto poca conosciuta. Non per nulla è stato uno dei primissimi fumetti che abbiamo reso gratuitamente disponibili in questa quarantena, nella speranza che possa ispirare altri come ha ispirato noi della redazione.

Carolina Pernigo