mercoledì 6 maggio 2020

«Bisognerà imparare di nuovo a mangiare, e anche a vivere»: "Giorni senza fame", l'esordio di Delphine De Vigan

Giorni senza fame
di Delphine De Vigan
Mondadori, 2014

1^ edizione: 2001
Traduzione di E. Cappellini

pp. 133
€ 10 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)


«Non c'è bisogno di morire per rinascere»: se lo scrive Laure, ma quanto è in grado di convincersene? Nelle prime pagine di Giorni senza fame, facciamo conoscenza con questa protagonista in elevatissimo stato di denutrizione: ogni movimento le costa fatica e ormai non si sente neanche sicura a camminare, perché il terreno le manca spesso sotto i piedi. Ecco perché quando il dottor Brunel le propone di fermarsi in clinica e di accettare di essere curata, Laure alla fine cede. E presto quelle stanze colorate, positive, minimaliste e piene solamente dell'odiatissimo cibo, diventano la sua quotidianità. 

Bisogna prima accettare di essere accuditi, poi di essere strappati al digiuno venendo alimentati con migliaia di calorie che passano attraverso un sondino: il cibo arriva direttamente nello stomaco, e la paziente avverte una sensazione strana, mentre i suoi organi riprendono a lavorare senza chiederle il permesso. Non è un percorso facile, neanche a livello psicologico: «A digiuno, Laure si sentiva più forte, inaccessibile. Ora è diverso». A motivarla ci sono le parole del dottor Brunel, che presto Laure arriva a voler accontentare, anche per un transfer molto forte che la protagonista arriva più volte a scambiare per desiderio erotico. Le cure e le attenzioni del dottore, irreprensibili agli occhi di noi lettori, alimentano ugualmente quel poco di speranza di Laure di essere guardata come si guarda una donna. Eppure lei sa che il suo corpo scheletrico è poco invitante, e sono molti i passaggi che ne danno conto, come questo: «Assomiglia a una graffetta storta, a una gruccia del lavasecco, a un'antenna televisiva dopo la tempesta».

Ma come cambiare? Più volte nel memoir avvertiamo l'ansia di Laure di non avere il controllo sul proprio corpo, la difficoltà ad abbandonarsi alle cure degli altri, ma d'altro canto troviamo anche il suo sguardo sulle altre pazienti, affette da vari problemi alimentari: parlare con loro, conoscerle e scoprire i vuoti che hanno in loro, le sofferenze che hanno contribuito ad arrivare al punto di autosabotarsi sono una medicina potente anche per Laure. Sono tante le scene di solidarietà tra donne, altrettanti i momenti in cui la protagonista prova a prendere la distanze dalla loro situazione, pur non riuscendoci mai davvero. E se più volte Laure vive con orrore il suo prendere peso, a cui assiste quasi suo malgrado, la vitalità torna in lei, insieme alle forze per fare le cose, per riprendere a scrivere, per occuparsi di sé e per provare, anche se timidamente, a immaginare un futuro.

Questo romanzo autobiografico è stato l'esordio fulminante e molto toccante di Delphine De Vigan: il suo stile ha già intrapreso l'asciuttezza che diventerà poi tipica delle sue opere, ma si concede più spazio e periodi più complessi per trasfondere nei lettori le sensazioni, le paure e le angosce, insieme ai desideri sopiti ma resilienti di una donna che disimpara a mangiare e a sentire. Non affrontate questo romanzo se non siete disposti a immergervi fino in fondo per un centinaio di pagine nel mondo di Laure; fatelo, invece, se accettate di affrontare il mostro, e di sentirvelo raccontare senza fronzoli né psicologismi o giudizi, solo nella sua realtà, la più cruda  e scarna possibile.

GMGhioni
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Quanto è difficile, per Laure, accettare di avere un problema, di non farcela più e di farsi accudire dagli altri! Il suo desiderio di sentirsi sempre più vuota, imparando a sopportare la fame fino a non avvertirla neanche più, è qualcosa di inconcepibile per chi non ci è passato. In tanti le chiedono: come hai fatto a ridurti così? E la risposta non è certamente univoca, né è dato saperla: conta di più che Laure accetti di farsi ricoverare nella clinica del dottor Brunel: «Bisognerà imparare di nuovo a mangiare, e anche a vivere». #Giornisenzafame è stato il romanzo d'esordio di #DelphineDeVigan, l'opera autobiografica che l'ha portata al successo. Presto @gloriaghioni recensirà il libro sul sito! Voi lo avete già letto? Ritenete che sia importante confrontarsi con romanzi che affrontano questi temi a partire dall'interiorità dei personaggi? #Mondadori #Criticaletteraria #anoressia #bookstagram #daleggere #memoir #book

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