martedì 12 maggio 2020

L'ambitissimo Premio letterario DeA Planeta va a Federica De Paolis e al suo "Le imperfette"

È Federica De Paolis la vincitrice della seconda edizione dell'ambitissimo Premio letterario DeA Planeta, promosso da DeA Planeta Libri. Il romanzo, inedito, che ha convinto la giuria porta il titolo Le imperfette e sarà in libreria dal prossimo 9 giugno.
La proclamazione è avvenuta, anziché nella consueta cerimonia, in modo abbastanza irrituale, ma ormai comune di questi tempi, tramite la piattaforma Zoom, in una conference call aperta a giornalisti e blogger. Presenti anche noi di Critica Letteraria. Il premio, che l'anno scorso, alla prima edizione, andò a Simona Sparaco con  il romanzo Nel silenzio delle nostre parole, è di quelli che fanno tremare le vene dei polsi: 150mila euro, la pubblicazione del romanzo in Italia e in Spagna e la traduzione dell'opera in inglese e in francese.
Oltre 700 le opere che hanno partecipato a questa seconda edizione, un numero di testi ragguardevole da cui la giuria, composta da Pietro Boroli, presidente De Agostini Editore, Claudio Giunta, docente e scrittore, Rosaria Renna, conduttrice radiofonica e televisiva, Simona Sparaco e Manuela Stefanelli, direttrice Libreria Hoepli, ha tratto la cinquina finale. Tra le opere partecipanti, anche romanzi da Paesi Europei, dall'Egitto, dall'Uganda e da Israele. "Tante opere ci hanno colpito per la forza della storia, la qualità della scrittura, la potenzialità internazionale", ha detto Stefano Izzo, segretario del Premio. Ma alla fine, a emozionare maggiormente i giurati, è stata lei Federica De Paolis, dialoghista cinematografica, autrice televisiva, con all'attivo già cinque romanzi, l'ultimo dei quali è Notturno salentino, pubblicato nel 2018 per Mondadori.
In realtà Federica ha presentato il romanzo sotto lo pseudonimo di Paola Punturieri, il nome vero della madre. "Mia madre è mancata vent'anni fa, si è ammalata e l'ho persa in poco tempo", ha raccontato via Zoom un'emozionata Federica. "Lei è la ragione per la quale, anni fa, ho deciso di mettermi a scrivere. La sua scomparsa mi ha dato la sensazione del tempo che improvvisamente può finire, per questo bisogna dire ciò che si ha dentro e io l'ho fatto scrivendo. Inoltre, presentare il romanzo con il suo nome mi è parsa una sorta di magia". Che ha portato bene alla scrittrice.


Ma di che cosa parla Le imperfette? Un romanzo che ci ha acceso una grande curiosità. "E' un libro mosso dal sentimento del desiderio", racconta l'autrice, "tutti i protagonisti desiderano qualcosa. C'è anche il tema dell'apparenza, nessuno è come appare, c'è il tema del rapporto della donna con il proprio corpo ed è la storia di una famiglia".
Il libro si apre con un'immagine fortissima: siamo in montagna, nevica, è notte, i lampi delle macchine della polizia e  dei carabinieri tagliano l'oscurità. Una donna cerca di varcare le fettucce rosse che delimitano un pezzo di terreno, un poliziotto la ferma e le dice che è successa una tragedia, una madre risulta dispersa con i suoi due bambini... la donna guarda il poliziotto e gli dice: "La madre sono io"... 
La protagonista, madre dei due bambini dispersi, è Anna, moglie di un noto chirurgo estetico, che lavora nella rinomata clinica del suocero. Una vita borghese, un matrimonio all'apparenza felice, due bambini... Ma Anna è una donna senza un'identità precisa, è sempre stata la moglie di, la figlia di, la madre di... finché un giorno non incontra Javier, il papà di una compagna di scuola del figlio, un uomo che la fa sentire donna, persona. E le apre gli occhi, le fa acquisire consapevolezza, anche della sua imperfezione. Ecco, le imperfette... Ma le imperfette chi sono? "Siamo noi donne", dice la De Paolis, "noi che proviamo sempre la sensazione di essere fuori fuoco". Nel libro sono le pazienti del marito, è lui a chiamare così le donne che, non soddisfatte del proprio corpo, si affidano alle sue mani per migliorarsi. Ma imperfetta è anche Anna. Nel suo ruolo di madre? Anna ama i suoi bambini, ma si sente soffocata, schiacciata da questo ruolo, oppressa da un'ansia che lei cerca di risolvere con una mania ossessiva di controllo sui piccoli. Finché non incontra questo uomo... Il romanzo quindi scava anche nel terreno scomodo e periglioso della rappresentazione della maternità, che non sempre è immediata, facile e naturale. "Ho cercato di raccontare la maternità come un cammino, un lento percorso verso la consapevolezza, una crescita. C'è molto di me in questa storia e del rapporto con mia madre, che è stata sicuramente una donna "imperfetta" e forse inconsapevole, lo dico con amore e luminosità, in lei forse il muscolo materno non si è immediatamente attivato, come invece è stato per me che sono diventata mamma "da grande", alla soglia dei quarant'anni". 
Maternità, amore, matrimonio, recita, tradimento, consapevolezza, reputazione, il desiderio di essere altro da sé, l'apparenza... Insomma, tantissimi sembrano i fili che compongono questo romanzo... per leggerlo non ci resta che attendere il suo arrivo in libreria il 9 giugno.

Sabrina Miglio