mercoledì 1 gennaio 2020

#Capodanno2020 - Quali libri del 2019 porteremo nel nuovo anno?



Auguri, lettori! 
Per augurarvi uno scoppiettante 2020 pieno di belle letture, in redazione vi raccontiamo i libri usciti in libreria lo scorso anno che vogliamo portare con noi nell'anno nuovo (e che continueremo a consigliare ad amici, parenti, colleghi,...). 
Come sempre, accanto al consiglio trovate i link per la recensione e, se vi abbiamo convinti, per l'acquisto del libro. 

Che sia un 2020 di nuove grandi novità in libreria (e di belle riscoperte!),
La Redazione

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Alessandra porterà nel 2020... 
"Lontano da casa" di Pinar Selek (Fandango Libri) 
Perché: si avverte sempre più la necessità di conoscere e di essere informati di quante crudeltà possa fare l'essere umano ad altri esseri umani. La storia della scrittrice turca non è il primo e purtroppo non sarà neanche l'ultimo esempio che ci attesta questa atroce verità. Lei che per prima sta sopportando da più di venti anni la violazione dei diritti umani si è attivata e attraverso diverse associazioni (lei stessa fondatrice di alcune di esse) difende quelli di altre persone; non solo, è una delle tante testimonianze viventi di privazione della libertà individuale e personale. Infine, perché non si è ancora parlato abbastanza delle angherie psicologiche (ma anche fisiche) e delle vessazioni legali che Pinar Selek sta subendo e fronteggiando da troppi anni. 
Chi lo amerà: tutti coloro che non tollerano le ingiustizie e stanno dalla parte di chi le subisce; le femministe e gli attivisti dei diritti umani. Tutti quelli che amano le storie vere, così reali da sembrare assurde perché a volte la verità e la realtà superano la fantasia. A coloro che prediligono i saggi basati su una biografia e che grazie ad essa approfondiscono certi fatti, incresciosi o meno, che accadono nel mondo. Ultimo ma non meno importante: lo ameranno i lettori che colgono tutte le sfumature che ruotano attorno al termine "casa", esattamente come fa la scrittrice in diverse fasi della sua vita.

Barbara porterà nel 2020... 
"Il colore dei fiori" di Darroch e Michael Putnam (L'Ippocampo)
Perché: la guida dei Putnam è un libro che si contempla, anziché leggerlo, e può apparire una scelta superficiale. Ebbene, lo è volutamente. Nell'anno in arrivo, è bene portarsi dietro un pizzico di superficialità deliziosa, quella leggerezza che ci può spingere a ricercare il bello piuttosto che l'essenziale, il significativo. Questo volume-opera d'arte mi ha aiutato a riflettere su quanto la forma sia fondamentale tanto quanto la sostanza. Lo ha fatto in un periodo della mia vita in cui ero concentrata in effimere e importantissime decisioni: l'abito bianco, i centrotavola migliori, il colore dominante della cerimonia e, ovviamente, i fiori di un bouquet. Per questo, mi auguro di riuscire a portare nel 2020 (ed esorto chiunque di voi a farlo) un po' di quello stato d'animo: viaggiamo tra le nuvole perfino quando il quotidiano ci sfianca e ci amareggia. Soffermiamoci sulla bellezza e sforziamoci di cercarla, anche laddove sembra assente. 
Chi lo amerà: questo libro riuscirà a trovare consensi nei lettori più eclettici: quelli abituati a misurarsi con libri fuori dall'ordinario. Chiaramente, sarà amato da chiunque, per professione o attitudine personale, viva a contatto con l'arte figurativa, ma (e io ne sono l'esempio) può entrare nel cuore anche dei meno avvezzi a certi linguaggi, nei lettori più "ordinari". Può infatti costituire una prova con cui misurarsi, per allenare il proprio senso estetico e alleggerire il peso delle proprie riflessioni. Chiunque lo sfoglierà ne ricaverà un benefico senso di distensione emotiva, infinitamente utile per affrontare nel miglior modo possibile l'anno in arrivo. 

Cecilia porterà nel 2020... 
"Visionari. Simbolisti, esteti, dandies e altri sognatori" di Tiziana Gazzini (Fefè editore)
Perché: perché le decine di ritratti tracciati da Tiziana Gazzini sono un invito a ricordare grandi personalità del passato recente che seppero condurre la propria esistenza in ossequio alla propria indole visionaria, creando legami, ponti e corrispondenze tra le epoche e le suggestioni derivanti dalle varie arti; perché nel raccogliere in volume articoli e saggi su "signore e signori di suo gusto" l'autrice consegna anche un ritratto di se stessa derivante dalla memoria di quelli altrui, e ci ricorda quanto la nostra personalità e il nostro modo di stare al mondo siano anche il risultato dei libri che abbiamo letto, dei quadri e delle sculture che abbiamo ammirato, dei film che abbiamo visto e delle note a cui abbiamo dato ascolto.   
Chi lo amerà: chi ha sempre bisogno di farsi ispirare dalle vite degli altri, soprattutto se si tratta di personaggi che hanno fatto la storia della letteratura, della pittura, della scultura, del cinema e della musica; chi crede nell'importanza della critica biografica e nel valore delle belle biografie, anche quando sono brevi e ricordano i "medaglioni" sentimentali di una volta; chi non sa fare a meno della propria visionarietà per affrontare la vita di tutti i giorni e sa riconoscere la luce che irradia dalla visionarietà altrui.

Claudia porterà nel 2020...  
"Morgana" di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri (Mondadori)
Perché: è un libro che fa la linguaccia agli schemi polarizzanti positivo/negativo storicamente applicati alle donne. Proponendoci la storia di dieci figure femminili - da Santa Caterina a Moira Orfei, da Marina Abramović a Zaha Hadid - senza Sindrome di Ginger Rogers, ci allontana dai pregiudizi e ci invita a spostare sempre più avanti i confini della nostra libertà. 
Chi lo amerà: i lettori, di ogni genere ed età, desiderosi di respirare una forma di indipendenza che non ha nulla a che vedere con gli slogan, ma che riguarda la consapevolezza interiore, il percorso che si compie, le battaglie che si scelgono. A chi forse non lo sa ancora, ma ha bisogno di diventare Morgana. 

Federica porterà nel 2020... 
"La linea madre" di Daniel Saldaña París (Chiarelettere)
Perché è un romanzo di un'intensità sorprendente che apre una serie di interrogativi universali a partire dalla vicenda personale del protagonista e della sua famiglia. Cosa significa crescere? Che peso ha sul nostro futuro tutto ciò che ci lasciamo alle spalle dal passato? Quali sono i modelli, se è obbligatorio sceglierli, a cui ci dobbiamo rifare per dare una direzione alla nostra esistenza? Nel passaggio da un vecchio a un nuovo anno l'unica costante che non bisogna mai dimenticare è il peso fondamentale delle domande da porsi sul proprio ruolo nel mondo. A chi ama letture intense che echeggiano echi di luoghi lontani; a chi ama le vicende familiari raccontate senza la banalità di molti romanzi ma con la durezza della verità; a chi è interessato a letture provenienti da aree geografiche non frequentemente battute dalle proprie letture; a chi vuole strizzare l'occhio ai narratori delle nuove generazioni che avranno moltissimo da dire a tutti noi. 

Giulia porta con sé... 
"Jalna" di Mazo de la Roche (Fazi editore) 
Perché: con l’arrivo del nuovo anno e, in particolare, del nuovo decennio si ha la sensazione del nuovo inizio. Pagina bianca, si ricomincia da capo allo scoccare della mezzanotte. Iniziare così, senza nessun legame con i mesi appena trascorsi, può essere destabilizzante. È bene avere con sé un romanzo che sia il primo di una saga in modo da avere la certezza di un filo conduttore per il nuovo anno. “Jalna” il primo volume della saga canadese di Mazo de la Roche serve bene allo scopo. Ci siamo appena addentrati negli ampi confini della tenuta, abbiamo preso in simpatia in giovane Wakefield e riso per le stranezze della nonna. Aspettiamo con ansia di sapere come evolverà la storia di Alayne e Renny. Con i sedici volumi che la compongono ci sarà di grande compagnia per tutto il nuovo decennio. 
Chi lo amerà: chi ama le saghe e il senso di continuità e di affetto che si sviluppa con i personaggi. E a chi vorrà immergersi in una storia appassionante quando i buoni propositi del nuovo anno inizieranno a sbiadire e ci sarà bisogno di prendere una pausa dalle fatiche di tutti i giorni.  

Gloria porterà nel 2020...
"Il treno dei bambini" di Viola Ardone (Einaudi)
Perché: ogni volta che gli amici mi chiedono quale libro consiglierei quest'anno di leggere, mi viene subito in mente questo romanzo. Fresco, adorabile, commovente e divertente al tempo stesso, ci mostra un volto del dopoguerra meno noto, quello di chi - piccolissimo - ha sfidato chilometri, paura, per un pezzo di pane in più. Non parlo di emigranti del Sud che sono andati a cercare lavoro al Nord, ma di bambini, mandati in affidamento al Nord per un periodo più o meno lungo, contro la miseria. E ci sono gli affetti lasciati, il nuovo benessere (scontato, per noi di oggi, una manna dal cielo per il protagonista), le nuove conoscenze e la prospettiva di non tornare... Fino al momento in cui è ora di fare i conti con il passato. 
Chi lo amerà: chi ama i romanzi di formazione, che riproducono mimeticamente il linguaggio e i pensieri ora ingenui ora intuitivi e pieni di emozioni di un bambino. Amerigo, il piccolo protagonista, si farà amare fin dalle prime pagine. 

Ilaria porterà nel 2020... 
"Due milioni di baci" di Alessandro Milan (DeA Planeta) 
Perché: Gli episodi dell'infanzia e dell'adolescenza di Milan si intrecciano a quelli avvenuti nel corso della stesura del suo libro precedente, Mi vivi dentro: le amicizie, le domande dolorose dei figli, la quotidianità del vissuto con loro, lo scorrere inevitabile però eppure entusiasmante della vita. Tutto questo e molto altro è narrato con la medesima grazia di cui lo scrittore aveva già dato prova, e con una straordinaria capacità di lasciare che la malinconia, il dolore e la tristezza si "raccolgano" sullo sfondo della narrazione senza impietosire il lettore, ma regalandogli sprazzi di commozione, di risate e di allegria come solo le grandi storie riescono a fare. 
Chi lo amerà: questo è un libro il cui titolo mi ha ricordato il verso di una canzone di uno dei miei cantanti preferiti, Luciano Ligabue: "Nemmeno un bacio che sia stato mai sprecato", è un libro che merita di essere letto e "compreso" con lentezza, un libro al quale ci si deve necessariamente accostare con una matita per sottolinearne le frasi più belle (che sono proprio tante), un libro che si può leggere anche senza conoscere Mi vivi dentro: ogni pagina, ogni riga, ogni parola resta incisa nel profondo, come si vorrebbe che accadesse per i baci, quelli belli, quelli attesi a lungo, quelli che troppo spesso ci dimentichiamo di donare. Due milioni di baci è un libro che mi sento di consigliare davvero a tutti, perché tutti prima o poi ci troviamo a dare per scontate le persone che ci stanno a fianco. L'errore più grande che si può commettere, forse, è proprio questo: credere che sia noi che chi ci sta attorno abbia a disposizione un tempo infinito. Alessandro Milan con grazia e dolcezza ci ricorda che non è così, perciò affido la lettura di questo libro a tutti coloro che desiderano ricordare il bello della Vita e l'eternità non dell'esistenza, ma dei sentimenti che la popolano. 

Sabrina porterà nel 2020... 
"L’estate dell’incanto" di Francesco Carofiglio (Piemme)
Perché: perché è un libro che ricostruisce con rara delicatezza e poesia quel preciso momento di passaggio tra la spensieratezza infantile e la presa di coscienza della vita adulta, un attimo condensato e cristallizzato in una stagione, l’estate vista con gli occhi avidi di vita di una bambina. Che di lì a poco sperimenterà (ma noi non lo leggeremo) la guerra, il dolore, la perdita del padre. E la fine dell’età dell’innocenza. Chi lo amerà: chi ha voglia di sentirsi raccontare una storia senza clamore, colpi di scena, parole urlate, concessioni al linguaggio dello slang. Chi ha voglia di tornare a guardare il mondo con gli occhi della propria infanzia e per questo si riconoscerà nelle emozioni e nelle palpitazioni della piccola Miranda. 

Samantha porterà nel 2020...  
"Storie del ghetto di Budapest" di Giorgio e Nicola Pressburger (Marsilio) 
Leggi la recensione
Perché: Perché è il racconto di un'infanzia meravigliosa, pur se consumata con l'orrore sempre presente. La storia dei fratelli Pressburger all'interno dell'Ottavo distretto del ghetto di Budapest, ci narra l'epopea degli ebrei più poveri ungheresi, prima della Seconda guerra mondiale, durante la Shoah e dopo la liberazione della città da parte dell'Armata rossa, e lo fa con una poeticità e un'allegria tali, da restituirci tutta l'atmosfera di un popolo e della sua voglia di resilienza. Chi lo amerà: Chi ama i racconti che partono dalla descrizione di persone e si allargano ad un'idea di umanità, che dipingono dei tratti e delle caratteristiche umane, in cui tutti possiamo riconoscerci, e che sono capaci di farci vivere atmosfere, musiche e colori. 

Valentina porterà nel 2020... 
"Un'estate fa" di Zidrou (Bao Publishing)  
Perché è un libro di grande dolcezza, capace di invitare alla riflessione chiunque lo legga. La storia di questa famiglia non si stacca mai dalla realtà ed è ricca di dettagli realistici, eppure sembra ambientata in un contesto quasi onirico, poetico e suggestivo. 
Chi lo amerà: coloro che amano le atmosfere dolci e poetiche, le storie delicate in cui un pizzico di malinconia viene aggiunto dagli autori per rendere più suggestiva l'intera vicenda.