Tre signore in riva al mare
di Rhoda Levine
Adelphi, ottobre 2025
pp. 37
€ 18 (cartaceo)
Tre signore in riva al mare (Adelphi, 2025) è un piccolo libro in rima, breve e
essenziale in tutto, disegni compresi, che però lascia addosso una sensazione
sottile e persistente, capace di riaffiorare anche a distanza di giorni. Protagoniste
sono tre sorelle, che hanno tre graziose case, tutte vicine tra di loro. Alice,
pur inserita nella quotidianità condivisa con le sorelle e apparentemente
partecipe delle loro attività, sembra vivere soprattutto nell’attesa. Un’attesa
che diventa il centro della sua esistenza e che inevitabilmente porta a
interrogarsi su cosa significhi davvero vivere il presente, invece di
rimandarlo a un futuro immaginato. Aspetta un grazioso uccellino, che ha sentito
una volta. Poco importa se le sorelle ne hanno altri da concederle: lei vuole
quello.
La storia suscita sentimenti contrastanti, divide e interroga: da un lato è
difficile non comprendere e rispettare la speranza che anima Alice, la sua
capacità di rimanere fedele a un desiderio che dà senso alle sue giornate; dall’altro
emerge il dubbio che questa stessa speranza la tenga prigioniera, ancorata a
un’illusione che le impedisce di cogliere ciò che ha davanti a sé. È proprio
questa ambivalenza a rendere il testo così incisivo e a trasformarlo in una
riflessione sul tempo che scorre, sui legami familiari e sulla forza – talvolta
fragile, talvolta ostinata – necessaria per continuare a credere. Alice appare
così sospesa tra due dimensioni: quella della condivisione familiare e quella
di un mondo interiore dominato dall’illusione, che la rende incapace di godere
pienamente di ciò che ha intorno. È una tensione mai risolta, che rende il
personaggio complesso e profondamente credibile. Un’attesa e un isolamento
rafforzato dalla sua volontà di stare sopra un albero, esattamente a metà tra
la terra e il cielo, in un limbo perenne, in una indecisione mentale che però
si rafforza pagina dopo pagina.
Le illustrazioni di Edward Gorey accompagnano il racconto con straordinaria
efficacia. In poche immagini essenziali riescono a restituire l’atmosfera
marina, il vento, la pioggia, ma anche l’affetto silenzioso che lega le tre
sorelle. I tre colori scelti per le sorelle, l’assenza di elementi con colore
pieno, l’imponenza dell’albero di Alice, accentuano i messaggi che la storia
vuole passarci, immergendoci in un’atmosfera più coinvolgente di quanto si
possa pensare.
Alice, ferma sull’albero nonostante le intemperie, diventa il simbolo visivo
della perseveranza, mentre i dettagli riservati alle altre due – le case, gli
abiti, i piccoli gesti quotidiani – le rendono immediatamente riconoscibili e
raccontano senza parole i loro caratteri distinti e il loro contrasto con la
sorella.
È una
storia da custodire, da regalare, da leggere e rileggere, capace di parlare con
delicatezza e profondità, e di accompagnare il lettore ben oltre l’ultima
pagina, in riflessioni costanti e di mutevole risposta.

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