mercoledì 6 novembre 2019

Tu chiamale se vuoi: emozioni, o semplicemente "rinascere padre"

L'anno in cui imparai a leggere
di Marco Marsullo
Einaudi, 2019

pp. 282
€ 18 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Nessuno è mai nato papà, questo è certo, ma immaginatevi di trovarvi di punto in bianco a fare da padre al figlio della vostra fidanzata: come reagireste? Niccolò ha un curriculum tutt'altro che adatto: ha venticinque anni, è l'autore di un romanzo d'esordio di successo a cui è seguito un bel blocco dello scrittore, non ha avuto relazioni stabili e le sue responsabilità sono sempre state pari a zero, o quasi. Poi, all'improvviso, la rivoluzione: l'incontro con Simona in libreria, la sensazione che qualcosa in lei è diverso e unico, la scoperta di suo figlio Lorenzo di quattro anni, la prima stretta di mano, il guardarsi di sottecchi per scoprire cosa pensa l'altro... 
Certo, durante quel primo incontro Niccolò non avrebbe mai pensato che il suo modo di pensare sarebbe cambiato per sempre e che Lorenzo sarebbe diventato una delle persone più importanti della sua vita: ce lo anticipa subito il narratore, ed ecco che noi lettori siamo proprio curiosi di scoprire come accadrà questo "addomesticamento" reciproco. Infatti, all'inizio Lorenzo è restio a fidarsi di Niccolò, che d'altra parte non ha mai avuto esperienza di bambini e spesso resta rigido e incapace di abbracciare il piccolo, anche per via di un'infanzia piuttosto fredda. 

Poi, la bomba: Simona ha l'occasione della vita. Lei, che ha sempre sognato di fare l'attrice e che è stata costretta a rinunciarvi per la nascita di Lorenzo, può intraprendere una breve tournée, di un mese o poco più: Niccolò, inutile dirlo, è l'unico adulto che ha abbastanza tempo libero per prendersi cura di Lorenzo. A nulla valgono le ansie di lui, né le perplessità circa il romanzo che prima o poi dovrebbe scrivere: Simona fa leva sul sul suo bisogno di riscatto per addolcire Niccolò e portarlo ad accettare. Le difficoltà non sono certo poche, non serve minimizzare: tanto per cominciare, Lorenzo vuole sempre la mamma per addormentarsi, e poi si rifiuta categoricamente di stare con Niccolò. Certo, le alternative non ci sono e, dunque, per i due inizia una nuova vita. Proprio quando pareva di aver raggiunto un equilibrio, ecco che alla porta suona Andrés, il padre naturale di Lorenzo, che arriva dall'Argentina con la sua chitarra, i suoi tatuaggi e le sue abitudini da sbandato. Perché è lì? E, soprattutto, come convivranno i tre piccoli e grandi uomini sotto lo stesso tetto? 
Passando da pagine di estrema commozione ad altre divertenti fino alle lacrime, Marco Marsullo nel suo nuovo romanzo, L'anno in cui imparai a leggere, ci pone davanti a una famiglia allargata decisamente non convenzionale. L'ambivalenza iniziale del protagonista (che, umanamente, vede in Lorenzo il frutto dell'amore tra Simona e un altro uomo) lascia presto posto all'affetto: non si pensi che sia tutto rosa e fiori il rapporto tra Niccolò e il bambino (come potrebbe?), ma sono tantissimi gli interrogativi a cui il venticinquenne deve rispondere tutto da solo. Sì, perché Simona scompare davvero, in un modo piuttosto inaccettabile per noi lettori: come può bastarle una telefonata al giorno, spesso di sfuggita, per avere notizie? Come può non trovare neanche un weekend per volare a Napoli e riabbracciare il figlio e il fidanzato? 
Ma non è lei il focus del romanzo, tutt'altro: sono Niccolò, Lorenzo e Andrés a meritare tutta l'attenzione di noi lettori, con il loro battibeccare perenne, qualche volta persino l'azzuffarsi, per poi fare pace davanti a un pacchetto di patatine e a un video demenziale su Youtube. Qualche volta gli adepti del metodo Montessori si scandalizzerebbero; diciamo che Niccolò e Andrés non sono dei padri modello, ma sono così fantasticamente umani, imperfetti e credibili da suscitare subito la partecipazione emotiva, l'immedesimazione e l'ilarità. Il percorso a ostacoli per guadagnarsi la fiducia di Lorenzo è compensato poi dalla confidenza con cui si passa ai soprannomi, alle ninna nanne, all'abitudine di addormentarsi a pochi passi l'uno dall'altro.   
Non mancano - senza cadere nel pedante o nel moralistico - riflessioni sul mondo degli altri genitori, che Niccolò incontra all'asilo o alle feste per bambini: qualche volta l'occhio esterno di chi padre non è rivela contraddizioni e situazioni decisamente paradossali. 
L'amicizia tra un padre e un figlio non ha età né richiede legami di sangue: L'anno in cui imparai a leggere è una storia buona, che fa bene alle nostre giornate piene di difficoltà. È un delicato e al tempo stesso spassoso romanzo sull'amore, quello tra un adulto e un bambino, che imparano a conoscersi e a rispettarsi giorno per giorno, confrontandosi su tutto - dal calcio alle croste del toast -, fino a imparare a leggere l'uno le espressioni più minute dell'altro. 

GMGhioni





Le colazioni lente della domenica mattina, con un bel libro e senza guardare l'orologio, non sono uno dei piaceri della vita? Oggi @gloriaghioni chiude le poche pagine che le restano per scoprire cosa accadrà al protagonista di #lannoincuiimparaialeggere, il nuovo romanzo di @marcomarsullo . La curiosità è tanta, perché Niccolò, da 25enne concentrato solo su quanto gli interessava, è passato alle responsabilità di un padre! Infatti, il bambino della sua fidanzata gli viene affidato da lei per un numero di mesi non ben precisato. Tra Niccolò e il piccolo Lorenzo all'inizio è dura (e non mancano episodi decisamente ironici), ma poi qualcosa scatta: un amore incondizionato, che verrà messo alla prova quando il padre naturale di Lorenzo busserà alla porta... Presto la recensione sul sito! #Einaudi #Criticaletteraria #bookbreakfast #instalike #instalibri #bookish #book #bookblogger #bookaday #novitàeditoriali
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