venerdì 29 novembre 2019

#CritiCOMICS - «Da adolescente ero un po’ come Alice, la mia protagonista, magari non avevo i superpoteri, ma senz'altro ero il classico nerd appassionato di fumetti»: intervista a Giulio Macaione

"Nato" da un'esperienza di vita vissuta, o per meglio dire, di "città abitata", "Alice di sogno in sogno", il nuovo albo di Giulio Macaione ci ha conquistato per il suo modo, molto particolare, di mischiare realtà con finzione, assieme al sogno. Ecco perché a Lucca Comics è stato un piacere intervistarlo in merito al suo nuovo libro Bao.

Quando abbiamo terminato di leggere “Alice di sogno in sogno” non abbiamo potuto che innamorarci di Alice, la protagonista del tuo libro. Come hai fatto a costruire un personaggio così sfaccettato e ricco di sfumature, nonostante la giovane età? Hai trovato spunto da qualche protagonista della cultura pop oppure hai fatto affidamento su persone reali. O magari nessuna delle due? 
Direi che Alice - da pronunciare all’inglese mi raccomando! - è il risultato della mia immaginazione. È un personaggio che ho creato tanti anni fa e solo di recente ho sviluppato la sua storia. Da adolescente ero un po’ come lei, magari non avevo i superpoteri, ma senz'altro ero il classico nerd appassionato di fumetti, proprio come Alice che ne legge in continuazione! Per fortuna, al contrario suo, non sono mai stato vittima di bullismo per questo. 


Alice di sogno in sogno
di Giulio Macaione
Giulia Adragna
BAO Publishing, 31 ottobre 2019

€ 18 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook)

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Ma è vero che questa storia l’hai scritta in pratica in contemporanea con “Stella di mare” (BAO, 2018), un graphic novel che ci è piaciuto tantissimo (qui trovate la recensione di Federica Privitera) ma che aveva un segno e un bouquet di sentimenti del tutto opposti…? 
È proprio così. Ed è vero che c'è una netta differenza tra i due libri. Passare da una storia all’altra mi è costato fatica, ho passato giornate con la testa nel pallone, ma mi sono anche divertito molto. Quando terminavo il lavoro su “Stella di mare” (una storia più intimista e tormentata, legata alla Sicilia, la mia terra) passare ad “Alice di sogno in sogno” era una ventata d'aria fresca! Per questo ho lavorato al libro con grande facilità. 


Che ragazza è Alice? 
Se dovessi descrivere Alice a qualcuno che non la conosce, direi che è una ragazza “normale” ma in un modo tutto speciale. Affronta tutte le sfighe che una comunissima adolescente può incontrare, ma ha anche un potere: vive - suo malgrado - i sogni delle persone che le dormono vicino. Questo la porta a una serie di disagi perché, di fatto, riesce a leggere l’inconscio altrui e, soprattutto, non riesce a passare una notte tranquilla facendo i suoi sogni come tutti. 


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Se fossimo in un dipartimento di letteratura comparata, diremmo che il tuo libro è un classico esempio di mise en abîme, ovvero, alla stregua de Le mille e una notte, di “storie dentro storie che sono custodite all’interno di altre storie nate da altre storie ancora”. Che tipo di idea avevi quando hai iniziato a lavorare intorno a “Alice di sogno in sogno”? 
Volevo che fosse anche una storia corale, che gli amici e soprattutto la famiglia di Alice fossero parte integrante della narrazione. Quando scrivo, penso sempre al background dei personaggi, al di là della storia narrata, per dare maggiore credibilità a ciascuno di essi. Ho voluto raccontare una coppia di genitori assolutamente comune, che però ha un trascorso molto doloroso e sta passando un momento difficile. In fondo anche loro sono “specialmente normali”. Credo che sia fondamentale dare spessore a tutti i personaggi e non solo al protagonista. 
Quindi a quale tra i personaggi di questa storia sei più legato? 
Ho adorato disegnare il papà di Alice, mi piace com'è riuscito graficamente e lo trovo credibile nel suo essere un papà affettuoso e protettivo. La mamma, poi, si è rivelata molto interessante: è severa con Alice ma sa essere anche tenera; graficamente è morbida e sensuale, credo che sia un personaggio ben riuscito. Anche Jamie, il migliore amico di Alice, mi veniva molto spontaneo nonostante abbia subito un bel cambiamento dalle prime alle ultime pagine. Non hai solo scritto la storia ma l’hai anche disegnata. 


Come è stato quindi lavorare con Giulia Adragna che invece si è occupata dei colori (per altro davvero sgargianti e ricchi di personalità e che ci hanno colpito)? 
Ho realizzato “Alice di sogno in sogno” per l'editore americano BOOM!; il libro infatti è stato pubblicato originariamente negli U.S.A., lo scorso anno. Per questo volevo che avesse il tipico aspetto di un albo statunitense a colori. Passare dalla bicromia un po’ pittorica di “Stella di mare” a questa esplosione cromatica è stato uno stacco netto. Oltre a utilizzare una linea più morbida e sinuosa rispetto ai miei lavori precedenti, ho voluto coinvolgere Giulia Adragna, bravissima fumettista palermitana. Ha utilizzato uno stile di colorazione così brillante e luminoso, che ha dato davvero tridimensionalità ai miei disegni. Un lavoro di squadra fantastico! Abbiamo letto che la prima edizione del tuo libro conterrà sedici pagine di materiale inedito in più, allo stesso prezzo. 


Visto che siamo degli inguaribili curiosoni ci potresti dire qualche cosa in più a questo proposito? 
“Alice di sogno in sogno” fa parte dei dieci volumi che in occasione del decennale di BAO Publishing contengono un sedicesimo in più di contenuti extra e un logo dorato in copertina e sul dorso, solo per la prima tiratura. In queste pagine ci sono un sacco di dietro le quinte e di segreti su come è nata! 

Intervista a cura di Mattia Nesto