domenica 2 giugno 2019

Marta Perego racconta le "sue" grandi donne del cinema: trenta ritratti di dive esemplari dentro e fuori dal grande schermo

Le grandi donne del cinema.
Uniche, indomabili, indimenticabili: 30 star che hanno lasciato il segno
di Marta Perego
Illustrazioni di Marta Signori
DeA Planeta Libri, 2019

pp. 317
€ 17,90 (cartaceo)

Chi sono le grandi donne del cinema? Ah… saperlo! Saperlo una volta per tutte! Punge assai, la domanda, proprio come un mazzo di rose rosse consegnato alla prima attrice di turno sull’ennesimo red carpet, facendo stillare dalle dita maldestre un’emorragia di cavilli e di puntini sulle “i” pronti a cadere su una parolina tanto piccola quanto magica: “diva”. A quali caratteristiche fare riferimento, difatti, per includere un'interprete del grande schermo nella categoria della grandeur? Quali parametri qualitativi e quantitativi utilizzare? Durata della carriera? Premi e riconoscimenti ricevuti? E che dire della capacità di conciliare vita pubblica e privata e di influenzare le ammiratrici di tutto il mondo anche fuori dai contesti deputati alla finzione? E ancora: come mediare tra la presunta oggettività della critica ufficiale  e le proprie inclinazioni spettatoriali? Compilare un vademecum neutrale e valido per ogni stagione non è cosa semplice, eppure una risposta bisognerebbe pur tentare di darla, a costo di farsi scudo e spada, per l'appunto, della propria parzialità. Così ha fatto, per esempio, Marta Perego, che nel suo ultimo lavoro appena pubblicato da DeA Planeta Libri ha voluto dare la propria interpretazione del tema raccontando le storie di attrici Uniche, indomabili, indimenticabili: 30 star che – come da sottotitolo – hanno lasciato il segno. Nella sua vita, in primis, ma (e l'autrice ne è certa) anche in quella di numerosissime altre donne in tutto il mondo.


Giornalista, autrice e conduttrice televisiva, Marta Perego si occupa da sempre di cultura, arte e spettacolo. Questo suo libro, esito di una cinefilia che contempla con passione anche la dimensione del divismo, si pone come una dichiarazione d’amore nei confronti della settima arte a partire da quelle attrici che fin dagli albori di questa grande magia sono state capaci di fare la storia dell’audiovisivo e di incidere con altrettanta profondità nei processi culturali e nel costume delle rispettive epoche di appartenenza (e non solo). Debitrice di tutte le interpreti che le hanno lasciato qualcosa nei film come nella vita reale – dunque calate in ruoli fittizi entrati nell’immaginario comune o in una quotidianità da figlie, mogli e madri (oppure da single e senza prole) – l’autrice ha voluto omaggiarle dedicando a ciascuna un ritratto che ne mettesse in evidenza la peculiarità dell’esempio insieme con la misura, il peso, la frequenza dell’incedere sulle vie spesso e volentieri labirintiche del mondo del cinema. E lo ha fatto con una consapevolezza aggiornata all’attuale stato delle cose, ovvero registrando come una tendenza positiva il fatto che la stessa Hollywood, da un po’ di anni a questa parte e come mai prima di adesso, stia puntando proprio sulle donne mettendole al centro di grandi saghe, e dunque scegliendo di costruire narrazioni di ampio respiro intorno a figure femminili importanti, finalmente protagoniste indiscusse e non semplici comprimarie.

Scorrendo l’elenco delle dive di riferimento ci si rende subito conto di come la scelta dell'autrice non abbia tenuto conto né dell’età anagrafica né del sistema dei generi: all'appello ci sono artiste del passato o ancora in piena attività, dive dell'epoca del muto come del 3D, muse del cinema d'autore o protagoniste dei più recenti blockbuster. Così, per esempio, in questo personalissimo Pantheon offerto a un’adorazione collettiva e auspicabilmente virtuosa, Anna Magnani convive con la rivale Ingrid Bergman, le due Hepburn - Audrey e Katharine - condividono pacificamente il cognome, mentre le italiane (Sophia Loren, Monica Vitti, Mariangela Melato, Valeria Golino) si uniscono alle francesi (Catherine Deneuve, Jeanne Moreau, Brigitte Bardot, Sophie Marceau) per rappresentare l’Europa al cospetto del magistero statunitense. Ciascuna con il proprio vissuto dentro e fuori dai teatri e dagli studi di posa, e dunque, come sempre succede, con percorsi segnati anche da indigenza, asprezze, dipendenze, scandali, malattie e fallimenti. Vicissitudini nelle quali questo commento, intenzionalmente, non indugerà, per lasciare ai lettori e alle lettrici la possibilità di sorprendersi in prima persona nel verificare la frequenza con cui i percorsi esistenziali delle star non abbiano avuto  nulla da invidiare a quelli delle figure femminili a cui hanno dato volto e corpo in decine di lungometraggi.

La carrellata offerta da Marta Perego è veloce senza essere sommaria: a ciascuna attrice vengono dedicate più o meno sei pagine, la misura adatta a tratteggiarne il profilo con tratti sintetici ma precisi, e dunque a giustificarne il perché dell'inclusione nel volume. Una scelta, va detto, molto insidiosa, che porta con sé il pericolo della semplificazione eccessiva, e che invece riesce a tradursi in prose brevi ma efficaci, convincenti, tali da lasciare in chi legge un desiderio di approfondimento, magari di "verifica", e dunque di visione o di visione ulteriore (con un inevitabile effetto nostalgico per le attrici che furono, come Vivien Leigh, Bette Davis o Greta Garbo). Come al cospetto di tanti bei trailer senza troppi spoiler, le attrici scorrono di fronte ai nostri occhi e ricordi, in una perfetta sovrapposizione di donne, personaggi e nuovi modelli di femminilità, sempre diversi e talvolta anche in reciproco contrasto: ecco Carrie Fisher, Principessa che si salverà sempre da sola; Emma Watson, paladina della lettura, della cultura, dei diritti e dell'emancipazione; Charlize Theron, indipendente e trasformista, pronta a ogni abbrutimento per dimostrare la propria bravura oltre la bellezza; Angelina Jolie, tormentata, confusa e animata da un profondo desiderio di rivincita. E ancora Susan Sarandon, autonoma nelle scelte e determinata a non non farsi plagiare dal sistema; Jennifer Lawrence, antidiva per eccellenza, forte di una simpatia genuina che la rende adorabile e adorata da milioni di coetanee; Meryl Streep, mostro di bravura capace di ribaltare i codici di Hollywood e infrangere il taboo dell'età; Viola Davis, protagonista del nuovo sogno americano, quello che porta al riscatto di una vita in minoranza, altrimenti segnata dal disagio e dalla discriminazione razziale.

Le grandi donne del cinema sembrerebbe all’apparenza l’ennesimo libro furbo, nato sulla scia del recente (e ancora corrente) successo di certi accattivanti compendi che mettono insieme una manciata di storie selezionate ad hoc sulla base di un denominatore comune, di forte presa sul target di riferimento; e in effetti, a dirla tutta, l’allineamento con il trend editoriale c’è e si percepisce. Tuttavia, se Marta Perego riesce a dare alle stampe un volume che sa andare oltre il mero accorpamento di medaglioni biografici accompagnati da belle illustrazioni (la copertina a colori e i ritratti interni in bianco e nero sono opera di Marta Signori) è grazie alla freschezza del suo stile e allo slancio sincero che traspare dalla sua prosa. Nessun altare, nessun paludamento e nessun panegirico fine a se stesso: le trenta attrici di cui scrive la giornalista vengono restituite a chi legge nella forma di modelli eccellenti eppure reali, accessibili, replicabili, e ciò accade senza che il loro avvicinamento al di qua del grande schermo comporti un’avvilente perdita d’aura e un decadimento divistico vero e proprio, perché ciò che viene sottratto in termini di perfezione trova un immediato e corrispondente surplus in termini di empatia. Senza dimenticare che una selezione delle dive così personale contribuisce anche a restituire un ritratto in più, ovvero quello della scrittrice: nel parlarci delle sue eroine preferite, Marta Perego ci dice molto della donna che è, dei modelli a cui aspira e di quelli in cui si riconosce, nella certezza che le sue predilezioni saranno fonte di ispirazione anche per i numerosi ammiratori uomini che si faranno affascinare dalla complessità dei caratteri e dalla creatività dei rispettivi percorsi esistenziali, spesso addirittura più avvincenti di tante sceneggiature studiate a tavolino.


Cecilia Mariani







Marta Perego @marta_perego è convinta che le grandi attrici abbiano aiutato le donne a essere ciò che sono. Cecilia Mariani, che sta leggendo il suo libro per noi, è convinta che l'autrice abbia molta ragione (al netto di tutta la polvere: di stelle, d'antan o d'avanguardia) e si chiede che donna sarebbe lei, per esempio, senza Giulietta Masina e Franca Valeri. La recensione a questa nuovissima uscita DeA Planeta @deaplanetalibri (illustrata da Marta Signori) che racconta la vita di trenta dive di ieri e di oggi dentro e fuori dal set, presto on line sul sito! 🎬👭👭👭🎥 #libro #book #instalibro #instabook #leggere #reading #igreads #bookstagram #bookworm #booklover #bookaddict #bookaholic #libridaleggere #librichepassione #libricheamo #criticaletteraria #recensione #review #recensire #recensireèmegliochecurare #martaperego #martasignori #legrandidonnedelcinema #deaplaneta #deaplanetalibri #donne #cinema
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