domenica 7 ottobre 2018

Siate rock e non siate borghesi: "La parigina" di Ines de la Fressange

La parigina. Guida allo chic
di Ines de la Fressange e Sophie Gachet
Ippocampo, 2011

Traduzione di Vera Verdiani

pp. 240
€ 25,00 (cartaceo)


"Chic" e "parisienne" sono quasi sinonimi. Tutto il mondo sa che se si parla di moda, si parla di Parigi. L'assistente di Miranda Priestly ne Il diavolo veste Prada era pronta a vivere di soli cubetti di formaggio pur di essere magra ed elegante per la settimana della moda nella capitale francese. 
Dalle mise di Maria Antonietta in poi, la moda, quella vera e senza tempo, arriva dalla Francia. Lo sa bene Ines de la Fressange che nel 2010 pubblica il volume La parigina. Guida allo chic in sodalizio con la giornalista di moda Sophie Gachet dando il via a una fortunata serie di volumi sullo stile, editi da Ippocampo. Si parla dei luoghi della sua Parigi e su come vestirsi in ogni occasione. Proprio di quest'anno è il volume gemello, Il parigino, perché anche gli uomini della capitale hanno le loro regole in fatto di stile (curiosate sulla recensione di Cecilia). 

Ines de la Fressange, modella, musa di Lagerferld a Chanel, stilista e portatrice sana di geni nobiliari da parte di padre, ha passato la sua vita immersa nello stile parigino. Ma che cos'è questo "stile parigino"? Come si costruisce? Generosamente, l'autrice prova a comporre un prontuario per approppriarsi di questa aura. Il manuale, che già di per sé è un volume molto chic, è diviso in quattro sezioni e corredato dai simpatici disegni dell'autrice e dalle foto di moda della figlia Nine d'Urso; parte con l'abbigliamento e si apre con una massima che andrebbe scolpita sull'anta dell'armadio come un ammonimento dantesco:
Il buon look si fa con buoni basici!
Perché, contrariamente a quanto si possa pensare, il look della parigina non deve essere per forza eccessivo e costoso. Anzi! L'effetto in assoluto da evitare è quello bling, troppo ricco: siate rock, non siate borghesi! Le perle portatele con una maglietta spiritosa, e non con un twin-set. Non cedete alla tentazione di caricarvi di troppi gioielli, abolite il coordinato, combinate, spezzate, andate a caccia di quello che fa per voi. Perché la parigina deve sentirsi disinvolta con i propri abiti. Il sexy non è fatto di pantaloni troppo attillati o tacchi vertiginosi: se i tacchi non fanno per voi, allora che ballerine siano. E senza rimpianti per i trampoli che fanno oscillare conferendo una falcata poco elegante.
Secondo ammonimento:
Il resto è solo una questione di abbinamenti.
Il gusto personale e lo stile della parigina vengono fuori in queste due massime. Un armadio può anche essere composto da pochi capi base, ma di ottima qualità: il resto lo fanno gli accessori. Va smontanto anche il mito delle migliaia di scarpe che ogni donna dovrebbe possedere: bastano cinque modelli di eccellente fattura e la parigina è pronta per andare ovunque.
Il manuale prosegue con i consigli di bellezza. La parigina si cura della propria bellezza, ma non passa ore e ore in bagno. Basta seguire qualche regola base nella propria beauty routine, interiorizzarla e in dieci minutì si sarà sempre curate e preparate. Il consiglio d'oro per tutte: struccatevi, sempre! Bandito da ora in poi andare a letto senza essere struccate.
Essere parigina però non si ferma solo alla propria persona. Diventa uno stile di vita, un modo di pensare che influenza ogni aspetto di sè. Dall'arredamento che deve essere sobrio e semplice (e se avete degli asciugamani turchesi sappiate che una parigina potrebbe alzare il curato sopracciglio), ma con tocchi di originalità (le lampade e le poltrone sono da considerarsi gli "accessori" della casa). Anche qui, come in tutto, è sempre una questione di abbinamenti. Non temete, però: in ogni sezione saranno indicati i faux pas, i passi falsi in cui potreste incorrere. Se siete in dubbio, consultate questo volume come se fosse I Ching dello stile e andrete sempre sul sicuro.
La parigina inoltre non ha esitazioni sui posti da frequentare. Parigi può essere una città disorientante: offre tanto, quasi troppo e il visitatore, così come l'abitante, può essere preso da ansia da prestazione. Deve vedere tutto e tutti i posti giusti. L'ultima sezione viene in soccorso indicando ristoranti, alberghi, musei quasi sconosciuti, luoghi adatti ai bambini e, non serve dirlo, le migliori boutique per gli acquisti. Il top per le candele? Ma chiaramente Cire Trudon. Guanti di pelle? Causse. Se li portava anche Jackie Kennedy... Finito il volume non avrete dubbi su dove andare e riuscirete anche a stupire i parigini con le vostre approfondite conoscenze della città. 
Ricordate. Si possono poi seguire tutte le regole, ma non bisogna mai dimenticare di emanare quel certo je ne sais quoi che aleggia intorno a tutte le donne di classe, parigine e non, come un profumo. Anche se si indossano dei semplici jeans, quelli che ci stanno meglio, e delle immortali Converse.

Giulia Pretta