lunedì 9 aprile 2018

Un'amicizia singolare, lungo l'ordito e la trama delle parole

Il professore e il pazzo
di Simon Winchester
Adelphi, 2018

Traduzione di Maria Cristina Leardini

pp. 262
€ 19 (cartaceo)

Quando il dottor William Chester Minor arriva a Londra è solo una delle tante vittime della guerra: a poco più di trent'anni il suo atteggiamento psicotico aveva più volte preoccupato i familiari e l'esercito, da cui Minor avrebbe ricevuto per tutta la vita una pensione. Ma non sembrava pericoloso: coltivava la sua passione per la pittura e infatti, sceso dalla nave, portava con sé «i suoi libri, il cavalletto, gli acquerelli, i pennelli. E aveva anche, al sicuro nella scatola laccata di nero, la sua pistola» (p. 88). E sarà proprio con questa che Minor ucciderà un innocente, per strada, in preda a un delirio. Da lì, il ricovero per praticamente tutto il resto della sua vita in un manicomio a una sessantina di chilometri da Oxford.
Oxford: sede del più importante dizionario d'inglese esistente, l'Oxford English Dictionary, che ai tempi dell'omicidio non aveva ancora a capo Murray, il direttore che avrebbe dato una vera e propria svolta al progetto monumentale. Il "dizionario d'inglese definitivo" ha avuto inizio nel 1857 e ha richiesto settant'anni prima di arrivare alla conclusione; ma i primi anni, sotto Samuel Johnson e la sua squadra, sono andati molto a rilento. D'altra parte, bisognava trovare un vero e proprio esercito di volontari che leggessero il più possibile e preparassero poi «liste di parole tratte da tutto ciò che leggevano» (p. 122). Operazione lunga e sfiancante, che ha portato alla fine alla creazione di ben sei milioni di schede (quando ne erano state previste tra le sessanta e le centomila!). La vera differenza nel portare avanti il progetto la fa Murray, instancabile e in grado di coinvolgere sempre più volontari con appelli carismatici. 

E all'appello risponde tal dottor Minor, che piano piano riuscirà a distinguersi agli occhi di Murray per precisione, lena, ordine. Ma quello che sarà presto definito "il più grande lessicografo inglese" non ha mai cercato di incontrare Murray, in ben diciassette anni di corrispondenza assidua e di collaborazione, probabilmente iniziata tra 1880 e 1881! 
Chi era esattamente quest'uomo brillante, strano, esigente?, si chiedevano l'un l'altro. Murray cercò, infruttuosamente, di indagare. [...] Come era possibile che Minor, un uomo tanto distinto ed energico, e tanto vicino a loro, non si fosse mai fatto vedere? Come poteva esistere un personaggio di tale competenza lessicografica, con tanto tempo libero e tanta energia, che viveva così vicino e che tuttavia non sembrava in alcun modo voler vedere il tempio al quale mandava migliaia di offerte? (p. 177)
È facile immaginare lo sgomento di Murray quando si è sentito dire che il dottor Minor non era il padrone di casa, ma uno dei tanti ricoverati nel manicomio. Eppure l'incontro è andato bene: la passione per la lessicografia e per la lettura ha aiutato i due a trascorrere un primo pomeriggio insieme molto piacevole, a cui sarebbero seguiti numerosi altri incontri. Fino al peggioramento delle condizioni di Minor, sempre più paranoico e incontenibile, con reazioni violente e autolesioniste. 

Il professore e il pazzo dovrebbe condividere nel suo titolo un terzo protagonista: il dizionario. Infatti, se l'incontro tra il direttore dell'OED e il suo contributore più importante è senza dubbio un affascinante nucleo narrativo, bisogna però dire che tutto il centro del libro è occupato da una appassionata storia dei dizionari in lingua inglese, dalla loro tarda comparsa (Shakespeare non aveva a disposizione un dizionario, ma solo un Thesaurus decisamente impreciso e parziale!) all'esperienza dell'OED. La loro evoluzione, tutt'altro che lineare, viene seguita da Winchester attraverso aneddoti, dati interessanti e poco noti. Non aspettatevi un romanzo; immaginatevi piuttosto un saggio colto e una ricostruzione biografica paziente e a tratti immaginaria, che si intrecciano usando il filo preferito da Winchester, Murray e Minor: le parole. 

GMGhioni

Se avete mai avuto la fortuna di sfogliare l'Oxford English Dictionary, avrete certamente apprezzato l'opera titanica, frutto dell'impegno di tantissimi collaboratori. Quanti di voi sanno che uno dei maggiori contributori, W. C. Minor, era un omicida, vittima di una grave sindrome paranoide? Il promotore del dizionario, James Murray, decide di andare a cercarlo e finalmente di riuscire a parlargli, a costo di andare nella sua casa di cura. Inizia così un romanzo decisamente strano, tratto da una storia vera, e appena arrivato in libreria per i tipi di #Adelphi. Pronti a scartabellare le pagine del dizionario con nuovi occhi? Presto la recensione di @gloriaghioni sul sito! #SimonWinchester #Adelphieditore #bookstagram #Criticaletteraria #anteprima #preview #inlettura #reading #stoleggendo #inlettura #book #instalibri #instabook #bookaddict #dictionary
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