martedì 8 maggio 2012

#LibrInnovando:3 - la sveglia all'incoscienza del cambiamento


L'immagine dello scrittore che mescola  l'inchiostro di una penna con un foglio bianco diviene insolita, così come quella della tradizionale casa editrice, del giornalista che appunta su carta e quella del pubblico che ama solo ascoltare. Com'è cambiato il mondo dell'editoria, come quello degli scrittori e quanto poco affascinante è oggi la loro fiugura?

LibrInnovando è la sveglia all'incoscienza del cambiamento.

"Scrivi la tua storia, scrivila bene!" suggerisce Edoardo Brugnatelli (Mondadori), in un cinico distacco nei confronti dei nuovi "geni" del self-publishing digitale. La possibilità d'autopubblicazione sforna migliaia di aspiranti scrittori che mostrano cataloghi della proprie vite quali rivelazioni della letteratura contemporanea. Molti possono provare ad essere scrittori, ma non tutti lo divengono. Bisogna capire, soprattutto, quanto manchi ancora affinchè alcune opere riescano ad acquisire una dignità letteraria a colpi di classifiche incrementate da parenti, amici e sottocosti. Se questa è la direzione del self-publishing è alquanto indignitisa per la letteratura, così come  lo è per il lettore  propenso all' acquisto di un libro quotato da un pubblico di lettori e non da un pubblico di conoscenti dell'autore, spesso incoscienti del contenuto.
Già la prima impressione, all'entrata nell' Auditorium Ennio Morricone dell'Università Tor Vergata di Roma, rivela un cambiamento che si evince semplicemente dall'atteggiamento del pubblico e dei relatori: iPad, iPhone e Notebook divengono i supporti dove appuntare la cronaca del convegno e di comunicazione con un pubblico che non è più solo quello di una sagoma ma anche quello di un nikname; non più carta, non più penna.
Poco spazio riservato allo scrittore, una sola presenza di questa categoria nella giornata del 28 aprile,  quella di Sergio Covelli, poco spazio, pochi scrittori o cosa?
Sembra che ci siano troppi scrittori, ma nessuno senta più di un altro.
Nuove e diverse le proposte nel corso del convegno sulle innovazioni, sia nel campo dell'insegnamento che in quello del sapere in generale, dalla biblioteca virtuale di classe di Dianora Bardi, del Liceo Lussana di Bergamo, all' Oilproject presentato da Stefano Capezzuto. Molto spazio viene concesso, invece, alla questione economica e al costo dell' e-book: qual è il prezzo giusto? Quali sono le dinamiche alle quali risponde il mercato, e chi sono i giganti della distribuzione? Naturalmente parlando di Amazon non si parla di casa editrice ma di vendita di prodotti, di merrce, e, che siano libri, poco importa.
Particolarmente affascinante è la figura del professore bolognese Giorgio Spedicato, che con gradita capacità oratoria, spiega al pubblico in digestione le norme antitrust e gli accordi  per la sopravvivenza tra le case editrici.
Acclamato  e applaudito Marco Manicardi, fondatore di Barabba Edizioni, che cita Michael Ende nella speranza di una "Fantasia editoriale" alla ricerca di un nome nuovo per l'imperatrice; ma quali i presupposti?
Un  giovane progetto "positivista", nella fiducia nel progresso e nella capacità di superamento della metaforica nube dell'impossibilità, speranzoso amante del fantasy.
Ma qui, non si vedono che Mangiapietra.

Isabella Corrado