lunedì 9 gennaio 2012

Una favola sul piacere di leggere: "Il libraio"




Il libraio
di Régis de Sá Moreira
Aìsara Edizioni, Cagliari 2011

1^ edizione originale: Le libraire, Au diable vauvert, 2004

pp. 128
€ 14,00

Il libraio passava più tempo a leggere di tutti i librai messi insieme perché aveva, fra l'altro e senza alcun dubbio, un grande vantaggio rispetto a loro: non aveva voglia di scrivere.

Si può vivere di lettura? Forse sì, potrebbe rispondere un lettore forte. E di che altro?, risponderebbe invece il libraio protagonista di questa originalissima opera. L'autore, Régis de Sá Moreira, per metà brasiliano e per metà francese, premiato nel 2002 con il riconoscimento Le Livre Elu, propone una favola contemporanea sul piacere della lettura. Il lettore appassionato si farà conquistare subito, fin dalle prime righe, dalla figura originalissima e romantica del libraio: non ha nome né la sua libreria è sita in un posto definito, né si può parlare di una vera e propria azione narrativa connotata storicamente. 
Come un Piccolo Principe dedito ad addomesticare e a farsi addomesticare dai libri e dai lettori, il libraio vive un'esistenza fatta di pagine cartacee nella sua libreria, che resta aperta giorno e notte. Qui, a suono di tanti "pudupudù" della porta, entrano svariati clienti, qualche volta abituali; più volte vi giungono invece passanti curiosi, che si lasciano tentare da quel negozio con pochi scaffali, dai libri selezionatissimi. Il libraio, infatti, propone solo libri che conosce e che ama: come è facile desumere, un vero e proprio sogno per chi entra in una libreria, oggi, e scopre (ogni volta con sgomento) che ci sono solo commessi incompetenti, e che i libri sono ridotti a oggetti e prodotti commerciali. L'ambito economico, invece, è completamente bandito dall'opera di Moreira: non si sa se il libraio incassi, perché semplicemente non è questo l'aspetto che interessa trattare. 
Fuori dal tempo e dalla storia, il libraio conduce una vita senza reali azioni, né colpi di scena, se si escludono quelli scritti sulle pagine dei volumi: 
Dire che il libraio viveva tra le sue letture, rifiutava di affrontare la realtà e si rifugiava nelle sue fantasticherie sarebbe stato molto intelligente.
Ed era impressionante il numero di persone intelligenti che c'erano nella città in cui viveva il libraio e, con ogni possibilità, anche altrove.
C'erano però, nonostante tutto, persone meno intelligenti, talvolta anche un po' idiote, che non la pensavano così. Alcune di loro arrivavano persino a suggerire che fosse la realtà stessa a non voler affrontare il libraio. 
Nel mondo sfumato dello scrittore non c'è spazio che per il Libro, idealmente inteso. Vengono tratteggiati i più variegati rapporti dei lettori con libri cercati o proposti dal libraio, il primo incontro e l'interesse più o meno suscitato dal titolo, la stramberia di richieste improbabili e la risposta originale, a volte stizzosa a volte commossa, sempre appassionata, del protagonista. E tra i muri della libreria accadono cose improbabili ma affascinanti: amori, seduzioni, litigi,... 

Ma non manca anche un legame fisico con i volumi: ogni volta che il libraio incontra passi che gli piacciono, strappa la pagina e la invia ai fratelli, con cui mantiene un rapporto epistolare a senso unico. Diversamente, quando trova parole dedicabili alle donne della sua vita, non gli resta che imparare a memoria le citazioni, con una speranza:
Quando la pagina di un libro gli ricordava il suo amor perduto, l'una o l'altra delle tre donne della sua vita o tutte e tre insieme, il libraio, non sapendo dove spedire la pagina, non la strappava.
La imparava a memoria pensando che un giorno forse avrebbe avuto la possibilità, nel mondo visibile o invisibile, di recitargliela, trasmettergliela, fargliela pervenire in qualche modo.
Pian piano si era trasformato in una raccolta di pagine per il suo amor perduto, pagine una più bella dell'altra, la cui bellezza, man mano che le raccoglieva, abbelliva senza che se ne rendesse conto persino lui. 
Come un Saint-Exupéry del Duemila, Régis de Sá Moreira regala una favola fuori dagli schemi e dal tempo, ambientabile in un qualunque posto ed epoca. Non ci sono viaggi di formazione né amicizie fondamentali per il protagonista; poli ora oppositivi ora intrecciatissimi, gli incontri e i libri (pochi quelli nominati per titolo, moltissime le allusioni letterarie sparse e da decifrare). 
Una lettura imprescindibile per i romantici adoratori della carta stampata e, perché no?, anche per gli scettici che non hanno ancora scoperto quanto un libro possa cambiarci.


Gloria M. Ghioni