martedì 3 gennaio 2012

E se ci si incontrasse virtualmente per parlare di libri?

Tito Faraci parla del suo primo romanzo su Second Life


Oltre la soglia

Tito Faraci
Piemme
Prezzo: 17,00euro


In una cornice del tutto originale, ho potuto ascoltare Tito Faraci parlare del suo primo romanzo, Oltre la soglia. Ciò che mi ha permesso di ritrovarmi insieme ad altre persone nella stessa stanza – anzi, nello stesso garage – senza muovermi dalla mia camera è Second Life, il programma che proietta in una realtà virtuale che a quanto pare può servire molto più che a semplici incontri. È bastato creare un mio avatar, con l’aiuto di Giovanni Dalla Bona, coordinatore di Libri@mo tutti un affascinante progetto di invito alla lettura che permette alle persone di incontrarsi virtualmente in Second Life per parlare di libri e letteratura.
Per quest’incontro, è stata creata una location virtuale studiata appositamente per calarsi nell’atmosfera particolare del suo libro.
Per chi è appassionato di fumetti italiani il nome di Faraci è più che familiare, perché ha scritto storie per Dylan Dog, Tex Willer, Martin Mystère, Zagor, Lupo Alberto, Topolino e Diabolik; inoltre è stato anche autore di storie per i personaggi della storica Marvel, per l’Uomo Ragno e Capitan America, per citarne qualcuno. per gli appassionati di letteratura sarà interessante sapere che ha scritto a quattro mani con Baricco La vera storia di Novecento, la versione a fumetti di Novecento, con Pippo nel ruolo del protagonista, cui è seguita pure una versione a fumetti di Senza sangue. Adoro i fumetti, quelli giapponesi più degli italiani in verità, ma quello che mi ha incuriosita di più è stato sentir parlare Faraci della sua evoluzione da autore di fumetti tra i più amati ad autore di un vero e proprio romanzo: scrivere per una storia a fumetti infatti richiede la stesura dei dialoghi, ma non solo, bisogna pure descrivere l’ambientazione in cui si svolge l’azione. Come autore del suo romanzo ha fatto tutto questo consapevole che il suo testo non sarebbe poi stato scorporato per dar vita alle vignette e ai dialoghi figurati, ma sarebbe stato un lungo, ininterrotto racconto al lettore. Il filo rosso che unisce Oltre la soglia ai suoi fumetti è forse l’aria dark che si respira in questo come in quegli altri testi: Faraci ha definito il suo romanzo un horror urbano, ossia una storia dai risvolti oscuri e inquietanti ambientata nel mondo di oggi, in città, e non in castelli o luoghi che sanno di antico; inoltre i protagonisti sono giovani, ragazzi spiazzati dal dilagare di uno strano virus nella loro città e tra le persone a loro più vicine, rese violente oltre ogni immaginazione, e definite, con un efficace gioco di parole, “adulterate”.
Ogni capitolo ha un protagonista, una voce narrante che determina lo stile di quel particolare capitolo, il linguaggio, il ritmo della narrazione e il modo di pensare, e quindi per il lettore è ancora più facile lasciarsi coinvolgere dallo scorrere dei pensieri dei personaggi.

Una violenza ancora più estraniante per i giovani protagonisti è quella che travolge gli adulti, perché conserva un che di razionale e cinico. Faraci indaga così i sentimenti degli adolescenti, quella paura di andare oltre la loro età, la necessità di crescere in fretta, in un contesto stravolto, feroce e brutale. Una delle priorità dell’autore è stata quella di rendere il libro avvincente e curare lo stile della voce narrante, sforzandosi, al di là dei modelli e delle varie influenze, di essere per quanto possibile originale.
Durante quest’incontro si ha avuto anche modo di esplorare varie suggestioni che il libro offre, a livello musicale, letterario e cinematografico. Faraci rivela che tra gli autori che predilige e che ispirano le sue storie c’è Stephen King, la cui presenza si avverte pure nel libro e infatti un altro degli aspetti che ha cercato di curare è stata la sua propria voce di scrittore, aldilà di ogni modello letterario. Il signore delle mosche figura tra i suoi film preferiti, così come Io sono leggenda e in particolare i film che contaminano l’horror con altri generi, qualità che ritroviamo per altro in fumetti come Dylan Dog. Tra le suggestioni cinematografiche Faraci nomina Shining, Zombie, ma non nega di aver cercato anche di caratterizzare il racconto di realismo, riflettendo fino in fondo per descrivere nel modo più vero possibile gli avvenimenti del romanzo.
Particolarmente interessanti sono le suggestioni musicali, Faraci ha punteggiato il libro con dei brani rock che lo hanno appassionato, come London calling dei Clash o Smells like teen spirit dei Nirvana. Non ha cercato solo dei pezzi che potessero aderire bene all’atmosfera delle sue pagine, ha anzitutto scelto quei pezzi rock che ha amato, cercando di infondere ai suoi protagonisti l’orecchio e i gusti di chi non ascolta solo musica del suo periodo, ma anche quella del passato.
Ringrazio Giovanni Dalla Bona per avermi assistita anche in un’incursione su Second Life preliminare a quest’incontro, visto che per me era la prima volta. Ammetto un po’ di scetticismo quando ho iniziato questa prima avventura in Second Life, ma il progetto Libri@mo Tutti dimostra che quando uno strumento come la realtà virtuale viene usato in modo così originale diventa un modo per fare altri viaggi verso le persone e verso i libri.

Lorena Bruno