mercoledì 23 novembre 2011

Loriano Macchiavelli: Fiori alla memoria

Fiori alla memoria
di Loriano Macchiavelli
Einaudi Stile Libero, Torino 2006

178 pp.
€ 11

Secondo romanzo di uno dei celebri maestri del noir italiano, Fiori alla memoria vede nuovamente protagonista il poliziotto Antonio Sarti, dopo il primo Piste dell'attentato, personaggio che nei successivi romanzi si evolverà diventando una vera e propria "icona noir".

Il romanzo, scritto nel 1974, è ambientato nel periodo immediatamente successivo al 25 aprile, in un momento storico di forte tensione ed estrema delicatezza sociale e politica, che Macchiavelli ritrae bene nella sua opera. Lo scrittore mette in scena un giallo che ruota attorno all'incendio di un cantiere nel quale si sta costruendo un monumento alla memoria dei caduti partigiani. Nel dubbio che si tratti di un attentato fascista, Antonio Sarti assieme a personaggi come l'anarchico Rosas, il giornalista Gianni "Lucciola" Deoni e l'agente Felice Cantoni porta avanti l'indagine in maniera roccambolesca, condita da momenti di ironia popolare che ricordano da lontano quella della commedia all'italiana, in grande fermento proprio in quegli anni.

Nonostante sia considerato uno dei capolavori del noir (anche vincitore del prestigioso Premio Mystfest), l'opera soffre, per chi scrive, di una storia raccontata in maniera troppo frammentaria, un po' sconclusionata e satura di alcune impronte che l'autore ha voluto darle, come per esempio il ripetere continuamente il mestiere dei personaggi dopo averli nominati per rendere meglio il punto di vista del personaggio narrante (l'agente che accompagna il protagonista).

Lo stile è personale, sicuramente curato ma a volte troppo eccessivo nel suo voler essere "popolaresco". Ciò nonostante, il personaggio di Antonio Sarti, caffeinomane e sempre sofferente per la gastrite, è tratteggiato in maniera ottima, così come la fisionomia dei personaggi secondari, e tutta l'atmosfera riesce a essere estremamente attuale nel suo esprimere la tensione del periodo dei cosiddetti "Anni di piombo", permettendo anche a noi lettori di oggi di calarci appieno in quel segmento di Storia.

Essendo il primo libro di Macchiavelli che leggo mi riservo di approfondire la mia conoscenza dell'autore, senz'altro seminale nel genere, e magari imparare ad apprezzarlo di più con le successive letture. Per ora mi sento comunque di consigliare il romanzo agli appassionati del genere e, in generale, agli appassionati di letteratura italiana, soprattutto quella più vicina alle tematiche trattate nell'opera.

Giuseppe Novella