venerdì 15 aprile 2011

Invito alla lettura: La bella di Lodi



La bella di Lodi
di Alberto Arbasino
Adelphi, 2002

pp. 168
€ 9.00

1^ edizione: in rivista 1960 su "Il Mondo"
in volume 1972 (Einaudi, Torino)




Una bella e frivola possidente terriera lodigiana, la sua MG rossa, l'atmosfera frizzantina della Versilia estiva, il desiderio di avventure al chiaro di luna, tra tira-e-molla emotivi e corteggiamenti fuggevoli, un bello ma squattrinato meccanico di provincia dalle mani lunghe (in tutti i sensi). Questi sono gli ingredienti fondamentali da cui muove La bella di Lodi, romanzo che ha portato Arbasino al grande pubblico. Infinitamente meno complesso di Fratelli d'Italia e dei successivi romanzi, La bella di Lodi è un crudele ma anche spassoso ritratto della società borghese degli anni '60: nei ragazzi, viziati e protetti dalle famiglie, si intravvede una debole spinta di ribellione alle regole familiari, in consonanza con la ricerca di innovazione e la maggiore libertà di costumi femminili, nonché con il progressivo allargamento dei diritti delle donne. La protagonista Roberta incarna perfettamente il ruolo della femme fatale che conserva in apparenza (proprio come una spolverata posticcia di cipria) la ritrosia della ragazza provinciale timorata di Dio.
Dal film di Missiroli (1963)

Divertimento e affermazione di sé: Roberta si muove spregiudicamente solo per perseguire entrambi questi scopi; gli altri sono solo strumenti  del suo egocentrismo. O forse vuole credere questo. La trama da fotoromanzo vede la bella ereditiera infatuata del meccanico ladruncolo e di bassa cultura: due mondi molto distanti, di primo acchito, ma uniti dalla passione dei sensi.

Il tutto è raccontato con uno stile semplice e verosimile, con battute di dialogo rapide, incisive, e descrizioni che indugiano là dove serve, senza chiccherie. Al contrario: Arbasino adotta un linguaggio allusivo e, a tratti, esplicito, modernissimo. Si coglie spesso l'ironia caustica del narratore, sogghignante ai margini della vicenda. 
Il risultato è una lettura distensiva, che offre una polisemia sfuggente, affascinante, quasi cangiante al sole della Versilia.

Gloria M. Ghioni