venerdì 1 ottobre 2010

La Garbatella non è solo quella dei Cesaroni


Garbatella combat zone
Massimiliano Smeriglio
Voland, 2010


Tutti hanno smarrito la via, tutti si sono corrotti;
non c'è chi compia il bene, non ce n'è neppure uno.
La loro gioia è un sepolcro spalancato,
tramavano inganni con la loro lingua, veleno di serpenti è sotto le loro labbra,
la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza.
I loro piedi corrono a versare sangue. (San Paolo - Lettera ai Romani)

E' un libro, ma non soltanto un libro questo esordio (nella narrativa) di Massimiliano Smeriglio, a metà tra il noir, l'analisi sociologica e il saggio politico.
Il libro - che si apre con un omaggio a Valerio Verbano (uno dei tanti omicidi politici rimasti senza giustizia nel nostro Paese) - ha come protagonista Valerio Natali (il nome probabilmente scelto non a caso), un personaggio non lineare, contraddittorio, ambiguo, e per questo è estremamente affascinante.
Valerio, giovane romano della borgata romana della Garbatella, nota al grande pubblico soprattutto per la fiction "I Cesaroni", è un giovane figlio della sinistra italiano, con il nonno partigiano ed i genitori provenienti dal mondo di Lotta Continua.
Valerio ha proseguito quella tradizione politica, partecipando alle iniziative del Centro sociale del quartiere e avendo vissuto per anni in Messico, lottando con i contadini zapatisti (per questo viene soprannominato Chiapas).
Valerio però è anche molto altro. Valerio appartiene in toto al suo quartiere e alle sue contraddizioni avendo deciso di intraprendere la strada della crimine poiché

Scrivere e fotografare gli veniva bene, ma era tutto così approssimativo. Le rapine gli venivano meglio e potevano essere pianificate, a differenza del lavoro. Con le rapine campava discretamente e in piena libertà. Con un guizzo aveva risolto il dilemma di una generazione piegata a elemosinare impieghi precari, al nero, intermittenti, stagionali. Aveva scelto un "contratto a progetto": master in istituti di credito e similiari.

Questa vita spericolata e senza senso lo porteranno prima alla galera e poi nuovamente in Messico dove, nonostante le sue buone intenzioni, non riuscirà a trovare la pace che cercava.
Il libro, come dicevamo, non è però soltanto un ottimo noir, costruito attraverso la costruzione di uno dei personaggi meglio riusciti della recente narrativa italiana, dei suoi scontri con il "cattivo" di turno, il carabiniere corrotto Sapone, e l'amore della sua vita, Maria, che lo porterà definitivamente alla rovina. Il libro, dicevamo, è anche molto altro.
E' un'analisi, che potremmo definire sociologica e realistica, sul quartiere della Garbatella, con le sue glorie ed i suoi disonori, i suoi pregi ed i suoi difetti, ma comunque profondamente diversa dalla visione edulcorata rappresentata da "I Cesaroni".

L'acqua fredda della fontanella gli faceva tornare alla mente i ricordi della nonna, di un quartiere in bianco e nero. L'acqua fredda sapeva di povertà, di brividi invernali, di case senza docce e bidet. Una nonna costretta a fare il tamburino delle piccole italiane, che stonava di proposito per rovinare la cerimonia dell'alzabandiera. Pensava anche al fatto che magari adesso Scuola Cesaroni avrebbero dovuto scriverlo di lato, tra Michele Bianchi e Cesare Battisti.
E' proprio per quel quartiere, a cui il protagonista appartiene intimamente e nelle sue profondità, essendo figlio di quel sottoproletariato romano cantato splendidamente da Pier Paolo Pasolini, che ci permetterà di comprendere il valore, l'onore, la simpatia naturale che ci ispira Valerio Natali. Una simpatia altrimenti incomprensibile per un rapinatore ed un trafficante internazionale di droga.

Massimiliano Smeriglio vive e lavora a Roma. Ha pubblicato saggi ed articoli sulla politica, il sociale, la città e la cittadinanza, fra cui Se Henry Ford avesse risposto al telefono (Magma edizioni, 1999), Città comune, autogoverno e partecipazione nell'era globale (Deriveapprodi edizioni, 2006), Walter ego. Gli anni del principato romano (Liberazione edizioni, 2007).
Collabora con la rivista Loop - culture, linguaggi e conflitti dentro l'apocalisse.

R. Monacelli