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"L'illusione delirante di essere amati" di Florence Noiville: cosa succede quando un certo tipo di amore diventa ossessione e follia?

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L'illusione delirante di essere amati
di Florence Noiville
Garzanti, settembre 2016

Traduzione di Doriana Comerlati

pp. 152
€ 15.90 (cartaceo)
€ 6.50 (ebook)

Se siete alla ricerca di un'evasione dalla vostra quotidianità e dalle solita noiosa routine, allora avete trovato la vostra nuova ossessione. Con L'illusione delirante di essere amati, Florence Noiville porta in scena un romanzo perturbante e magistralmente architettato per trascinare il lettore in una spirale di curiosità e angoscia. In apparenza la protagonista è Laura Wilmote, una giovane scrittrice e giornalista televisiva di successo, che fin dalle prime pagine manifesta il suo turbamento per la sua amica C. (l'autrice non ci svela quale sia il suo nome completo). 

Il disordine mentale rientra davvero nell'ordine delle cose? In mezzo a noi vivono malati gravi, psicotici che, pur essendo folli, fingono di essere normali. La gente comune, se non ne è vittima, difficilmente percepisce i sintomi. [...] Capita addirittura che ispirino simpatia. Fino al giorno in cui va tutto a catafascio. (p. 9)

Ha inizio così il prologo di L'illusione delirante di essere amati. Un amore instabile che diventa ossessione, un'ossessione che diventa tormento. Di pagina in pagina il ritmo si fa sempre più incalzante e la tensione di Laura nei confronti della donna che, a suo dire, le sta rubando l'identità la si percepisce addosso, quasi con fastidio. Sì, perchè C. è anche una sua collega di lavoro e un giorno le si presenta davanti, vestita uguale a lei, sostenendo che sia molto facile essere Laura, non imitarla, ma proprio essere Laura

Un romanzo breve ma intenso, continuamente volto a suscitare nel lettore ogni dubbio sulla credibilità del narratore e della stessa storia narrata. L'erotomania, la psicanalisi e la percezione di sé e dell'altro, sono gli ingredienti principali di quest'opera così ben congegnata da leggersi in un solo fiato. Un'altalena di sentimenti caratterizzata più da spiegazioni e mise en scène di emozioni forti e perturbante follia, che di dialoghi e logica. 

Anch'io ho l'impressione di vivere in una realtà distorta. La quale mi distorce a mia volta. [...] La mia mente è assediata dalla sua presenza come da un dybbuk. Anche se chiudo gli occhi, lei è lì, incollata sotto le palpebre, e mi opacizza i cristallini. [...] C. mi annebbia la vista, contamina i miei pensieri, mi paralizza. Fisicamente. (p. 61)

La scrittura è elegante e raffinata, ed è anche estremamente magnetica, o come si direbbe in lingua originale, extrêmement charmant. Ciò che mi ha piacevolmente colpita è quell'ardente desiderio di indagine, più psicologico che giallistico, di scoprire la verità e volgere al termine del libro con impazienza. In questo è stata molto brava la traduttrice Doriana Comerlati, che ha saputo replicare fedelmente lo stesso fremito linguistico di Florence Noiville, aspetto di grande rilievo per un romanzo che lascia inevitabilmente il segno nel lettore. Non tanto per la sua memorabilità, ma per come fa sentire mentre lo si legge. E questa, per me, è la vera magia.

Carlotta Lini