venerdì 24 settembre 2010

È quasi casa questo mio andare





Un giorno perfetto
di Ed Warner
Edizioni Smasher

pp 41
€ 8,50

Ed Warner, personaggio del celebre cartone animato giapponese degli anni 80 “Holly e Benji”, è lo pseudonimo scelto da questo giovane poeta che ha messo in versi la sua ricerca del giorno perfetto. Un percorso che si snoda attraverso il racconto di tutti gli altri giorni, quelli che sono passati, a volte nella semplice attesa che accada qualcosa, ma comunque lasciando il segno.
34 poesie, 34 giorni, 34 esperienze.


Quando una raccolta di poesie mi piace, trovo sempre molto difficile scrivere una recensione. Mi immedesimo nel poeta, lo immagino nel viaggio e trasfondo nei suoi versi il mio vissuto. Lo vedo seduto in treno con in mano un taccuino, lo sguardo perso fuori dal finestrino e la penna che appunta le impressioni del momento o del giorno “imperfetto” appena vissuto.

Il treno
stipato dalle quotidianità
sferraglia in senso obbligato
pure lui confuso
da una transumanza lineare, ripetitiva.

Così mi allontano del tutto dalla metrica e dalla forma stilistica per cercare qualcosa di me tra le parole. Nella stessa quarta di copertina si legge che Ed Warner “dà spazio e voce ad uno stato d’animo facilmente collettivo. Impossibile non ritrovare se stessi nelle losanghe dei suoi versi”. Così è.

La raccolta è introdotta, con mio grande piacere, da una citazione tratta dalla bellissima canzone di Fabrizio De André, Se ti tagliassero a pezzetti. Forse – dico forse - questo incipit mi ha un po’ condizionata, ma ho ritrovato molto dello stile del cantautore nei versi del poeta. A partire dagli stessi titoli della poesie.
Esempio più eloquente ne è la poesia La guerra di Eros. Al di là della chiara assonanza nel titolo, il richiamo a La guerra di Piero di De André è evidente: il ritmo, il fraseggio, la rima, addirittura la presenza di alcune parole o intere frasi.
Deboli siamo
se c’è la tempesta
non miglioriamo
nei giorni di festa
vittime stanche
di chi ha ucciso
con l’arma potente
di un bel sorriso.
Tema prevalente e ricorrente è l’amore, raccontato attraverso diverse esperienze di vita: incontri fuggevoli in posti lontani, la sofferenza, la lontananza e poi l’abbandono, ma anche il sesso e la passione più spinta. La crudezza e immediatezza di alcuni versi, la rabbia che scaturisce dal dolore con pungente lucidità, si placano di fronte a umane prese di coscienza, che lasciano il poeta indifeso di fronte al reale, con semplicità e dolcezza che commuovono.

Il bagno è ancor più piccolo
da quando è tutto mio.

Non c’è ordine nelle poesie, se non lo scandire di una ipotetica giornata che inizia con l’Alba e la Mattina, e prosegue con l’immagine, a volte cupa, di vita quotidiana e avventure esotiche. Ma non si può parlare di disordine. Piuttosto di varietà. Componimenti ora brevi e aridi, ora lenti e discorsivi, ma quasi sempre di una metrica irregolare che enfatizza il sentire del poeta e l’intensità dei suoi vissuti. 

Continua pulsante
L’assolo di vita
Che invoca giustizia
Del tuo non tornare…
Eppur nella nebbia bisogno di te.

Poi arriva la sera…   
Non fosse per il suo silenzio
altro non farei se non urlare.