domenica 18 aprile 2010

Un "poeta a tempo pieno" del Duemila: Armando Garbarini


Sarò poeta
di Armando Garbarini
con illustrazioni di Alessandra Colnaghi
Prospettiva editrice, Roma 2004
pp. 65
€ 8.00

Time
di Armando Garbarini
con la riproduzione dei quadri di Emanuela Lucaci
Prospettiva editrice, Roma 2009
pp. 106
€ 11.00


È difficile il cammino di “poeta a tempo pieno” nel Duemila: Armando Garbarini, giovane (nato negli anni Settanta) ma molto prolifico autore vigevanese, vi riesce. Pluri-premiato e avvezzo ai concorsi letterari (si veda l’ampia pagina bibliografica che correda i libri, ma disponibile anche sul suo sito), Armando Garbarini non si perde d’animo in questa società che sembra ridurre la poesia a una passione di nicchia. E non rinuncia a percorrere una strada di personale semplificazione lessicale, che si contrappone alla poetica criptica e profondamente ripiegata su sé di tanto Novecento. Anche per questo nei libri di Armando, a partire dal volume Sarò poeta del 2004, la scelta del verso libero è controbilanciata da una ripresa piuttosto frequente di rime facili, talvolta baciate, e di un lessico quantomeno quotidiano, per non dire a volte abusato. La semplicità stilistico-lessicale potrebbe rispondere all’universalità dei contenuti, da comunicare nel modo più immediato possibile. L’estasi dell’amore e della conoscenza, il sogno di diventare poeta (si veda anche l’Introduzione) e il desiderio di scoprire generano un fortissimo vitalismo: l’io lirico non teme il dolore, ma l’apatia (La forza del tuo cuore), e così la scomparsa della donna non getta il poeta nella disperazione, ma negli appelli resta un velo di speranza (Dove sei). La curiosità poetica (e prima di tutto umana) di Armando Garbarini emerge con forza dal testo La mia ignoranza, vera e propria professione di un mondo ignorato, ancora da scoprire.
Per quanto la raccolta Time sia profondamente cambiata e testimoni il percorso di crescita dell’autore, si ritrovano l’insistente presenza dell’io-lirico, spesso ribadito dall’iterazione dei possessivi e della prima persona, nonché da un alto tasso di agentività. Tornano anche le allitterazioni e le rime, che scandiscono la lingua d’uso e le iterazioni. Vera marca di Garbarini è in entrambe le raccolte la forte commistione di arti: le poesie sono sempre accompagnate da illustrazioni e quadri che ne offrono un’interpretazione (ricordiamo in Time la presenza insolita di una riproduzione delle bozze autografe). Inoltre, potremmo anche pensare a un “Garbarini-vate”: nelle raccolte, profondamente studiate nel loro divenire, non c’è pagina in cui il poeta non si esponga direttamente, intervallando talvolta le poesie con massime di gusto sentenzioso e filosofico.
Sperimentale, in Time, la scelta di offrire le poesie in italiano e in inglese: la traduzione offre spesso chiavi di lettura alternative che chiariscono o che affiancano al testo in italiano un secondo significato. È da segnalare anche il motivo poetico da cui sono nate queste poesie: gli esperimenti fisico-nucleari al CERN di Ginevra, a cui l’autore ha assistito con la pittrice Emanuela Lucaci. L’esperienza ha segnato profondamente le poesie, in cui Garbarini infatti propone il tema della fugacità del tempo, che gli eventi felici possono però fermare in momenti irripetibili, e nei ricordi. Come si legge in Mirrors of violent stream, il poeta prende anche coscienza del relativismo che regola il mondo, non interpretato in chiave negativa ma, al contrario, come possibilità di attingere da molteplici punti di osservazione altrettante visioni della vita. Ancora viene cantato l’amore (spesso rivolgendosi a un “tu” indefinito), di cui viene rilevata l’infinibilità e la potenza («un vero limite non c’è mai,/ non c’è mai quando si ama», da Timeline). Tuttavia, pare nuovo il punto di vista da cui l’io-lirico osserva: è come se si trattasse di un viaggio molecolare, o comunque particellare, all’interno della materia e, noi crediamo, dell’energia, che traspare di verso in verso.

GMG