sabato 28 novembre 2009

L’UMORISMO CHE FA RIDERE SULLE COSE SERIE




Rossana, il sogno e il ragno Calatrava
di Fabrizio Altieri
Società Editrice Fiorentina, 2008

pp. 192
€ 12,00
ISBN: 978-88-6032-081-0

Di libri ironici ce ne sono tanti, ma nella maggior parte dei casi hanno la pretesa di far ridere e ottengono solo qualche scontato sorrisino. Con il libro di Fabrizio Altieri, invece, si ride davvero, e nei primi capitoli ci si lascia trasportare in queste tante storie parallele, piene di buonumore. In mezzo ai sogni di una ragazzina-maschiaccio (la Rossana del titolo) che desidera correre in moto, troviamo le peripezie di un supplente, Maurizio, che intraprende la carriera di scrittore e casca in problemi e questioni ben più grandi della sua immaginazione. Non mancano altri personaggi goduriosi, macchiette che si stampano nella memoria e che tornano, un po’ come amici che amiamo ricordare: dai colleghi di Maurizio agli editori ex-galeotti, dagli scagnozzi mafiosi fino a Calatrava, che altro non è che il ragno domestico del professore. Per quanto bizzarra l’idea, è un gran colpo di genio: Calatrava è un animale intelligente, quasi raziocinante, a cui manca solo il dono della parola, ma è in grado di unire in una ragnatela invisibile tutti i personaggi e di tempestare di sorrisi le pagine in cui compare.

Ma (attenzione!) non si ride soltanto, e qui direi che si passa dal semplice romanzo ironico a un più interessante romanzo umoristico: come lo stesso Fabrizio ha detto in un’intervista (da cui abbiamo liberamente tratto il titolo del nostro intervento), l’umorismo permette di «ridere delle cose serie», rompendo il dramma ma non cancellandolo. E infatti, al di là dei gustosissimi equivoci, delle ambiguità e dei più originali fraintendimenti, ci sono anche momenti di commozione e di grande sensibilità, che portano Fabrizio Altieri ben oltre il desiderio di raccontare soltanto una storia.
Questo avviene anche grazie allo stile, scorrevole ma non semplicistico, di una quotidianità in cui intervengono, di tanto in tanto, toscanismi ancora in uso nella Pisa del nostro autore: dunque, un dettato personale e accattivante.

E poi c’è la trama, di cui volutamente non farò altri cenni, perché equivarrebbe a rovinare i bei colpi di scena del libro. Sappiate questo: nel momento in cui i vari fili (di storie e di ragnatela) si intersecano, si inizia a sorridere, ma stavolta di compiacimento: la struttura narrativa è davvero buona, porta il lettore a divorare le pagine, per sapere come andrà a finire. E, anche in questo, l’autore sfugge qualunque scontatezza: vuole sorprendere per freschezza e inventiva, e ce la fa.

GMG.
Presto anche l'intervista a Fabrizio Altieri!, per la nostra rubrica "Il Salotto"