mercoledì 13 febbraio 2008

L'Aleph: l'Alfa e l'Omega dell'Uomo per Borges...



L'Aleph
Tit. orig.: "El Aleph"
di Jorge Luis Borges
traduzione italiana: Francesco Tentori Montaldo
Editore: Feltrinelli
Anno: 2007 (in 35.ma) - pag.: 179 - Eur.: 6,50



Difficile recensire un volume simile.
Difficile perché una recensione ha carattere “unitario” e questo libro, di “unitario” ha solo colui che l’ha messo al mondo: Borges.
Il volume è una raccolta di 17 racconti. Fantastici. E, diversi.
L’ultimo di questi dà il nome all’opera: Aleph.
L’Aleph, da un punto di vista linguistico, è la prima lettera dell’alfabeto ebraico.
Da un punto di vista simbolico, invece, è molto di piu’.
Rappresenta il Principo Primo religioso, Dio (l’Alfa e l’Omega), che nella storia della filosofia occidentale ha sempre rappresentato l’Uno, l’Intero, la Totalità.
Questi 17 racconti sono il "Tutto" che Borges ci offre: L’immortale, Il morto, I teologi, Storia del guerriero e della prigioniera, Biografia di Tadeo Isidoro Cruz , Emma Zunz, La casa di Asterione, L’altra morte, Deutsches Requiem, La ricerca di Averroè, Lo Zahir, La scrittura del dio, Abenjacan il Bojarl, I due re e i due labirinti, L’attesa, L’uomo sulla soglia, L’Aleph.
Racconti fantastici, dove vengono trattati temi diversi quali il tempo, la morte, la personalità, il mistero, il destino, la sofferenza, l’eternità.
Racconti dove la fantasia di Borges si miscela sapientemente alla sua erudizione e, spesso, con la sua anima.
Linguisticamente, ho trovato la sua scrittura di grande raffinatezza con impareggiabile maestria sia nella punteggiatura che nello stile narrativo.
I sentimenti che li pervadono lasciano spesso un retrogusto amaro, incline ad una certa qual forma di pessimismo e amarezza umana.
Ma lasciano anche riflettere sull’uomo e sulla sua condizione, la sua morale, la sua storia, il suo futuro.
Ho trovato i miei preferiti in L’immortale, I teologi, Emma Zunz, La casa di Asterione, L’altra morte, Lo Zahir, Abenjacan il Bojarl, L’attesa, L’uomo sulla soglia, L’Aleph.

Molto utile la Nota curata dal traduttore e posta nelle ultime pagine, dove viene conosciuta meglio l'arte letteraria di Borges e di cui accenno un interessante passo:
"[...]ecco la minuziosa erudizione di Borges, che si mescola alla fantasia, all'illusione, al miraggio, e dove i nomi veri, di autori e di libri, e gl'immaginari, si alternano e confondono in maniera da turbare il lettore[...] e le divertite e a volte geniali interpolazioni (di testi disparati, rispondenti tutti a un gusto del remoto, dell'enigmtico, dell'esoterico) delle quali Borges ci confessa[...] che sono: -:"l'irresponsabile giuoco di un timido che non si decise a scrivere racconti e che si distrasse nel falsificare e nel commentare (senza giustificazione estetica, talora) storie altrui":- [pag.175 - Nota]

Un libro, in definitiva, da leggere. E, possibilmente, da rileggere…