mercoledì 14 novembre 2007

L'amore e il sesso per Buzzati


Un amore
di Dino Buzzati
Milano, Mondadori

Una storia conosciuta e di base banale è occasione per Buzzati per dare prova di una efficacissima capacità narrativa, innovativa e spregiudicata, soprattutto se si pensa che il libro è comparso per la prima volta nei primi degli anni Sessanta. Infatti, la relazione tra un ultracinquantenne, Antonio Dorigo, e Laide, una maschietta ventenne milanese ha le caratteristiche di molti altri romanzi: sesso, gelosia, tradimenti, un addio (forse) e tanti tentativi per privarsi a quella fissazione che il protagonista considera amore. Da un punto di vista puramente narrativo, la trama è esile e banale.
Ciò che rivaluta il libro intero è lo scavo psicologico, caratterizzato da una sorta di flusso di coscienza che scorre libero, senza punteggiatura, come se Buzzati/Dorigo si lasciasse trascinare dalla folla di pensieri, tutti urgenti e strettamente correlati, anche se a volte le associazioni avvengono di particolare in particolare, senza una logica particolare. Alcuni passaggi richiedono per questo una seconda lettura, specialmente nelle fantasie erotiche che Antonio dedica alla Laide, quando lei si intrattiene con altri uomini.
Al di là del risvolto erotico, trattato con particolari spinti per l’'epoca, subentra l’'amore vero e proprio, o almeno ciò che Antonio definisce tale. Una serie di piccole ossessioni, terrori, manie e desideri che si piegano davanti alla figura di Laide, prepotente detentrice di potere nei confronti di Antonio, perennemente disponibile per lei e in ginocchio davanti alle sue richieste, spesso danarose o di grande cinismo. Ogni tentativo di fuggire all'’amore per Laide fallisce, e si sottolinea così il potere distruttivo e continuamente rinnovato del sentimento, in grado di superare sempre gli argini della ragione, trovando un Antonio perenne vittima.

Lo stile è piacevole, narrativo e curato. I periodi si alternano, cadenzati e attenti, ad altri veloci, privi di punteggiatura, grammaticalmente confusionari, coerentemente alla frattura d’animo del protagonista. Anche i dialoghi sono frutto di un’accurata ricerca espressionistica, con espressioni del parlato tipiche dell’area milanese, distanziando per bene i diversi status sociali dei protagonisti e delle figure minori.