giovedì 20 luglio 2017

Quattro adolescenti a nuotare da soli, senza il salvagente della famiglia

La regola dei pesci
di Giorgio Scianna
Einaudi, 2017

pp. 200
€ 17 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook)


Adesso deve solo seguirci, seguire la nostra traiettoria come fanno i pesci dentro i banchi quando sono in difficoltà. Si chiama schooling, l'abbiamo studiato a scienze, è quella cosa per cui i pesci riescono a muoversi tutti insieme senza scontrarsi e senza perdere nessuno. Basta fidarsi del movimento degli altri. È questa, la regola dei pesci.
A settembre, quattro banchi di 5C del liceo di una piccola cittadina sono rimasti vuoti. La cosa non salta agli occhi di tutti solo perché sono i banchi degli unici maschi della classe (il quinto se n'è andato per un anno all'estero), ma anche perché quei quattro assenti sono sempre stati inseparabili. L'anno precedente, avevano deciso di partire per una vacanza in Grecia, dalla quale però non sono mai rientrati. Cosa è successo davvero? Perché un'aura di mistero aleggiava attorno ai loro discorsi? E perché, per andare in Grecia, tutti e quattro avevano infilato in valigia una giacca pesante?
La sparizione è ormai conclamata, gli Esteri e le ambasciate italiane all'estero si stanno muovendo alla ricerca dei quattro ragazzi, mentre i genitori assistono, impotenti e disperati, alle indagini. A loro non resta che riunirsi, provare a farsi forza, mentre settimana dopo settimana le paure aumentano e le speranze, al contrario, calano drasticamente. Almeno finché un giorno non si presenta a una di questa riunioni Lorenzo, uno dei quattro amici scomparsi. In stato di shock, il ragazzo appare catatonico e non risponde alle domande degli adulti: non vuole o non può parlare? 
Le domande sono tante e anche il lettore se le pone, per quanto sappia sempre qualcosa in più dei genitori chiusi in quella sala. Perché Giorgio Scianna costruisce il romanzo su due piani temporali che si incastrano alla perfezione: il presente della ricerca (con il ritorno di Lorenzo) e il passato, a cominciare dalla misteriosa preparazione del viaggio. Via via la suspense cresce, mentre si fa strada nel lettore una terribile sensazione, alimentata da allusioni e indizi disseminati sapientemente nel corso del testo. Cancellate l'idea che i ragazzi si stiano preparando a una qualunque vacanza da liceali finalmente liberi: la questione è decisamente più seria e non possiamo svelarla ora, ma vi basti pensare a uno degli aspetti più drammatici delle nostre cronache...

Anche se La regola dei pesci apparentemente si struttura come un giallo, d'altro lato è possibile ravvisarvi i tratti di un romanzo di formazione dei nostri tempi: i quattro amici, da soli, in situazioni decisamente al limite sono costretti a crescere, nonché a cavarsela. Parola d'ordine: restare uniti, proprio come avviene per i pesci che, quando si smarriscono, si lasciano guidare dai compagni. Se la solidarietà e l'affetto tra gli amici è una costante nel romanzo, le famiglie sembrano invece distanti. Il mutismo di Lorenzo anche con i suoi famigliari non è altro che la manifestazione estrema di ciò che stava già accadendo: non c'è comunicazione tra genitori e figli, nessuno sa niente né immagina la scelta compiuta, perché la confidenza era già venuta meno tempo prima. E, dunque, rieccoci: un altro romanzo di questo 2017 segnato dall'incomunicabilità famigliare, insieme a Il giorno degli orchi di Divier Nelli,  Tredici di Jay Asher e Il posto più pericoloso del mondo di Lindsey Lee Johnson. Per quanto ognuno di questi romanzi (e ne potremmo citare altri) dipanino l'argomento con notevoli differenze (per fortuna), tutti sembrano lanciare un allarme: da un lato, i ragazzi sono soli e devono cavarsela anche in situazioni di estrema gravità; dall'altro, i genitori non si limitano a essere impotenti, ma anche completamente ignari di quanto sta accadendo. 
Dunque, nel migliore lieto fine possibile, non solo i ragazzi prenderebbero coscienza di sé e tornerebbero a casa, ma comincerebbero a confrontarsi con il mondo adulto senza segreti di sorta. Ma, si sa, la realtà scalfisce qualsiasi lieto fine e tutto ciò che il lettore arriva a sperare è che la verità porti con sé la cessazione dell'angoscia.


GMGhioni


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