martedì 4 luglio 2017

E se la seduzione fosse l'unica arma per un'adolescente?

Il giorno degli orchi
di Divier Nelli
Guanda, 2017

pp. 172
€ 14 (cartaceo)



Tre mesi insieme a un'adolescente avvenente, conscia della sua capacità di seduzione, tanto scafata quanto profittatrice: Aurora è così, sa che con qualche moina può ottenere l'attenzione e soprattutto i favori degli uomini. Non pienamente consapevole di cosa significhi preservare il suo metro e settantasette d'altezza e la sua scollatura procace, si infila in un gioco più grande di lei: chattare con adulti da nickname chiaramente falsi, inviare loro foto sexy (non sue) e, quando l'atmosfera si fa bollente, ricattarli. O una "bustarella" per il suo silenzio, o una denuncia per pedofilia. Aurora non si rende forse conto di quanto sia pericolosa questa caccia agli "orchi", come li chiama lei, e come, oltre al rischio concreto, si manifesti sempre di più il disgusto per una categoria maschile che diventa drammaticamente prevedibile agli occhi di Aurora.
Lei, che è abituata a promettere e non concedere, quale idea del sesso può mai costruirsi? Discorsi sboccati con gli amici, chat volgari decisamente inadatte a una ragazzina, interesse mal celato da parte del suo insegnante di ginnastica: gli uomini sono degli "orchi" di cui vendicarsi. In più, questi ricatti sono un argomento in più con cui divertire i suoi due amici più stretti (altri cascamorti che non smettono di giocare al corteggiamento e all'avance con Aurora), che diventano complici: sono loro a ritirare la busta agli incontri con l'"orco" di turno. E tutto sembra perfettamente rodato: Aurora non si espone direttamente, la falsa identità su internet la tutela e presto può comprarsi l'iPhone nuovo, l'iPad e togliersi tanti altri sfizi. In fondo, loro se lo sono meritati, no?
Non ci sono sensi di colpa in Aurora, né preoccupazioni: almeno finché tutta la sua ostentata sicurezza non viene incrinata da uno di questi orchi, che inizia a perseguitare la ragazza. Infatti, l'uomo sa come si chiama, dove abita e presto la sua presenza si trasforma in vero e proprio stalking: Aurora ne è terrorizzata, ma non fa nulla per rivolgersi ai genitori o agli amici. È convinta di poter tenere a bada anche questo orco, deve farcela, a qualunque costo... 

Anche in questo romanzo appena uscito torna l'assoluta solitudine giovanile, come nel discusso Tredici di Jay Asher o nell'altrettanto disperante universo di Il posto più pericoloso del mondo di Lindsey Lee Johnson. Perché questi ragazzini devono cavarsela da soli? Perché non hanno la possibilità di confrontarsi con gli adulti, genitori e/o insegnanti? Se dovessimo credere al 100% a ciò che queste sinossi vogliono comunicare, dovremmo arrenderci al fatto che la cosiddetta "generazione app" non sa chiedere aiuto e che i genitori sembrano vivere in un universo parallelo, rassicurati da un buon voto scolastico o dall'apparenza di una quotidianità sempre serena. Ma è davvero così? Mi auguro che anche quello raccontato da Il giorno degli orchi sia un caso, narrativamente interessante, ma lontano dalla dimensione del reale. In ogni caso, questo romanzo di Divier Nelli è un buon punto di partenza per una discussione aperta: non lo affiderei alle letture estive di coetanei di Aurora, ma lo analizzerei in classe e/o in famiglia, per scoprire insieme ai ragazzi come si trovino tante alternative alla disperazione, se il tutto viene affrontato insieme.

GMGhioni


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