mercoledì 22 febbraio 2017

#CritiCINEMA - Quando la religione diventa un cult

Il peso di Dio. Il vangelo di Lenny Belardo
di Paolo Sorrentino
Einaudi, 2017

pp. 134
€ 13 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)

Il passato è un luogo vasto e dentro c'è di tutto. Il presente no. Il presente è una feritoia dove c'è spazio per un solo paio di occhi. I miei. (p. 18)
The Young Pope è stata una delle serie televisive più discusse, ammirate e criticate degli ultimi anni. Andata in onda a partire dal 21 ottobre 2016 su Sky Atlantic, ha visto agire un sempre splendido Jude Law nelle vesti insolite di un papa giovane e bizzoso, salito al soglio pontificio quasi per un miracolo e fin da subito rivoluzionario. O reazionario, dipende dalla prospettiva. Non desidera mostrarsi ai fedeli, riporta tutto alla fase dogmatica della Chiesa e ribadisce l'infallibilità papale. Per quanto il segretario di Stato, Cardinal Voiello, faccia di tutto per far ragionare Sua Eminenza (anche in termini di economia del Vaticano e di pubblicità mediatica, non crediate), Lenny Belardo, anzi Papa Pio XIII, vuole gestire le cose a suo modo. Tutt'al più può consigliarlo Suor Mary, sua madre spirituale, che ha allevato Lenny quando era giusto in orfanotrofio, dopo l'abbandono dei genitori. 
Nessuno sembra comunque accorgersi che ogni mossa di Papa Pio XIII in realtà risponde a una precisissima, cervellotica e quasi ossessiva strategia di comunicazione: ben lontano dal Papa Buono o da qualsiasi forma di apertura e di compassione, vuole prima creare un alone di mistero attorno a sé, sparire agli occhi dei fedeli (andando dunque contro alla società dell'immagine), per poi rivelarsi e tuonare contro di loro in prediche tutt'altro che rassicuranti. Un ritorno all'oscurantismo e all'attesa dell'Apocalisse? Forse, se non fosse che Lenny Belardo è geniale, irriverente (l'immagine in copertina è solo una delle tante che ci presentano i vizi e le abitudini molto... "umane" del Papa), contaminato dalla logica del mercato e dalla dimensione del presente. Un Papa in crisi di fede, peraltro.
Anche questo ha fatto molto discutere, ovvero se il personaggio di Pio XIII sconfinasse nel blasfemo o se stesse semplicemente rivelando dubbi umani, tollerabili persino in un Papa, nel Ventunesimo secolo. E d'altra parte, in un'epoca in cui si parla più della religione come estremismo che spinge a gesti drammatici e terroristici, che siate detrattori o sostenitori di The Young Pope, concorderete su questo, almeno: Sorrentino ha portato a parlare di cattolicesimo come non accadeva da tanto. 

Brevi scambi di vedute, massime, riflessioni estemporanee, lettere mai spedite, prediche ai fedeli: ecco cosa sono i 228 lacerti numerati di sceneggiatura che costituiscono questo Il peso di Dio: imperdibili per chiunque abbia amato la serie e desideri ricordare momenti memorabili, ma anche un assaggio del provocatorio e del politicamente scorretto che viene perfettamente interpretato da Jude Law. Va detto: un caso rarissimo di libro che si gode ancor di più dopo avere visto la serie tv.

GMGhioni



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