sabato 3 dicembre 2016

Speciale Zafón - Tra presente e passato, il terzo volume del Cimitero dei Libri Dimenticati

Il prigioniero del cielo
di Carlos Ruiz Zafón
Oscar Mondadori, 2016

Traduzione di Bruno Arpaia
1^ edizione originale: 2011

pp. 350
€ 12 (cartaceo)



Passato, presente: due mondi connessi, spesso dalla letteratura nella saga del Cimitero dei Libri Dimenticati di Carlos Ruiz Zafón. Anche in questo terzo appuntamento con la Barcellona dei libri, ci troviamo a maneggiare segreti e colpi di scena, mentre la Libreria Sempere attraversa un momento di grande incertezza economica. 
È il 1957, e Daniel è ormai un padre di famiglia; accanto a lui, il padre ormai invecchiato, ma sempre appassionato del suo lavoro di libraio, e l'amico e confidente Fermín, donnaiolo e scontroso al tempo stesso. È proprio attorno a Fermín che gravita il lungo flashback ai tempi della guerra. Un personaggio del passato, che pare conoscere bene Fermín e avere con lui un conto in sospeso, infatti, appare a distanza di quasi vent'anni. L'uomo, piuttosto malmesso, porta i segni di una antica mutilazione; ma ad attirare l'attenzione di Daniel è la munificenza di questo cliente, che compra un'antica e pregiata edizione del Conte di Montecristo e la lascia in libreria perché venga consegnata a Fermín.
Dal pallore di Fermín davanti alla dedica muove un racconto poderoso, che racconta senza tanti sconti le brutture della detenzione in carcere nel 1939, ma lascia sottinteso il potere liberatore della letteratura. Solo scrivendo le pagine de Il prigioniero del cielo, infatti, un altro detenuto, Martín, può restare in vita. Basta leggere questo discorso per comprendere  che qualcosa bolle in pentola:
«Se Martín ti accenna a un certo incarico che gli ho affidato, convincilo che, per il suo bene, e soprattutto per quello di una certa signora che tiene in grandissima stima, e per il bene di suo marito e di suo figlio, è meglio che si impegni a fondo e scriva il suo capolavoro» (p. 126).
Dunque, un altro mistero si cela dietro la scrittura, ma forse il personaggio che ha appena pronunciato questa battuta (non vi diciamo chi è per non togliervi la sorpresa) non tiene presente una cosa: la scrittura a comando non funziona mai e, soprattutto, in un manoscritto si possono nascondere infiniti sottintesi e infiniti messaggi... 

Ma alla storia più cruda dei tempi bellici, si intrecciano gli amori del presente: Fermín sta per abbandonare il suo fantomatico celibato, mentre Daniel è devastato da un sospetto tradimento della moglie Bea. Questi temi, perfettamente intrecciati come sempre Zafón sa fare, con levità e piacevolezza, ci portano per le vie di Barcellona, che l'Oscar Mondadori ripropone in due spezzoni di mappa nei fogli di guardia che impreziosiscono la nuova edizione. 
Finito Il prigioniero del cielo, viene ancor più voglia di sapere quali nuovi colpi di scena Zafón abbia preparato per noi, nell'ultimo e attesissimo romanzo, appena uscito in libreria. Per scoprirlo, tornate su Criticaletteraria! 

GMGhioni

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