lunedì 7 aprile 2014

World zapping: unidici brevi storie e il fascino del viaggio

Worldzapping. Racconti di viaggio
di Roberta Melchiorre e Fabio Bertino
GoWare, 2014

ebook € 4,99
pp. 91



I racconti di viaggio hanno sempre un fascino particolare: soddisfano la curiosità della nostra anima nomade costretta nella quotidianità, ci raccontano di luoghi che forse non visiteremo mai fisicamente, di incontri straordinari e paesaggi che lasciano senza fiato; hanno il potere di farci sentire piccoli e insignificanti di fronte alle meraviglie della natura e dell’uomo e se sostenuti da una scrittura letteraria le pagine da semplici resoconti di viaggio si trasformano in ricordi straordinari, che riflettono l’anima del viaggiatore e la sua esperienza di scoperta di sé prima ancora dell’altro. Per viaggiatori curiosi o anime libere, ecco perché il racconto delle esperienze di altri nomadi ha un’attrattiva irresistibile, anche oggi che conosciamo così tanto del mondo e dell’uomo che lo popola e nonostante la forza straordinaria delle immagini di documentari o reportage, è facile rimanere affascinati dalle parole di altri viaggiatori che evocano incontri, percorsi, culture. Il piccolo libro di Roberta Melchiorre e Fabio Bertino, compagni di vita e inevitabilmente di viaggio, si legge avidamente grazie a racconti brevi che portano il lettore negli angoli più disparati del mondo, lontani dai luoghi turistici tradizionali, dove il vero viaggiatore scopre sempre qualcosa di unico che da valore all’esperienza. 

Undici racconti in cui le voci di Roberta e Fabio si fondono e confondono in una sola. È la testimonianza dell’ospitale accoglienza nel mezzo del deserto turkmeno e lo stupore di fronte a vite tanto solitarie e semplici, nell’isolamento di un paesaggio in cui si ergono ancor più sorprendenti rovine di una civiltà antichissima:
Mentre tutto il mondo stava cambiando la loro esistenza è rimasta identica e i loro ricordi in bianco e nero. Il giorno dopo, prima di riprendere la strada del deserto, abbracciammo con calore queste persone perse nel tempo, che hanno qui una vita intera e nessuno a cui raccontarla.
Sono le note di strumenti tradizionali in un concerto nella lontana Alice, nel cuore dell’Australia, tra montagne sacre e terra rossa. O lo straordinario incontro con l’etologa inglese che da cinquant’anni in Tanzania studia le scimmie, che spesso fanno visita al villaggio e hanno nomi e storie conosciute da tutti gli abitanti, al pari di una colonia umana, con un maschio alfa che anche se sostituito suscita ancora profondo rispetto:
Stargli a pochi passi è un’emozione speciale. Un po’ come incontrare un grande personaggio, della cui vita si sa quasi tutto. Giunto a qualche metro da noi, si ferma di colpo e si siede, fissandoci con attenzione. Incrocio il suo sguardo e mi tornano in mente le domande che tante volte Jane si è posta negli anni trascorsi con gli scimpanzé. A che cosa pensa? Quanto ricorda del passato? Ripensa mai alla vecchia madre?
I canti e i tamburi di una cerimonia funebre del popolo Lobi, in Burkina Faso, che accompagna il viaggio dello spirito attraverso tutte le fasi nel mondo trascendente «dalla condizione di fantasma a quella di spirito e poi di antenato». Il sapore della vodka e i mille volti della Russia nel lungo viaggio lungo la ferrovia Transiberiana:
Sul nostro treno viaggia la Russia intera, ci dice una sera Andrej. […] E ha davvero ragione. Man mano che si procede verso est i passeggeri che salgono e scendono alle quasi cento fermate sono l’immagine stessa della Grande Madre Russia. Biondi europei a Mosca ; Tatari riconoscibili dal kalpak, il tipico zuccotto verde, a kazan; Buriati dai tratti mongoli nella regione del Bajkal. Nel corridoio del vagone si può incontrare tutta la varia umanità che popola il più vasto continente del mondo.
Ma su quel treno resta impressa soprattutto la storia curiosa di una coppia di sposi che vive e lavora a bordo della celebre Transiberiana l’uno il giorno e l’altro la notte, incontrandosi solo per brevi momenti una giornata di lavoro che finisce ed una che inizia. E ancora, lo spettacolo antico del Jingjù l’opera di Pechino tra maschere colorate e una ricchissima simbologia impossibile da comprendere appieno ma egualmente affascinante:
Tutto concorre a creare un’atmosfera quasi mistica. Il legno scuro, la luce soffusa delle lampade in carta di riso, i drappi di seta, lo scricchiolio della assi del pavimento. […] La rappresentazione inizia puntuale alle 20 ed è un’esperienza indimenticabile. Novanta minuti di pura meraviglia. Cinque scene, che intrecciano temi guerreschi e amorosi, tratte da altrettante rappresentazioni di Mei Lanfang.
Al lettore il piacere di scoprire tutte le storie, con alcune delle quali gli autori hanno partecipato a concorsi letterari e in qualche caso vinto premi per la narrativa breve. È un libro breve che risulta godibilissimo e in cui la parola scritta si intreccia e si arricchisce del supporto di foto e souvenir che raccontano anche visivamente questi undici vagabondaggi per il mondo, dal Turkmenistan alla nostra Sicilia, in una continua sorpresa e curiosità verso l’altro, di cui ascoltano avidamente le storie che qui presentano al lettore. Spesso sono vite difficili, struggenti, a cavallo tra passato e presente, tradizione e modernità, altre sono fatte anche di gioia e tenacia, tutte comunque da raccontare. Sono le persone incontrate le protagoniste di questi racconti di viaggio, i luoghi e la storia restano uno sfondo che deve essere descritto ma è la vita di ogni uomo o donna incontrati che Roberta e Fabio mettono al centro della loro narrazione. Guardiamo con stupore ad esistenze tanto diverse dalle nostre: in una natura selvaggia e inospitale isolate e umili, o perse nella foschia della malattia che cancella i ricordi di una vita sul palcoscenico, o combattute tra le opportunità del mondo e il richiamo delle proprie radici, o ancora consacrate ad un interesse che riempie cinquant’anni di vita con la stessa curiosità di conoscere provata il primo giorno. Non c’è tempo per le considerazioni storiche o politiche che inevitabilmente offuscano la meraviglia di cui si è testimoni, non è l’amara riflessione sulle devastazioni della guerra, sulla povertà o a proposito di un governo brutale: è il racconto di una passione profonda per il viaggio nel suo significato più bello, la scoperta delle persone e dei luoghi, la curiosità per la vita dell’altro che fa da filo conduttore delle 11 storie presentate. Non sono reportage ma istanti di vita fermati sulla “carta” mediante parole e immagini e che, come ogni racconto di viaggio che si rispetti, faranno inevitabilmente venire voglia di uscire fuori e come nomadi scoprire il mondo.

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