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«Il becco di una cesoia se ne va ticchettando lungo i viottoli bordati di rose»: i giardini letterari di Sandra Lawrence, un viaggio affascinante tra parole e immagini

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Giardini letterari
di Sandra Lawrence (testi) e Lucille Clerc (illustrazioni)
L'Ippocampo, marzo 2026

Traduzione di Teresa Ciuffoletti

pp. 192 
€ 19,90 (cartaceo) 

Ogni lettore ha i suoi feticci, le sue ossessioni, ma ce n’è una che molto probabilmente condividiamo un po’ tutti noi bibliofili: i libri che parlano di libri. Scrigni pericolosissimi per le nostre pile già traballanti di libri da leggere, wishlist infinite che non esauriremo mai e che, allo stesso modo però, non finiremo mai di rimpinguare. Sono spunti di lettura che accendono la nostra curiosità e talvolta arrivano in forme molto interessanti, non mere liste un po’ troppo arbitrarie, ma costruiti con intelligenza in un percorso articolato e adeguati spunti di approfondimento. È questo il caso di una recente pubblicazione de L’Ippocampo, casa editrice sempre molto attenta all’equilibrio tra la bellezza dell’oggetto libro in sé e i suoi contenuti: Giardini letterari, scritto da Sandra Lawrence e illustrato da Lucille Clerc (traduzione di Teresa Ciuffoletti), è un volume agile, dal formato compatto e maneggevole, che permette al lettore un interessante viaggio tra testi noti e meno noti inseguendo il tema del giardino.

Libri di questo tipo sono senza dubbio un bellissimo oggetto da collezionare o regalare ma non si limitano a soddisfare l’estetica, il gusto per il bello: le meravigliose illustrazioni di Clerc instaurano un dialogo strettissimo con le pagine evocate da Lawrence nel suo racconto, accompagnando nella lettura senza mai sovrastare o distrarre dal testo e, soprattutto, pur mantenendo un tono divulgativo non specialistico il volume offre numerosi spunti di approfondimento letterario da cui partire. Di Lawrence e sempre con le illustrazioni di Clerc L'Ippocampo aveva già pubblicato un altro volume affascinante, Giardini perduti, un viaggio tra quaranta giardini sparsi per il mondo che dopo gli antichi splendori avevano attraversato una fase di oblio, incuria, per poi essere riscoperti e riportati agli antichi splendori o quasi. Un volume affascinante, dicevo, per l'eco che la lettura porta con sé, le riflessioni che scaturisce nel lettore: impossibile di fronte a quelle narrazioni non fermarsi a riflettere sul rapporto uomo-natura, sul tempo, sulla caducità, sugli spazi che abitiamo. Ecco, divago ancora un momento, ma sul tema del giardino e degli spazi che abitiamo non posso non citare un altro testo, stavolta di un'autrice diversa: Il giardino contro il tempo, di Oliva Laing - nota anche per un altro splendido saggio narrativo, Gita al fiume - una riflessione molto profonda e articolata sui giardini e i molteplici significati che assumono e che parte da uno spunto personale per aprire il dialogo alla letteratura e al mondo intorno al tema naturale, soprattutto legata a una lettura politica del giardino. Il volume di Lawrence concentra invece il campo di interesse al tema letterario che si intreccia al botanico, argomento molto caro all'autrice inglese che tra libri e articoli si è occupata spesso di giardini e mondo naturale.    


La scelta del tema del volume pubblicato da L'Ippocampo, i giardini in letteratura, è ben più interessante di altre categorizzazioni un po’ forzate e si intreccia a una selezione accurata, dai classici per l’infanzia a opere contemporanee, dalla letteratura inglese agli autori del Sol Levante passando per l’Italia e altre realtà letterarie. Il volume si apre con una breve ma efficace introduzione dell’autrice e si chiude con un’agile appendice di consigli per le visite di quei giardini che hanno ispirato le pagine letterarie citate nel libro, così che il viaggio del lettore possa continuare nel reale, in un connubio strettissimo e mirabile tra l’artista-scrittore e il mondo tangibile. Questo aspetto, le tracce materiali di ciò che poi è diventato letteratura, è a mio avviso anche un allenamento alla bellezza che, in questi tempi complessi, mi pare quantomai significativo; “urgente”, direi, se la parola non fosse stata un po’ abusata e svuotata di significato. Un libro come questo a mio avviso non è quindi una sterile carrellata di altri testi, un volo superficiale sulla letteratura per rimpinguare un elenco già probabilmente lunghissimo di libri che vorremmo leggere o rileggere e poi chissà se effettivamente lo faremo. È, invece, lo spunto per esercitare la nostra attenzione: attenzione alle pagine che leggiamo e spesso quasi consumiamo, troppo in fretta, troppo distratti, troppo voraci e pronti già a passare a qualcos’altro, al mondo che ci circonda, alla bellezza e ai misteri che contiene, all’effimero, alla nostra stessa immaginazione, scrittori o meno che siamo. Attenzione, mi pare una parola da tenerci cara, preservare, in questo tempo che corre e consuma, proprio dove il “correre” e “consumare” non dovrebbe esistere, nel campo della lettura, ahimè invece sempre più invece performativa, veloce, superficiale. 


Torniamo a riprenderci il nostro tempo come lettori, stiamo dentro i libri, davvero e più a lungo. Perché no, anche grazie a volumi come questo, che ci permettono di viaggiare tra le pagine, le illustrazioni di Clerc che rendono ancora più vivide le immagini evocate dalle storie, inseguendo il tema che le lega fra loro. Ecco, parlando di giardini e immaginando di passeggiarvi dentro anzi, di esserne parte, non poteva mancare menzione di uno dei miei racconti preferiti e direi in generale più belli della letteratura inglese, "Kew Gardens", di Virginia Woolf:

Dall’aiuola ovale si alzavano forse un centinaio di steli che si aprivano a mezza altezza in foglie a forma di cuore o di lingua (L’orto botanico di Kew, p. 113)

Lawrence per ogni capitolo-racconto segue questo modello: il nome del giardino o del luogo, il libro di cui fa parte e l’autore e l’anno di pubblicazione, una citazione dal testo come quella sopra, poi alcuni spunti della trama e di riflessione critica, di lunghezza variabile da un racconto all’altro. Il racconto di Woolf, straordinario, è anche esempio ideale di quella prosa modernista che la scrittrice andava sviluppando, attraverso istantanee, una narrazione che abbandona il plot convenzionale e un uso peculiare della prospettiva del racconto. Ecco dunque che Lawrence ci accompagna tra le pagine della scrittrice inglese e tra quelle aiuole, letterarie certo ma anche reali, che Woolf conosceva assai bene, aprendo la narrazione a includere scorci sulla vita dell’autrice, il legame con la natura, la città. Al pari di "Kew Gardens" ho trovato con piacere in questo volume un altro racconto fondamentale – e pure questo legato a Woolf – , "La festa in giardino", scritto nel 1922 da Katherine Mansfield. Una mattina di luglio a passeggio nei Kew Gardens di Woolf, una giornata di inizio estate per la festa nel giardino degli Sheridan, meno precisamente collocato nella geografia reale ma dagli indizi disseminati nel testo è facile risalire ai luoghi dell’infanzia della scrittrice neozelandese. Una giornata «a dir poco perfetta» che tuttavia ci ricorda Lawrence non è che un idillio apparente e i segni della morte sono già evidenti, dentro e fuori dalla storia, mentre Mansfield è a Parigi per curare la tubercolosi e sogna un giorno di possedere un giardino dove trovare pace e ispirazione.

In questo viaggio botanico letterario, Lawrence naturalmente apre anche i cancelli di giardini fantastici, tra piante inventate (le straordinarie creazioni di Tolkien, il perturbante di H.G. Wells, il mondo magico di Harry Potter e molti altri esempi), strani mondi e creature infestanti. All’evocazione dei testi letterari selezionati sono infatti intervallate pagine di approfondimento generale volte a ragionare sulla simbologia botanica e sulle varie declinazioni che il mondo naturale assume nella fantasia degli scrittori. Ogni lettore potrà facilmente ritrovare tra le pagine di questo bel volume storie lette e amate, dall’infanzia all’età adulta, scoprirne di nuove da esplorare seguendo il fil rouge del mondo botanico e, torno a dire, imparare a soffermarsi con maggior concentrazione sulle pagine, su quei dettagli che fanno la narrazione, le scelte minime da cui scaturiscono i mondi letterari.

Una storia, un libro, ne richiama sempre altri: Giardini letterari ne contiene molti, tra quelli selezionati e citati direttamente e altri che l’esperienza personale di lettura sapranno evocare da un dettaglio, dalla menzione di un autore o di un testo. Ecco, dunque, che nella mia versione al mondo botanico di Lawrence si aggiunge il perturbante di Charlotte Perkins Gilman e il suo glicine rampicante dell’omonimo racconto o, per tornare ad atmosfere meno pervase dall’inquietudine, le pagine meravigliose del Diario di campagna di una signora inglese e Appunti sulla natura di una signora inglese, entrambi di Edith Holden e pubblicati da Elliot, anche in questo caso letture ideali per allenare lo sguardo alla bellezza e all’attenzione. Non vi svelerò oltre i testi selezionati da Lawrence in questo volume illustrato, cui se devo fare un appunto avrei gradito trovare in appendice qualche riferimento critico-biografico in più sugli autori menzionati, ma che in generale risulta ben progettato, in equilibrio tra divulgazione e spunti di approfondimento. E adesso, riposto il volume, usciamo nella natura, che sia un piccolo balcone fiorito, un giardino segreto, un parco in città, un sentiero di montagna: guardiamo attentamente, prendiamo appunti, godiamo della meraviglia che ci circonda.

Debora Lambruschini