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Un nuovo Manifesto SCUM arriva in Italia: "Le femministe ti incoraggiano" di Alex Tamécylia

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Le femministe ti incoraggiano
di Alex Tamécylia
Fandango, maggio 2026

Traduzione di Giulia Ansaldo

pp. 168
€ 15

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L’obiettivo del femminismo non è l’uguaglianza dei diritti delle donne, il femminismo è un movimento politico che incoraggia le donne a lasciare i loro mariti, uccidere i figli, praticare la stregoneria, distruggere il capitalismo e diventare lesbiche (p. 5)
Da questa invettiva parte tutto. Pronunciata decenni fa da un predicatore conservatore americano e da allora diventata un piccolo classico involontario del catastrofismo antifemminista, Alex Tamécylia la rivolta come un guanto e ne fa il manifesto di un libro che porta esattamente quel titolo, capovolto in un invito. Fandango Libri, che da anni costruisce in Italia un catalogo coerente di saggistica femminista (da Apocalypse baby e Scopami di Despentes a Femminismo. Una storia per immagini di Jenainati, Groves e Milton, solo per citarne alcuni), lo porta ora ai lettori italiani nella traduzione di Giulia Ansaldo.

Definire Le femministe ti incoraggiano un saggio è impreciso quanto chiamarlo soltanto poesia o soltanto pamphlet. È tutte e tre le cose cucite insieme e da cui sbucano riflessioni teoriche, versi, statistiche, schegge di citazioni di pensatrici come Despentes, Monique Wittig e Audre Lorde, in un collage che procede come uno stoccaggio di argomentazioni. Tamécylia gioca con la battuta fulminante e sperimenta soluzioni di scrittura inclusiva che diventano parte integrante del ritmo del testo:

tuttɜ eccetto gli uomini guadagnano ad abolire il privilegio riproduttivo dell’eteronormatività. (p. 55)
Il risultato è un libro che si legge ad alta voce e ha la cadenza di una performance e in questo richiama da vicino l'estetica dello slam poetry più che quella del saggio accademico.
Sferra colpi a tutti, senza distinzioni: agli uomini, certo, ma anche a un certo ambiente militante che l'autrice non esita a descrivere come tutt'altro che esente da dinamiche di potere e violenze interne e il punto in cui si fa autocritica è il più interessante del libro.
Non vuoi essere ridottɜ a farti condurre da un legame fragile che diventerebbe insicurezza
Impari a essere solɜ
a contorcerti le braccia
a rannicchiarti contro te stessɜ
ad accettare l'eventualità di perdere
tutto.
Hai provato gli esseri umani, tanti modelli diversi,
nessuno va bene.
L'umanità è complicata lasciala perdere. (p. 112)
Il bersaglio dichiarato è il patriarcato, ma anche l'eterosessualità intesa come istituzione, la maternità come lavoro non riconosciuto, il capitalismo come struttura che si regge sull'una e sull'altra. Tamécylia smonta le dinamiche di potere dentro le coppie etero, nomina la violenza sessista, sessuale ed economica subita da donne e minoranze di genere.
La risposta a tutti i tuoi problemi è 
sia il bicarbonato di sodio 
sia il patriarcato 
ti fa sbroccare il fatto che l’uno non possa dissolvere l’altro. 
Fare comunità con i pugni alzati 
è più facile da scrivere che da vivere. (p. 78)
Dentro questa furia lucida c’è anche una critica a un certo femminismo che negli ultimi anni si è fatto più conciliante, più disposto a negoziare con gli uomini 'di buona volontà' e che, secondo l'autrice, in questa moderazione, ha smesso di smuovere le acque in modo deciso.
L’empatia è metterti al loro posto e comprendere che il patriarcato gli va bene, 
lusinga la loro carnagione chiara 
senza stridere con la loro carriera. 
Che non hanno nessun interesse 
a sospingere il proprio ego verso l’uguaglianza 
a rinunciare alla denominazione 
a cambiare né loro né niente. 
Le usanze finiranno per entrare, a forza di asterischi. 
Ma nel frattempo in questo saggio puoi scrivere degli uomini che ami. (p. 31)
Le femministe ti incoraggiano è un testo che si prende il rischio dell'eccesso pur di non scivolare nell'innocuo ed è una lettura che scuote e che ha il merito di non lasciare indifferenti. Si esce dalle sue pagine d'accordo o in disaccordo, ma mai inerti.

Valentina Botrugno