venerdì 10 luglio 2020

"Il bambino è il maestro": storia di un medico, di un'educatrice, di una donna moderna

Il bambino è il maestro - Vita di Maria Montessori
di Cristina De Stefano
Rizzoli, 2020

pp. 384
€ 20 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Più soffiate e più volo in alto (p. 31).
La prima immagine che attraversa la mia mente quando penso a Maria Montessori è il suo ritratto sulla banconota delle mille lire:  quel ritratto di una mite donna ormai in là con gli anni con le labbra appena dischiuse in un sorriso ha accompagnato tutta la mia infanzia.
Il celebre "Metodo Montessori" mi ha sempre affascinata e incuriosita e quando nel 2007 Paola Cortellesi interpretò la famosa pedagogista italiana in una fiction, non potei fare a meno di seguirla con grande interesse per approfondire le gesta di questa grande donna.
Mi è parso, poi, una sorta di segno del destino l'uscita della biografia Il bambino è il maestro - Vita di Maria Montessori (Rizzoli, 2020) scritta da Cristina De Stefano, e così sono corsa a leggerla, scoprendo tantissimi aspetti della vita di una delle prime donne medico italiane destinata a cambiare per sempre le sorti dell'educazione dei bambini.

"Alice e le regole del bosco" di Simone Feder: una tremenda storia normale

Alice e le regole del bosco
di Simone Feder
Mondadori, 2020

pp. 160
€ 17 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Come un'aranciata al veleno. Questo è il primo pensiero che ci è sobbalzato in mente dopo aver letto Alice e le regole del bosco di Simone Feder, romanzo tratto dalla vera storia di Alice e libro che lascia un gusto stranissimo in bocca. La sensazione che abbiamo avuto è stata strana per il modo in cui questa storia corale viene raccontata, ovvero al tempo stesso familiare e alieno; cioè si ha davanti la figura di una ragazza che potremmo essere (stati) tutti noi ma che, la vita, le proprie inclinazioni personali, gli incontri, gli amori e,  perché no, il caso la portano a fare delle scelte incredibili, inaudite, impossibili da comprendere da noi, persone "normali". Eppure, una volta terminato la lettura di questo bel libro, capiamo che siamo lei.

La storia di Alice è una storia come tante. Lei è una ragazza non ancora maggiorenne che vive in un piccolo paese nell'hinterland milanese, Pieve Emanuele che, per molti pendolari, è solo una tappa di avvicinamento da Pavia a Milano. A Pieve lei, tutti i giorni, prende il treno per andare a scuola a Pavia. Nulla da segnalare. Alice è una ragazza dai capelli corvini e dagli occhi chiari, le piace disegnare e la storia dell'arte. Sicuramente una persona introversa, timida se si vuole, ma che con poche persone, anzi praticamente solo con l'amica del cuore Daria, riesce ad aprirsi. Tutto regolare però: in fondo quante persone conosciamo più o meno, anzi magari siamo pure noi così. Poi un giorno, anzi una mattina fredda a scuola, il primo giorno di scuola dopo le vacanze di Natale, incrocia, per caso, lo sguardo di Samuele, il Samu.

giovedì 9 luglio 2020

Ritorno a Camino Island: "L'ultima storia" di John Grisham

L’ultima storia
di John Grisham
Mondadori, 2020

Titolo originale: Camino Winds 
Traduzione di Luca Fusari e Sara Prencipe

pp. 261  
€ 22,00 (cartaceo)
€ 12.99 (ebook)


Per chi, come la sottoscritta, sia stata cresciuta a pane e John Grisham, prima tramite i racconti del papà, poi grazie a una lettura autonoma, ogni nuovo titolo produce un sussulto d’entusiasmo. Con questo nuovo romanzo, lo scrittore ci riporta a Camino Island, già protagonista di un’opera precedente, di cui vengono riprese ambientazioni e personaggi. 
In L’ultima storia (Camino Winds nell’edizione originale), una minaccia incombe sull’isola, ameno luogo di ritiro per scrittori e figure eccentriche. L’uragano Leo, infatti, dopo aver zigzagato su terre e acque tradendo ogni rotta o previsione, ha pensato bene di abbattere proprio lì tutta la sua furia, producendo danni enormi al territorio e lasciando dietro di sé qualche caduto. Tra questi, però, c’è almeno un caso sospetto: lo scrittore Nelson Kerr, che come pochi altri si è rifiutato di abbandonare l’isola prima dell’arrivo della tempesta, viene trovato morto nel suo giardino, con diverse ferite alla testa.

"Fino a quando" Linus sarà Linus: un romanzo autobiografico senza patetismi

Fino a quando
di Linus
Mondadori, 2020

pp. 108
€ 17 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
Disponibile l'audiolibro su Audible, letto dall'autore


Ci sono momenti che non dovrebbero arrivare mai: quando il tuo cantante preferito si ritira dalle scene, il gruppo che hai seguito fin dall'adolescenza si scioglie o il deejay che ti ha fatto compagnia per tanti anni decide che quello sarà l'ultimo giorno in radio. Realtà? No, finzione, ma prima o poi potrebbe accadere che Linus, che è sempre stato uno dei miei deejay preferiti, si ritiri per lasciare la radio agli altri. Nel romanzo autobiografico che è uscito da poco per Mondadori, Fino a quando, l'autore immagina quando verrà quel giorno. Potremmo forse chiamarlo un romanzo fantastico? Solo in parte, perché in realtà questo è un percorso autobiografico che ci permette di intrecciare la figura di Linus, nota a tutti, con Pasquale di Molfetta. Se siete ascoltatori fedeli a "Deejay chiama Italia" come la sottoscritta, avrete notato che poco si sa della vita privata di Linus, sempre piuttosto riservato e attento a non condividere troppi dettagli della sua vita privata. 

mercoledì 8 luglio 2020

Trascendere l'assurdo: "Morti ma senza esagerare" di Fabio Bartolomei


Morti ma senza esagerare
di Fabio Bartolomei
edizioni e/o, 2020

pp. 104
€ 9,00 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)


Vera ha trentasei anni, ma non era pronta a perdere i suoi genitori. Pur essendo andata via da casa molto giovane, infatti, era ben lontana dall’essere diventata indipendente e adesso si aggira come un fantasma nella casa in cui è cresciuta, vuota lei – come la casa stessa – dei rituali rassicuranti, dei rumori consueti, della presenza consolatoria delle persone amate. Dentro le mura domestiche non regge più la maschera di sicurezza che ha indossato davanti alle manifestazioni di interesse, per lo più superficiali, se non del tutto ipocrite, ricevute dai conoscenti nei giorni precedenti:
“Vera, come stai?”.
Prova a indovinare, idiota.
“Meglio, grazie”.
“Immagino cosa stai passando”.
Ha la mia età, non ha perso neanche un nonno e c’ha un labrador che quest’anno ne fa sedici, però lo immagina. Se non è talento questo. (p. 13)
Finalmente sola, la donna si prepara all’arrivo della “mazzata” troppo a lungo dilazionata e, quando la sente venire, col suo carico di rimpianti e rimorsi, si abbandona al dolore e a più riprese invoca i genitori perché tornino da lei. Quello che non può immaginare, è che loro effettivamente lo facciano. L’appello della figlia agisce nel testo come un richiamo irresistibile per una madre e un padre amorevoli, che hanno dedicato a lei la loro vita e, di fronte al suo grido di dolore, semplicemente si presentano perché lei ne ha bisogno.

Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea: il dramma della Palestina nel romanzo di Suad Amiry

Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea
di Suad Amiry

Mondadori, giugno 2020
Traduzione di Sonia Folin

pp. 240
€ 18,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)



Subhi non capiva. Com’era possibile che tutto il suo mondo si fosse frantumato in poche ore? Davanti agli occhi gli scorrevano le immagini delle tre giornate che avrebbero segnato per sempre il suo destino e quello della città. La raffica di ventimila proiettili. La tattica dei vagoni del treno. Il bombardamento della British Air Force. Giaffa si era svuotata. Quasi tutti se n’erano andati. Eppure, una silenziosa presenza aleggiava sulla città come una forza spettrale. (p. 133)

Il nuovo romanzo di Suad Amiry si apre con una commovente dedica a tutti coloro che sono morti nella diaspora (“fi il shatat”) mentre aspettavano di tornare a casa.
Poche parole che esprimono il valore di una sfida che la letteratura accoglie, ancora una volta, nel rendere omaggio ai protagonisti delle grandi tragedie storiche: a chi ha lasciato la propria casa perdendo tutto, persino se stesso.
La scrittrice e architetto palestinese ha già diffusamente raccontato le vicende del suo popolo in una serie di romanzi premiati dalla critica come Sharon e mia suocera, Se questa è vita e Murad murad.
Con il nuovo Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea raccoglie il testimone in questo ideale filo della memoria raccontando le storie vere di Shams e Subhi che, rispettivamente a ottantaquattro e ottantasei anni, le hanno aperto i loro cuori confidandole i dettagli del loro struggente amore e delle loro tragiche vicissitudini.
Un uomo e una donna che hanno avuto la capacità di restare umani nonostante l’immenso dolore che hanno sopportato e che per questo si stagliano, indimenticabili, a emblema della storia di un intero popolo.

martedì 7 luglio 2020

Ricomincio daccapo, ricomincio da una... pescheria! Tito Faraci alle prese con uno scrittore di fumetti in crisi

Spigole
di Tito Faraci
Feltrinelli, 25 giugno 2020

pp. 208
€ 16,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


“Sei un inventore di nomi?”
“No, invento storie”.
“Sei un bugiardo?”
Ettore stava per dire una cosa, però ne disse un'altra: “Sì, sono un bugiardo”. (p. 82)
Chi è per voi uno scrittore di fumetti di successo? Un lavoratore soddisfatto? Non necessariamente: nel suo nuovo romanzo, Spigole, Tito Faraci crea un protagonista che, come lui, è un famoso scrittore di fumetti: Ettore Lisio. L'uomo è continuamente in dubbio sulla possibilità di fare qualcosa di buono, nonostante abbia avuto grande successo, anni prima, con "Doc Diablo" (un fumetto di cui oggi si vergogna) e il suo "Ranger", che fa ancora buoni numeri. Adesso però è difficile pensare a che cosa far fare al suo Ranger: dopo aver sperimentato qualsiasi forma di agguato, scazzottata, prigionia e liberazione, pare impossibile scovare qualcosa di nuovo. Molto spesso non gli resta che chiamare il suo amico Roberto e chiedergli consiglio; poi, poco conta che sia proprio Ettore a scovare la soluzione. Insomma, Ettore è un uomo che sente di non essere più a suo agio lì, teme di non essere all'altezza (soffre forse di sindrome dell'impostore?) e spesso abbandona l'ufficio per una birretta nella sua Milano. Una birra o un bicchiere di vino che si infila come aperitivo e poi si moltiplica sotto il suo naso. Quante volte sua figlia adolescente Patrizia si ritrova davanti un padre che rientra tardi, dopo aver alzato il gomito con i suoi amici? 

"La Macchina si ferma e altri racconti": un E. M. Forster fantastico che parla al suo presente e al nostro futuro


La Macchina si ferma e altri racconti  

La Macchina si ferma e altri racconti
di Edward Morgan Forster
Mondadori, giugno 2020

Traduzione e curatela di Massimo Scorsone

pp. 216
€ 13,00 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)



Quando si tratta di autori forti del canone letterario, quelli di cui almeno un romanzo si trova sempre nei manuali delle scuole superiori, ritrovarsi tra le mani una raccolta di racconti è un’esperienza quantomai sfidante. Richiede uno sforzo attivo nell’abbandonare i propri preconcetti, richiede un impegno nel trarre convintamente piacere dalla lettura. Solo così il racconto può aprirsi a noi come un luogo di immaginazione facilitato, dove l’architettura formale non pesa come nella struttura del romanzo, e i personaggi nascono e muoiono con leggiadria nello spazio di poche pagine. Un vero e proprio sfrenamento, un’apertura a una fantasia che solo nella forma del racconto si può mostrare nella sua forma più concentrata, più ludica.

Il fascino di questi sette racconti, forse, sta proprio nel loro vivere il fantastico in forme estremamente autoconsapevoli. Virginia Woolf ne parlò dicendo che “la propensione alla stravaganza si affranca dalla greve soma che suole opprimerla nei romanzi”, ma anche che “ci si accorge subito del suo [di Forster] imbarazzo di scolaretto che ha scantonato nel paese delle fate”. Leggendoli, ci si sente un po’ come invitati nella bellissima casa di un ospite non pienamente a suo agio. Eppure poter osservare i processi fantastici di uno scrittore del calibro di Forster da dentro, in modo così consapevole per lui, è un assoluto privilegio, oltre che una lettura deliziosa. Riusciamo così fin da subito a operare una macrodistinzione impressionistica tra i processi di strutturazione dei racconti. Ci sono i racconti in cui il fantastico è concepito come l’elemento di rottura che fa entrare aria nella più triviale normalità borghese, dalle preoccupazioni opprimenti, come in Addio a Colono, La storia di un panico, Omnibus per il cielo e Altro Regno; e poi ci sono i racconti che prendono quella normalità, la riducono all’ossatura psicologica e sociale, e poi la capovolgono con violenza, creando visioni allegoriche come in Di là dalla siepe, o potenti distopie come nel racconto La Macchina si ferma, che dà il titolo alla raccolta, e che meriterà un’attenzione particolare.

lunedì 6 luglio 2020

Tornare indietro per andare avanti: "La circonferenza dell'alba" di Federica Brunini

La circonferenza dell’alba
di Federica Brunini
Feltrinelli, 2020

pp. 200 
€ 15,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Sono passati esattamente vent’anni, tre mesi, dieci giorni, undici ore e trentacinque minuti da quando il maresciallo si è presentato alla porta di Villa Carla e la vita di Giorgia è cambiata radicalmente. Il punto-mostro, gli abissi oscuri del Lario, hanno inghiottito la persona per lei più importante. Poco tempo dopo, un segreto irrivelabile l’ha spinta a rinunciare per sempre alla seconda. Da quel momento l’esistenza della protagonista si è fatta fuga, totale dedizione all'alterità per non guardare alle proprie fratture interiori, per riuscire a tenersi insieme. Impegnata in una ONG come fundraiser, si divide tra Toronto e Bangladesh, Cambogia, Vietnam, Thailandia, scheggia in continuo movimento nel tentativo di salvare più vite possibili per non pensare alla propria. 
Quando una contingenza – la vendita della villa di famiglia – la costringe a tornare nei luoghi in cui è cresciuta, tutti i nodi irrisolti del suo passato le si ripresentano davanti: la madre e la sorella, che sono rimaste e appaiono più legate che mai, lontane anni luce da lei (o almeno così le pare); Alex, amato un tempo e abbandonato, che adesso serba rancore e non le vuole parlare; la memoria del padre, che riecheggia continuamente intorno e dentro di lei con le sue frasi e con i suoi rituali tramandati. 

I mille volti nascosti dell'amore: l'ultimo romanzo di Alcide Pierantozzi

L’inconveniente di essere amati
di Alcide Pierantozzi
Bompiani, 2020

pp. 256
€ 16,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Ma le cose non vanno mai diversamente, Paride Negri con la g, altrimenti ci andrebbero. Ti passano i cinque minuti e spari alla chitarra del ragazzo che ami mettendo fine alla relazione più importante della tua vita. Dici la frase sbagliata nel momento sbagliato e distruggi per sempre un legame. Non vedi il semaforo rosso e bye bye, arrivederci a tutti. (p. 80)
L’inconveniente di essere amati potrebbe essere un romanzo sul ritorno alle origini oppure sulla scoperta di se stessi; potrebbe essere un romanzo che parla della difficoltà di fidarsi del prossimo, o anche della difficoltà di ricominciare, di aprirsi a un nuovo amore; o ancora, potrebbe riguardare il mettere in discussione la propria identità. Ciò che di sicuro si può dire sul libro di Alcide Pierantozzi è che abbiamo tra le mani un romanzo di formazione ambientato in provincia. Quella provincia che, spesso inascoltata, sa essere forte protagonista della narrativa contemporanea.
Fatico, in tutta sincerità, a concentrarmi sulla trama: al percorso principale, che vede protagonista il trentatreenne Paride Negri in fuga da Milano e da una relazione ormai divenuta tossica, si affiancano le sotto-trame di Sonia – zia di Paride – e della sua famiglia al collasso. Troviamo poi la piccola – insignificante – vicenda di Margherita, una ragazzina sulla sedia a rotelle che non si capisce bene quale ruolo debba avere all’interno del romanzo. Troviamo, ancora, Manolo che, da bandella, «sembra incarnare un cliché», quello del barista rozzo e fissato con la palestra e le Harley Davidson, e invece incarna il cliché opposto: quello del duro fuori ma tenero dentro. La narrazione scivola via con l’incrociarsi di questi personaggi, attraverso un crescendo di tensione lento che, anziché esplodere come ci si aspetterebbe, si affloscia sul più bello. Il finale arriva all’improvviso e, voltata la pagina, è già dimenticato. Della piccola coda non saprei proprio che farmene. Con quale intenzione nasce, dunque, questo testo? Di cosa mi vuol parlare Alcide Pierantozzi?

domenica 5 luglio 2020

"La lettrice testarda" di Amy Witting: rappresentare donne lontane dagli stereotipi

La lettrice testarda
di Amy Witting
Garzanti, maggio 2020

Traduzione di Katia Bagnoli

pp. 176
€ 16 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook) 


Questa lettura nasce da un fraintendimento: quando mi è stato presentato La lettrice testarda di Amy Witting, da poco in libreria per Garzanti, ad avvicinarmi era stata la riscoperta di un’autrice molto celebre in patria – è considerata tra le più influenti scrittrici australiane – ma praticamente sconosciuta nel resto del mondo, insieme alla curiosità verso una trama che si intuiva potesse inserirsi nel filone di “libri che parlano di libri”, sul potere salvifico delle parole e della letteratura. Un tema particolarmente caro ai lettori, che può fungere anche da pretesto per scoprire nuovi titoli e autori o rivedere da punti di vista inediti un libro già conosciuto. Ecco, si diceva, il fraintendimento: il romanzo di Amy Witting è di certo collocabile in questa categoria, nel senso che non mancano i riferimenti a testi e autori ad accompagnare la storia della protagonista e il ruolo della lettura è senza dubbio centrale nella formazione del personaggio, ma La lettrice testarda è qualcosa di diverso, per certi versi di più di quanto ci si aspettasse.
Un romanzo non privo di difetti e debolezze, tra cui, soprattutto, il repentino cambio di tono del capitolo finale, davvero molto bello ma che risulta troppo slegato dal resto del romanzo, nonostante la conclusione della storia sia ben costruita; la stessa Isobel, protagonista della storia, o il circolo di studenti-intellettuali in cui si imbatte, a tratti cadono in una certa pedanteria, con qualche digressione superflua della trama che rischia di sviare dal centro della narrazione e dalle interessanti tematiche su cui si fonda la storia. Resta comunque una lettura ricca di spunti, ma soprattutto sorprende per la modernità della scrittura e delle tematiche trattate con audacia.

#CritiCOMICS - Con l'augurio di un'eccellenza finalmente senza "non" e senza "ma": ventuno storie di donne di successo al di là del "bene effimero della bellezza"

Non è bella ma…
illustrazioni di Marianna Balducci
testi di Roberta Balestrucci Fancellu
Hop! Edizioni, 2020

pp. 128
€ 15,00 (cartaceo)



Tutti i discorsi che iniziano con la negazione di qualcosa e proseguono con un’avversativa intesa a temperare quanto appena espresso hanno l’intrinseca capacità di innervosire chi scrive questo commento: se non di bluff si tratta, almeno nella metà dei casi c’è comunque un po’ di malcelata malafede frammista a ipocrisia. “Non sono razzista ma…”, “Non ho nulla contro gli omosessuali, i bisessuali, i transessuali, ma…”. E così via, e così via, e così via. Sarà forse per questo “precedente” che nell’apprendere dell’uscita del nuovo volumetto della collana Speriamo che sia femmina della casa editrice Hop!, dedicata nello specifico alle piccole lettrici, la reazione è stata ambivalente: da una parte l’entusiasmo e la curiosità per la nuova tappa di un progetto che al suo terzo appuntamento coinvolge ancora Roberta Balestrucci Fancellu ai testi e la affianca alla bravissima Marianna Balducci per le illustrazioni; dall’altra, come per effetto di un fastidioso e forse fin troppo polemico tarlo, l’insofferenza intermittente per un titolo che rischia di trasformarsi, insieme con il libro, in un autogol. Sia detto subito a scanso di equivoci: Non è bella, ma…, ideato e realizzato per presentare a un pubblico di giovanissime ventuno storie di donne che hanno avuto successo a dispetto della non corrispondenza al canone estetico imperante nella loro cultura, è con ogni evidenza animato da ottime intenzioni. E tuttavia la questione della conformità/non conformità esteriore, per giunta declinata al femminile, è un tema talmente complesso e palmare che la sua scivolosità sembra davvero non risparmiare nessuna superficie e nessun tentativo di presa.

sabato 4 luglio 2020

«Ha senso usare una prima persona singolare in questi mesi, in questi giorni?»: il quaderno del lockdown di Chiara Gamberale

Come il mare in un bicchiere
di Chiara Gamberale
Feltrinelli, giugno 2020

pp. 128
€ 13,00 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook)


Ma quindi dov'è, il confine fra la persona che siamo e la posizione che riusciamo a trovare per stare in questo mondo? E a che cosa ci riferiamo, quando diciamo: io? A quello che prescinde dal Là Fuori o a quello che lo prevede? Solo domande, nessuna risposta. Come succede se in questi giorni accendi la televisione, leggi un giornale, vai su internet: solo domande, nessuna risposta. (p. 68) 
In questo periodo stanno uscendo quaderni, diari, taccuini con riflessioni sul tempo della quarantena (proprio ieri, ad esempio, Sabrina Miglio ha scritto la recensione sul libro di Paolo Rumiz, Il veliero sul tetto), e nella congerie di proposte che ci sono arrivate in redazione, quasi per caso ci siamo ritrovati a scegliere ben poche di queste opere. Perché? Forse perché si corre il rischio di trasformare in un esercizio di angoscia un'esperienza personale, o forse perché in questa situazione straordinaria (ovviamente in senso etimologico, cioè fuori dall'ordinario) non sappiamo padroneggiare col giusto vaglio critico gli strumenti narrativi, o forse perché l'esperienza di uno è diventata l'esperienza di tutti. Dunque, ha senso scriverne? Il dubbio sulla pubblicabilità o meno del suo quaderno viene anche a Chiara Gamberale, che dichiara: 
Per la prima volta in ventidue anni che faccio questo lavoro, ancora non ho idea se vorrò condividere queste pagine, e pubblicarle, o tenerle per me. Perché: ha senso? Mi domando. Ha senso usare una prima persona singolare in questi mesi, in questi giorni? (p. 107)

Il Ventennio fa 50... ritratti: il Fascismo raccontato attraverso le biografie (illustrate) di uomini e donne che ne tracciarono la parabola

L’Italia di Mussolini in 50 ritratti. 1919-1945
di Paolo Mieli e Francesco Cundari
illustrazioni di Ivan Canu
Centauria, 2020

pp. 176
€ 19,00 (cartaceo)


La recensione della Storia del comunismo in 50 ritratti di Paolo Mieli e Ivan Canu pubblicata su questo sito a ridosso dell’uscita del volume nella primavera del 2018 si chiudeva con l’intuizione e, nel contempo, l’auspicio di un bis: così efficace si era rivelata la collaborazione tra la firma del giornalismo e della saggistica e quella dell’illustratore, scrittore e autore, e così numerose sembravano le personalità di rossa ideologia di cui rendere ancora conto con parole e immagini, che un secondo volume si prospettava quale tappa obbligatoria di un viaggio nella memoria, nella politica e nella cultura internazionale. Ventiquattro mesi dopo, dunque, Mieli e Canu sono, sì, tornati, epperò con un nuovo compagno di biografie – Francesco Cundari, giornalista e autore – e una proposta incamminata su una direzione di tutt’altro colore e molto ben tracciata nella nostra penisola, come ben si evince dal titolo della nuova pubblicazione Centauria: L’Italia di Mussolini in 50 ritratti. 1919-1945.

venerdì 3 luglio 2020

Un piccolo grande romanzo: "Tornare a casa" di Dörte Hansen

Tornare a casa
di Dörte Hansen
Fazi Editore, 2020

Traduzione di T. Ciuffoletti

pp. 440
€ 18,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Che il concetto, inteso sia a livello filosofico che storico e sociale, di Heimat, ovvero di "piccola patria" per il mondo germanofo e in particolare tedesco sia un concetto chiave è cosa abbastanza scontata, tuttavia lo è molto meno attualizzare questo termine contraddistinto da una tradizione molto ampia, per il nostro tempo contemporaneo. Dörte Hansen con Tornare a casa, pubblicato da Fazi Editore, riesce in questa difficile impresa, grazie a una formula semplice ma perfetta nella sua realizzazione: ovvero innova il linguaggio, il modo di raccontare, non i temi. Ma andiamo a spiegare perché siamo davanti magari non a un libro perfetto ma, di sicuro, a un libro importante.

Uno sguardo sul mondo ai tempi del lockdown. Gli appunti dalla clausura di Paolo Rumiz

Il veliero sul tetto
di Paolo Rumiz
Feltrinelli, 2020


pp. 125
€ 13,00 (cartaceo)
€ 6,99 (e-book)



Marzo-aprile 2020. L'Italia è in lockdown, tutti chiusi in casa per cercare di sconfiggere l'epidemia da Coronavirus. Tutti hanno svuotato le agende, che giacciono dimenticate in un angolo, e hanno riempito le dispense per la prima volta dopo anni (o forse proprio per la prima volta) di alimenti primari, il lievito madre, la farina. In tempo di pandemia globale, la più gran parte di noi ha ri-scoperto le gioie del veder nascere qualcosa dalle proprie mani. Paolo Rumiz non è da meno. Anche il grande viaggiatore, giornalista e scrittore, si chiude nel suo appartamento a Trieste e riempie il tempo con la cucina, la ginnastica e il riordino delle scartoffie. Ma Rumiz non è una persona qualunque, ha un tale bagaglio di viaggi, esperienze, incontri e ricordi che i pensieri e le riflessioni che accompagnano la sua clausura non possono essere uguali a quelli di tutti gli altri. Oltre alla dispensa, lo scrittore riempie infatti anche taccuini e bloc notes di appunti che, pur partendo dalla quotidianità, si aprono a un respiro europeo e mondiale. In una Trieste solcata dai venti di bora, bagnata da un mare scintillante, resa spettrale dal silenzio innaturale del lockdown, Rumiz, la cui anima vagabonda difficilmente si ferma, trova il modo di viaggiare pur rimanendo a casa. Anzi, sopra casa. Attraverso una botola pressoché inutilizzata, lo scrittore si avventura, all'alba delle mattine fresche di primavera, sul tetto che gli pare un veliero proteso verso il mare, verso uno dei tanti viaggi che gli sono indispensabili per capire come va il mondo e per vivere.

giovedì 2 luglio 2020

Che cosa sareste disposti a fare per il potere? Alessandra Selmi racconta Papa Giulio II

Le origini del potere. La saga di Giulio II, il papa guerriero
di Alessandra Selmi
Editrice Nord, giugno 2020

pp. 384
€ 16,99 (cartaceo)
€ 4,99 (ebook)


Quanto può essere intricato il cammino che porta al potere? E, soprattutto, quanto l'ambizione può cambiare il carattere di una persona? Ne abbiamo prove lampanti leggendo Le origini del potere, il libro che apre la saga di Giulio II, esordio narrativo di Alessandra Selmi. Nelle primissime pagine scopriamo uno spaesato e giovanissimo Giuliano della Rovere, giunto a Roma per assistere alla festa di incoronazione di suo zio, salito al soglio pontificio come Sisto IV. Giuliano è vestito umilmente nel suo abito da frate, è scalzo e non si trova a suo agio nel lusso e nell'ostentazione di tanti accanto a lui. Si chiede, anzi, quale posto occupi la fede nelle vite di chi è lì a festeggiare con simili ricchezze. E si capisce bene quanto Giuliano sia fuori dal mondo, perché ci vuole molto poco tempo perché venga prima aggredito, poi lasciato esangue per la strada. È una ragazza a salvarlo, un'avvenente figura che suscita in Giuliano una passione travolgente, che va ben oltre i limiti imposti dai suoi voti: che sia il demonio tentatore? La domanda cade presto nel vuoto, o meglio viene annullata dall'abbraccio seducente della ragazza. Non si tratta di un incontro rubato, ma di un amore destinato a durare nel tempo: la donna, Lucrezia Normanni, è ricordata come la compagna di vita di Giuliano e con lui intratterrà un legame passionale da tenere nascosto il più possibile, per il bene di Della Rovere, ma anche per quello della ragazza, che sarebbe altrimenti esclusa dalla società. 

L'inizio di una saga. "Terra Alta", di Javier Cercas

Terra Alta
di Javier Cercas
Guanda, 2020

Traduzione di Bruno Arpaia

pp. 384
€ 19 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)



Alain Verjat scriveva che I miserabili, come gran parte del romanzo francese del XIX secolo, aveva un debito con il romanzo poliziesco. Nelle opere di Balzac, Nodier e Hugo, infatti, abbondano persecuzioni, suspense e personaggi oscuri o tutti d’un pezzo (si pensi al poliziotto Javert, per esempio). Allo stesso modo, Terra Alta di Javier Cercas, che è formalmente un romanzo poliziesco, deve moltissimo alla narrativa del XIX secolo, in particolare a quella francese e, soprattutto, a I miserabili

Non è questa un’ipotesi interpretativa o una forzata lettura comparativa. È lo stesso autore a far del suo protagonista, Melchor, un vorace lettore e un epigono di Jean Valjean, personaggio principale del capolavoro di Hugo. 

mercoledì 1 luglio 2020

#LectorInFabula - Il piacere della fantasia: in viaggio con Tiziano Scarpa e la sua nonna (o fata?) Renata

La penultima magia
di Tiziano Scarpa
Einaudi, 2020

pp. 208
€ 16,00 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook) 


Sono certa che tanti hanno conosciuto Tiziano Scarpa per il suo bellissimo Stabat mater (che abbiamo recensito qui), complice il Premio Strega. Bene, cancellate le idee che vi eravate fatti se avete tra le vostre mani La penultima magia: siamo in un'ambientazione totalmente diversa, non c'è più il romanzo storico, ma ci immergiamo invece in un romanzo fantastico che ci propone l'inventiva mai paga della fiaba come anche la dolcezza del romanzo familiare, nonché la formazione alla salvaguardia dell'ambiente. 
Tutto questo in un libretto di poco più di duecento pagine? Sì, e senza requie Tiziano Scarpa assesta un colpo di fantasia dopo l'altro: nelle primissime pagine scopriamo che la città di Solinga è decisamente animata, lì tutto parla, dai lampioni in strada alle stoviglie della casa dove vive la fata Renata, lasciata sola. Il motivo, almeno all'inizio del romanzo, ci sfugge, ma ci lasciamo trasportare dalla conoscenza dei tanti personaggi che compaiono a destra a e a manca, su tutti il gatto Misfatto, che smette di essere di peluche e comunica con fata Renata. Poi, d'improvviso, il mondo di Solinga a cui ci stavamo abituando, subisce una battuta d'arresto: nonna Renata - lasciate perdere la fata - si sta svegliando nel letto d'ospedale dove ha trascorso gli ultimi tempi. Ora dovrà imparare nuovamente un sacco di cose, da come far bollire l'acqua a come... curare la sua nipotina! Infatti la piccola Agata va a vivere con la nonna, perché è rimasta orfana: poco conta che l'anziana Renata sia un po' strana e continui a ricordare di essere stata una fata... La guarigione avverrà, ma è un percorso lento e pieno di ostacoli, anche perché la donna deve dimostrare continuamente di essere all'altezza della situazione per curare la nipotina.

#LibriSottoLOmbrellone - Quali libri portare in ferie? I consigli di luglio

Foto di ©Debora Lambruschini

Buon 1° luglio, lettori! 
Come ogni primo giorno del mese, arrivano i nostri consigli di lettura, che nel periodo estivo trasformano la rubrica del "Rileggiamo con voi" nel "Libri sotto l'ombrellone": pensiamo a quali libri mettere in valigia o leggere mentre restiamo in città e abbiamo bisogno di un po' di evasione. 
Come sempre, oltre alle motivazioni e ai lettori adatti a un determinato libro, trovate sempre il link al nostro articolo e il link per l'acquisto veloce del testo. 

Buone letture! 
La Redazione


Carolina consiglia: 
"Il taccuino delle cose non dette" di Clare Pooley (Mondadori)
Perché un romanzo ironico e divertente riesce ad affrontare con intelligenza il tema delle maschere che tutti noi indossiamo, tangendo temi importanti come la depressione post-partum, le dipendenze e la solitudine, inserendoli però in un contesto di grande levità ed equilibrio narrativo. E perché la scrittura è gradevole, la storia trascinante, e il romanzo ti obbliga a pensare alle tue verità non dette, ma anche a riflettere su come spesso l’immagine che ognuno ha di se stesso non coincida con quella che hanno gli altri. 
A chi cerca una lettura leggera ma non banale, a chi ama le storie d’amore, a chi preferisce rilassarsi in estate e cerca il libro perfetto da portare in piscina o sotto l’ombrellone. A chi ha una vita che gli va stretta, a chi si sente oppresso dai giudizi altrui (o dai propri), a chi legge volentieri di vite rovesciate da incontri inaspettati.