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Più vicine di quanto si creda: "Latte", l'esordio di Marina Zucchelli

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Latte
di Marina Zucchelli
Rizzoli, gennaio 2026

pp. 320
€ 18 (cartaceo)
€ 10,99 (ebook)

Nel 1959 Olimpia e Ada stanno vivendo un'esperienza in comune: entrambe, alla fine della gravidanza, sono immerse in quel misto di aspettative e terrore, di fretta e attesa che precede il parto. A separarle, almeno in apparenza, tutto il resto: Ada ha già avuto altri figli, e il fatto che sia andato sempre tutto bene la tranquillizza; quello che la scuote, invece, è il fatto di non avere denaro a sufficienza per poter garantire alla sua famiglia più tranquillità. Se potesse, per prima cosa si assicurerebbe una casa lì in Ciociaria, ma lontana dai suoceri, senza la promiscuità di condividere spazi, di pestarsi continuamente i piedi, di dover fare l'amore col marito Orlando tappandosi la bocca a vicenda. Uno spazio dove non stare sempre tutti compressi a litigare.

Viceversa, Olimpia abita in una grande casa in un paesino nel bolognese, con il marito, Marcello, che lavora nello studio notarile di famiglia, e la governante che l'ha vista nascere e crescere, Carolina. Nonostante Olimpia possa permettersi il lusso (o la sconsideratezza, dipende dai punti di vista) di non sapere neanche fino a dove si estendono le terre di cui sono proprietari, la sua non può dirsi un'esistenza serena: nelle situazioni di stress le viene un tic, in più contesti Olimpia non si sente all'altezza. E, quando può, lascia che siano gli altri a prendere decisioni per lei.

Così, quando tutti le spiegano che è meglio che non allatti, che solo così tornerà presto alla vita di prima, lei annuisce. Ecco come la strada di Olimpia incrocia quella di Ada: la puerpera ciociara diventa la sua balia e si trasferisce a vivere lì, nella grande casa bolognese. 

Ognuna di loro, dopo il parto, ha una battaglia da combattere: Olimpia avverte un senso di inadeguatezza perpetuo; Ada la nostalgia di casa. Lei, che non sa leggere né scrivere, dovrà stare a lungo lontana dai suoi bambini e dal marito, senza avere notizie da loro o quasi. È chiamata a restare tranquilla, per non far andar via il latte: insomma, tutto, compresa la sua serenità, è finalizzato a rispettare i termini del contratto che assicureranno a lei e a Orlando il denaro per iniziare a pensare davvero a una casa tutta loro. 

Se ogni tanto Olimpia sorride davanti all'ingenuità di Ada, in tanti altri momenti quella che viene chiamata "signora" si accorgerà di avere tanto, tantissimo da imparare dalla balia. Dal suo canto, Ada proverà sempre grande rispetto ma anche un senso di protezione verso quella giovane donna disabituata a qualsiasi occupazione pratica, così fragile nel suo volersi mostrare all'altezza delle situazioni. Ma Olimpia sa anche come divertirsi, come ribadire la propria libertà, a cominciare dal fatto che è una tra le poche donne a guidare la macchina fino a Bologna, e non di rado porta con sé Ada e il piccolo. 

Terza figura, discretamente in ombra ma con un ruolo che si rivela nel corso del romanzo, Carolina è la domestica che fa quasi da nume tutelare a Olimpia: è protettiva nei suoi confronti, fatica a vederla madre, ma fa di tutto per supportarla. Di tanto in tanto si confida con Ada, complici le origini umili di entrambe, però mantiene un confine netto tra loro: qualcosa le impedisce di confessare il segreto che porta con sé da moltissimi anni. 

Lasciando la parola e il punto di vista ora a Olimpia ora ad Ada, Latte è un romanzo che indaga anzitutto il tema della maternità, quindi il baliatico ancora tanto diffuso in un'Italia in cui le differenze di classe sociale resistono. Marina Zucchelli nel suo romanzo d'esordio ha il chiaro obiettivo di dare voce a chi spesso voce non l'ha avuta: da un lato, una signora che non dovrebbe lamentarsi di niente, se non delle frivolezze che competono alla sua classe sociale; dall'altro, una balia che dovrebbe essere uno strumento per il figlio dei padroni. La grande umanità di tutti i personaggi femminili non viene però a contrastare con i consorti, a differenza di quanto accade spesso nei romanzi familiari recenti: tanto Marcello e Orlando quanto altri personaggi minori che incontreremo strada facendo sono figure positive, che supportano e tengono alla famiglia. 

Con un montaggio che tiene viva la suspense, senza mai però rinunciare a un'affabulazione calma, cadenzata come certe canzoni che si cantano all'orecchio dei neonati, Latte è una buona prova d'esordio, che sarà senz'altro apprezzata da chi cerca romanzi che indagano l'interiorità di donne del passato, che portano con sé la sfida del quotidiano, ovvero quella di essere all'altezza della situazione davanti a una società che chiede e pretende. Il tutto, senza rinunciare a essere sé stesse. 

GMGhioni