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"La collana" di Matt Witten mette a nudo le tare della giustizia americana mostrando come la verità possa essere agghiacciante

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La collana



La collana
di Matt Witten
Fazi, marzo 2024

Traduzione di Giuseppe Marano

pp. 324
€ 18,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

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Il sogno americano diventa incubo per Susan Lentigo, che vive nello Stato di New York, in quel limbo tra periferia e oasi di insoddisfazione, condito da caffetterie e agenzie immobiliari, che si contendono la vita e i destini di tanti, persi nelle pieghe di un America troppo cruda e disincantata.


Susan ha una famiglia felice, un marito che ama dai tempi del college, una madre imperfetta e una figlia tanto desiderata, la piccola Amy, che riempie di luce la vita di tutta la famiglia, dall’alto dei suoi colorati sette anni. Ma questa è solo una parte della storia; quella del passato di Susan.


Nel presente, che si alterna ai giorni passati e felici, c’è una vita ben diversa, quella che fa i conti con il rapimento e l’uccisione di Amy e il totale annientamento della vita di Susan e della sua famiglia. Così, in un alternarsi di vicende e di capitoli, che ci raccontano il passato e il presente, Matt Witten scrive del peggiore degli incubi per una madre, la perdita della figlia, la sua uccisione, il ritrovamento e la condanna del “mostro”, capace di violentare e uccidere una bambina.


Il personaggio di Susan è forte e combattivo, la forza che le permette di andare avanti la trova nella ricerca di giustizia e di verità. Ha raccolto, grazie alla sua comunità e ad una colletta, i soldi per assistere alla condanna a morte dell’assassino di Amy, ma mentre è in viaggio ripensa anche a quello che aveva prima e al suo ex marito, che ha voltato pagina e si è rifatto una vita. La decisione di condividere con lui quel momento, la porta a cercarlo ed è lì, nel luogo della nuova vita di Danny, che alcuni particolari non le tornano.

Amy è stata uccisa dal Mostro. Aveva confessato. La giuria l'aveva dichiarato colpevole. La questione era stata chiusa vent'anni prima. Però... (p. 154)

Il più atroce degli incubi si insinua nella sua testa e non le lascia scampo, perché giustizia non è vendetta e forse a morire per un crimine così atroce , non è la persona giusta. Soprattutto, il sospetto che prende forma nella mente della protagonista, che non le lascia scampo, mette a nudo uno dei drammi della giustizia americana


In quegli stati dove vige la pena di morte è infatti più semplice, e le cronache ce lo raccontano spesso, che al banco degli imputati si trovino capri espiatori perfetti, persone innocenti, che si trovano dentro le maglie di una giustizia imperfetta, che con le sue falle trasforma lo Stato in carnefice. Per Susan diventa una corsa contro il tempo, per dimostrare, a partire da flebili dubbi, che quel mostro è in realtà un uomo in attesa di una condanna atroce, per un crimine che forse non ha commesso.


La collana è un thriller psicologico che ci porta a riflettere sulla giustizia, sulla società americana ma, in maniera più intima, sulle apparenze, sulle vite perfette, sulla famiglia e ciò che scegliamo di non vedere, di non capire. Mirabilmente condotto nella tensione psicologica della protagonista e con tanti colpi di scena, che ruotano attorno alla collana della piccola vittima, che diventa una sorta di totem, una metafora della circolarità e della ciclicità delle nostre azioni, che sono destinate a ripetersi, fino a quando non decidiamo di porvi fine e di vedere le cose per quelle che sono. In fondo ogni sogno può trasformarsi in un incubo e bisogna a vere il coraggio di svegliarsi.


Samantha Viva