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Cronache di una ragazza escort: la storia di Raphaelle, in arte Sibylline, nell'esordio in graphic novel di Sixtine Dano

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Sibylline
di Sixtine Dano
Bao Publishing, marzo 2026

Traduzione di Francesco Savino

pp. 264
€ 24 (cartaceo)
€ 12,99 (ebook)

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Difficilmente vi farà sentire a vostro agio. Poche cose che riguardano la sfera intima lo fanno. Guardare cosi da vicino, come uno specchio che ingrandisce il riflesso sotto una luce abbacinante, mette a disagio. Ma ha anche il potere di farci pensare: "Qui dentro c'è un pezzetto di me. I miei tumulti interiori sono in queste pagine in bianco e nero, tra queste tavole inchiostrate. È un bel pensiero. Tra questi balloon che parlano di altre vite c'è anche la mia. Piange come piango io, ha gli stessi dubbi che ho io, è schiava del proprio corpo come lo sono io." Mi ricordo quando è cominciata questa schiavitù. Fa male. Non so cosa sia meglio. Se riconoscersi o meno. Gli specchi sulle nostre insicurezze non sempre aiutano. Perciò, forse, l'augurio migliore che si possa fare è di lasciarsi guidare dalla storia. Da questa ragazza. E come lei, che ha avuto un lieto fine per la propria storia, intravedere il cammino che ci aspetta per poter arrivare al nostro. E di sentire meno il peso della solitudine. Si, forse è tutto qui. (dalla prefazione di Solann, autrice, compositrice, interprete)

Aspettavo questa graphic novel da tempo, da quando era stata annunciata la traduzione dal francese (originale edito da Glénat e pubblicato nel 2025) e finalmente Bao Publishing la porta in Italia. 
Sixtine Dano è al suo esordio con questo volume e ne firma sia la storia che i disegni: il sottotitolo, nel volume in lingua madre, recita "Chroniques d'une escort girl" e ci fa intuire subito il fulcro della storia e il conflitto della sua protagonista, la giovanissima diciannovenne Raphaelle.

Una ragazza come tante altre, con una famiglia normale alle spalle, il sogno realizzato di studiare architettura a Parigi, pochi soldi, qualche lavoretto di ripiego come cameriera in un bar per arrotondare e un'amica del cuore, Leila, incontrata il primissimo giorno di lezioni.
Raphaelle è dolce, gentile; Leila un fuoco vivo. Entrambe vogliono essere indipendenti, farcela da sole, ma ben presto capiranno che in una città cara e competitiva come Parigi la sola forza di volontà non basta. Così, ecco che Raphaelle per una serie di coincidenze, conosce Jean su un'app per incontri: Jean, uomo più grande e architetto anch'egli, le propone di vedersi e per spingerla ad accettare il suo invito le offre del denaro. 
Raphaelle quasi indignata rifiuta e lo blocca, ma più tardi si ricorderà di lui.

La narrazione va avanti e indietro nel tempo: il volume si apre con un flashforward, una Raphaelle in un letto sconosciuto che si alza e va via e, rientrando in casa sua, mette da parte i soldi di quella notte. Quindi subito sappiamo che, prima o poi, lei accetterà l'invito di Jean. E di altri dopo lui.

Con un candore inusuale, racconterà di questo incontro a Leila: dapprima l'amica rifiuterà anche il solo pensiero, ma dopo - forse sotto pressione e in particolare difficoltà - cambierà idea, di fatto sostituendosi a Raphaelle sia nei desideri che nelle intenzioni.
Dopo l'appuntamento con Jean, e una breve ma intensa relazione con il coetaneo Julien, la nostra protagonista finirà in un giro promiscuo di circoli, locali, hotel, alberghi e club in cui giovani ragazze incontrano uomini più adulti. Per farla breve, Raphaelle diventa una escort.
Tuttavia non ne ha l'anima: lo fa con spontaneità, quasi con ingenuità, come se quegli uomini non fossero degli sconosciuti. Nelle tavole 132-138 l'autrice, con un'espediente intelligente e indovinato, fa di Raphaelle una sorta di psicologa che analizza i suoi pazienti/clienti: l'uomo che dice che non farebbe mai certe cose con la propria moglie, quello che non ha mai fatto sesso, quello che afferma sia la prima volta, o che dice di essere diverso dagli altri. Lei li ascolta tutti, li consola persino, li consiglia, dimenticandosi di se stessa, di essere lei quella che ha deciso di vendersi.

Eppure, ripeto, il fumetto non la mette su questi termini: il tema della prostituzione è trattato con una tale delicatezza, con un candore quasi infantile, che la storia di Raphaelle smette di essere quella di una semplice escort e diventa la storia di ogni ragazza che si è trovata in difficoltà nella vita: difficoltà economiche, sentimentali, mentali, fisiche. Il suo sguardo, la sua dolcezza, ci fanno empatizzare immediatamente con il personaggio, e anche con quello di Leila che, benché più forte e decisa, ha le stesse fragilità. 


Inoltre il volume tratta un tema solo apparentemente lontano da noi: moltissimi sono i casi di ragazze che, per sostenere gli studi, si costringono a prostituirsi o a intrattenere uomini più grandi e facoltosi. Eppure Dano mette da parte il biasimo, il giudizio: semplicemente racconta.

La storia di Raphaelle, per quanto straordinaria, espone scene e problemi quotidiani di tutti e tutte: il rapporto d'amore che non decolla, l'amicizia simbiotica, i sacrifici, la precarietà, il lungo e accidentato percorso di studi, i genitori che non sanno quello che diventiamo quando ci separiamo da loro, la voglia di farcela da sola. La storia di ogni ragazza, insomma. 
Il fatto che scelga di provare l'esperienza di fare sesso a pagamento (così prenderà il nome d'arte di Sibylline) non la declassa, anzi, tutto l'opposto: tant'è che quando Leila, a differenza sua - tutto sommato smette poco dopo - continuerà a restare nel giro, non la giudicherà. La aiuterà quando l'amica le chiederà una mano.

Molto belle anche le sezioni che ci raccontano il passato di Raphaelle bambina - le prime delusioni, il primo sesso, il rapporto coi genitori - e quelle della breve parentesi in Spagna.
I disegni sono stupendi: tutto in bianco e nero, carboncino e inchiostro, tratti delicati, rotondi, dolcissimi. Una graphic novel per cui è valsa la pena aspettare.

Deborah D'Addetta