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Dove sta andando il romanzo italiano? Uno sguardo dall'osservatorio privilegiato dello Strega con Gianluigi Simonetti

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Caccia allo Strega. Anatomia di un premio letterario
di Gianluigi Simonetti
nottetempo, 2023

pp. 184
€ 17 (cartaceo)
€ 11,49 (ebook)


Scopo di questo libro è quindi ricostruire la direzione culturale e formale seguita da una parte della narrativa italiana contemporanea deducendola dall'osservatorio privilegiato e specifico del Premio Strega degli ultimi vent'anni. (p. 45)

Vi siete mai chiesti come funzioni un premio letterario nazionale molto ambito? Attivo dal 1947, lo Strega non ha mai smesso di far parlare di sé, ma negli ultimi anni il suo prestigio mediatico è cresciuto, si sono registrati grandi cambiamenti, sia a livello di giuria (allargata rispetto a prima) sia in merito alla chiacchiera fortemente influente sui social. In questi anni di forti cambiamenti, che cosa accade alle opere? È possibile, partendo dalle opere dei finalisti o dei vincitori del premio negli ultimi anni, ravvisare dei cambiamenti nel romanzo italiano? 

Muove dal desiderio di rispondere a questa domanda Caccia allo Strega. Anatomia di un premio letterario, nuovo saggio di Gianluigi Simonetti, professore di Letteratura italiana contemporanea, Letterature comparate e Storia della critica all'Università di Losanna, che conosco da anni per i suoi brillanti contributi sul «Sole 24 ore» e sulla «Stampa». 

Apparentemente il libro sembrerebbe aprirsi con una storia e una descrizione del premio. In realtà, quel che fa Simonetti già nel primo capitolo è andare oltre le apparenze, smontare la "facciata" del premio Strega e osservare, senza veli, cosa c'è al di là e quali dinamiche lo reggono. Il tutto, ben corredato da una bibliografia (spesso ragionata) a fondo pagina, che è di spunto per approfondimenti successivi, ma anche emblema della serietà d'intenti a cui il saggio aspira. Dunque, non siamo davanti a una pubblicazione "d'occasione", che sfrutti l'aura mediatica del premio Strega; al contrario, siamo davanti a uno dei contributi più seri e stimolanti che ho letto ultimamente sul romanzo contemporaneo italiano, che si regge su studi recenti di grandi letterati, critici e accademici per portare avanti un'analisi sociologica di ciò che sta avvenendo alla nostra narrativa, con qualche utile incursione nella storia della nostra editoria.

Concetto fondamentale da tenere bene a mente prima di percorrere i successivi capitoli è il seguente: 

Di solito i premi non vanno agli scrittori in assoluto più bravi, ma - nell'ipotesi più favorevole - a coloro che meglio intercettano, per motivi diversi, una tendenza o una sensibilità del proprio tempo: il gusto della giuria, degli editori, del pubblico in quel momento storico. (p. 45)

Così si può andare alla seconda sezione del libro, dedicata a sei romanzi esemplari, che Simonetti analizza alla luce del loro risultato al premio Stega o, in un caso, al Campiello: come hanno fatto a imporsi? Quali aspetti del loro tempo hanno rappresentato? Non si tratta necessariamente di libri con un valore letterario, e questo Simonetti lo fa comprendere bene, svelando con una critica pungente e avvincente i limiti di alcuni di loro, ma sono opere che hanno in ogni caso il merito di "essere arrivate" e, per questo, di aver meritato la finale o la vittoria. I romanzi presi in esame sono Via Gemito di Domenico Starnone (2001); La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano (2008) fatto dialogare con Non ti muovere di Margaret Mazzantini; Resistere non serve a niente di Walter Siti (2012); M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati (2018); La ragazza con la Leica di Helena Janeczek, accostato al romanzo vincitore del Campiello dello stesso anno, Le assaggiatrici, di Rosella Postorino. 

Tutti questi romanzi vengono smontati nelle loro componenti formali, analizzati per quanto riguarda alcune scelte stilistiche (spesso frettolose e, dunque, poco accurate), ma anche scomposti in quegli elementi narrativi e tematici che li hanno resi famosi e apprezzati dal largo pubblico e, spesso, da una parte della critica. Quel che emerge dall'analisi di questi sei romanzi costituisce la terza sezione del libro, quella più trasversale, in cui si costruisce un identikit plastico ma per alcuni versi riconoscibilissimo del romanzo contemporaneo, «come se una sensibilità generale, una serie di opzioni e in qualche caso un repertorio specifico di costanti formali, strutturali e tematiche si fossero addensati attorno a quello che oggi intendiamo con "romanzo da Strega"» (p. 125). 

Non voglio, a questo punto, sintetizzare ciò che individua Simonetti, perché questa sezione deve essere letta nella sua interezza e - consiglio - con una matita alla mano: se leggete spesso la narrativa italiana contemporanea, non potrete fare a meno di sottolineare più volte passaggi del saggio, e non solo per i contenuti, ma anche per come l'autore li delinea. Con chiarezza, ma anche con una netta preferenza per l'adozione di un lessico specifico, ricco e mai ambiguo. 

Inutile dire che non si esce rassicurati da Caccia allo Strega, eppure questa è una lettura fondamentale per aprire gli occhi sul panorama editoriale italiano degli ultimi anni e ravvisare linee di tendenza, ovvero filoni "rassicuranti" che dovrebbero garantire all'editore un buon numero di vendite, il consenso del pubblico midcult, senza che si corrano mai veri e propri rischi. Ciò non toglie che Simonetti ricorda quanti bei romanzi siano passati attraverso lo Strega e si auspica che ce ne saranno altri: 

[...] un bel romanzo [...] viene sempre alla luce anche per contraddire, o integrare, qualsiasi attesa sclerotizzata e formula già pronta; per aprire prospettive di senso e di stile inaspettate; per prendere in giro l'ironia stessa della critica, e l'acidità di chi non si accontenta mai. (p. 180) 

E, dunque, è con un sorriso tra il divertito e il provocatorio che Simonetti ci propone nelle ultimissime pagine un identikit del prossimo romanzo vincitore dello Strega. E, alla luce dei requisiti individuati da Simonetti, potrei avanzare un'ipotesi su quali volumi entreranno perlomeno in cinquina. Funzionerà? In attesa di scoprirlo, torno a rileggere alcuni passaggi di questo saggio, che terrò sicuramente a portata di mano. 

GMGhioni