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Festival Pazza Idea 2022, “Officina Futuro”: un venerdì tutto al femminile

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Lo scorso fine settimana si è svolto a Cagliari Pazza Idea, festival culturale a tutto tondo, giunto alla sua undicesima edizione. Il filo conduttore di quest'anno, al centro della tre giorni di incontri e workshop (da venerdì 25 novembre a domenica 27) è stato “Officina Futuro”, declinato in ogni sua forma e variante, coinvolgendo tutte le arti, da quelle visive a quelle letterarie, sino a quelle musicali e digitali.
Tantissimi gli ospiti illustri che hanno preso parte all'evento: da Marco Missiroli a Yari Servetella, da Alessandro Piperno a Gabriele Romagnoli, da Paola Saluzzi a Mannarino, sino all'incontro di chiusura di domenica sera con Mario Desiati, vincitore del Premio Strega 2022.

Venerdì 25 novembre il festival ha preso il via dalla mattina con tre workshop: uno dedicato alla lettura condivisa dal titolo “Un paese ci vuole? Social reading con La luna e i falò di Cesare Pavese: quando letteratura e innovazione si incontrano”, a cura di Pierluigi Vaccaneo, seguito prevalentemente dalle scolaresche; Lavinia Bianchi attraverso riflessioni sui diritti delle donne, delle minoranze e delle marginalità, ha tenuto il corso “Genere, razza e classe. Una proposta pedagogica impegnata per educare all'antirazzismo e alla giustizia sociale”, rivolto a insegnanti, educatori e operatori sociali.

Jolanda Di Virgilio
Foto di Sara Deidda e Giorgia Pistoia
Rivoluzione BookTok: come TikTok sta cambiando la comunicazione online” a cura di Jolanda Di Virgilio, vede l'ascesa negli ultimi anni della piattaforma cinese come metodo efficace per divulgare la cultura, in particolare la letteratura, attraverso video virali di letture e reazioni relative ad esse “in diretta”. Se fino a qualche tempo fa il social era identificato come luogo virtuale di balletti e gattini, perlopiù frequentato da giovanissimi, dall'anno scorso si è visto che le statistiche stanno cambiando: molti più trentenni e oltre trafficano tra contenuti esclusivi, ricavati da un algoritmo preciso per ogni account (come ha spiegato la docente “quello che vedo io sul mio TikTok è quasi impossibile che potreste visualizzarlo anche voi sul vostro a causa di una forte sensibilità virtuale che vi propone solo i vostri interessi, elemento che nei primi tempi di uso dell'app potrebbe persino spaventare”) e soprattutto, viene identificato sempre più come ambiente digitale in cui “si impara qualcosa”. Il successo dei booktoker scoppia qualche anno fa quando un lettore americano realizza un video in cui finendo il libro in diretta, riprende anche la sua reazione, ossia il pianto: nasce il fenomeno (e l'hashtag più usato al mondo) “libri che fanno piangere”. Da lì si avvia una rivoluzione anche nelle vendite dei libri che ha visto all'improvviso tornare in classifica tra i più venduti romanzi pubblicati anni prima, se non addirittura dei classici, stravolgendo il mercato editoriale. Un workshop molto interessante, ricco di spunti, che è riuscito a scardinare pregiudizi in chi non è abituale fruitore dell'app, seguito con grande curiosità e tante domande da giornalisti e comunicatori. 

Roberta Sale
Foto di Sara Deidda e Giorgia Pistoia
 
La serata procede con una serie di incontri tutti al femminile, vista anche la ricorrenza della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, come l'inaugurazione della mostra d'arteUn filo nel vento, dal passato al futuro” a cura di Chiara Manca e Roberta Vanali, preceduta dalla presentazione del libro di Roberta Sale, intitolato appunto “Un filo nel vento” (Ilisso, 2022).

La presentazione del libro è avvenuta in presenza dell'autrice con il reading a cura di Michela Atzeni e le musiche di Mumucs. Roberta Sale racconta in forma rivisitata la vita di venti donne del passato, appartenenti al mito e alla letteratura, come per esempio Penelope, Euridice, Antigone, Medea, Arianna e Ifigenia, sino ad arrivare ai grandi miti - sebbene antitetici - di Grazia Deledda e Maria Callas per sfociare, tenendo sempre in mano il fil rouge, anzi il filo del vento mai interrotto, a Guendalina, figura femminile del presente, protagonista del suo libro. Sono tutte figure forti che hanno dovuto combattere per ottenere una qualche forma di riscatto in amore, in famiglia, nella società e nel lavoro, a volte controverse, a volte vinte e a volte vincenti. Tutte muse per la scrittrice che ha riproposto alcune tematiche nella sua Guendalina, ambientate ai giorni nostri. 


Mostra
"Un filo nel vento, dal passato al futuro"

Il libro è accompagnato da venti illustrazioni che ritraggono proprio queste venti protagoniste senza tempo, realizzate da altrettante artiste sarde. 

La mostra espone le venti tavole disegnate da: Lilliana Comes, Nicoletta Calvo, Berenice La Ruche, Giorgia Atzeni, Pia Valentinis, Maria Francesca Melis, Kiki Skipi, Alessandra Murgia, Sara Bachmann, Valentina Fadda, Annalisa Salis, Claudia Piras, Daniela Demurtas, Daniela Spoto, Daniela Cella, Viola Vistosu Villani, Silvia Maxia, Alessandra Pulixi, Barbara Pala, Sebastiana Mesina, Simone Loi. 


A seguire sono stati presentati i libri “La Sibilla. Vita di Joyce Lussu” (Laterza, 2022) di Silvia Ballestra, intervistata da Maddalena Brunetti e “Lo spazio delle donne” (Einaudi, 2022) di Daniela Brogi in dialogo con Simona Campus.

Silvia Ballestra intervistata da Maddalena Brunetti 
Foto di Sara Deidda e Giorgia Pistoia 
“Joyce Lussu è stata una figura gigantesca del Novecento, per la sua personalità brillante e sfaccettata: dalla nota e importante attività nella Resistenza all’attività di traduzione dei poeti stranieri – come Nazim Hikmet, Agostinho Neto, i guerriglieri di Amílcar Cabral – per far conoscere le lotte di liberazione degli altri paesi, in particolare dell’Africa e del Kurdistan. E ancora la vita politica, intellettuale, personale all’avanguardia, i temi più importanti, il carisma che ne fanno figura ispiratrice e appassionante.” 

Vera Gheno, Ester Cois, Claudia Torrisi
Foto di Sara Deidda e Giorgia Pistoia

La prima serata del festival va concludendosi con il confronto tra Vera Gheno, Ester Cois e Claudia Torrisi sul ruolo delle donne nella società, nella politica, nelle relazioni e nella cultura, tra statistiche e luoghi che dobbiamo ancora esplorare: “perché le donne sono moltitudini: spesso ancora poco rappresentate, quasi sempre oggetto di narrazioni consuete e prevedibili e di un linguaggio predefinito, qualche volta invece soggetti dirompenti nelle mutazioni della società.” 



Evento di chiusura la proiezione del docufilm Shooting the mafia”, con la regia di Kim Longinotto, dedicato alla fotografa Letizia Battaglia, scomparsa ad aprile di quest'anno, grande protagonista di Pazza Idea nel 2018 in cui non solo si poterono apprezzare in una mostra gli scatti più famosi dell'artista, ma anche poter assistere a un suo incontro dal vivo. 

Come sempre questo festival è una garanzia di incontri, confronti, cultura, letteratura e arte che vede presso il centro d'arte e cultura Il Ghetto, in via Santa Croce a Cagliari, una nutrita partecipazione di appassionati e fedelissimi, in grado di coinvolgere in egual misura giovani e adulti.

Alessandra Liscia