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Parola d'ordine "perseverare": "Naviga le tue stelle" di Jesmyn Ward

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Naviga le tue stelle
di Jesmyn Ward
NN editore, 2020

Traduzione di Alessio Forgione
con illustrazioni di Gina Triplett

pp. 64
€ 16,50 (cartonato, libro illustrato)


Quando immaginiamo uno scrittore che amiamo molto, è raro che pensiamo alla fatica che può aver fatto per affermarsi: guardiamo più facilmente ai premi che ha ricevuto, o meglio ai traguardi, anziché soffermarci sul cammino e sui suoi ostacoli. Quello che invece ci racconta Jesmyn Ward nel suo Naviga le tue stelle, discorso che ha tenuto per la cerimonia di consegna dei diplomi alla Tulane University, è un percorso tutt'altro che lineare. Rende bene l'idea il mare in tempesta rappresentato sulla copertina da Gina Triplett, nota illustratrice americana: la barchetta "dell'ingegno" di Jesmyn Ward ha dovuto rischiare più naufragi, prima di arrivare in porto. Un porto mai sicuro, va detto, perché scrivere espone sempre al giudizio degli altri, oltre che al proprio (e non è chiaro quale sia più tollerante). 

Nel discorso, che si legge agevolmente in un quarto d'ora, la scrittrice si racconta concedendo ai lettori di conoscerla oltre ciò che si sa dal web: ha parlato delle sue origini, certo, in una zona lungo il Mississippi tanto simile al quartiere inventato di Bois Sauvage in cui ha ambientato la sua trilogia. E in effetti sono molte le assonanze che rileviamo anche tra alcuni familiari e personaggi che ritroviamo in Salviamo le ossa, Canta spirito canta o in La linea del sangue (impossibile non pensare, ad esempio, ai nonni, personaggi che restano decisamente impressi). Sono loro quelli che hanno fatto di tutto perché Jesmyn potesse studiare, trasmettendole la convinzione che una buona istruzione le avrebbe aperto tutte le porte. Ma non è necessariamente così, perché non c'è niente di automatico in un percorso artistico. 

Ecco perché la parola d'ordine del discorso di Jesmyn Ward è perseverare: una parola che bisogna riscoprire, perché fare fatica per raggiungere i propri obiettivi non è un demerito, ma anzi segno di ostinazione e di attaccamento a un progetto. Chi arriva alla meta dopo più tentativi, superando un ostacolo via l'altro - e cadendo di tanto in tanto - non merita di meno di chi ci arriva direttamente (anche perché un itinerario lineare accade ben di rado). 

Il messaggio che traspare dalle parole della vincitrice per due volte del National Book Award ha un valore inestimabile per una società abituata a ottenere tutto e subito. Per questo il discorso, breve e incisivo, ma non per questo privo di pathos, andrebbe letto da chi sta cercando la propria strada e teme di fallire o, proprio per evitarselo, rinuncia in partenza ai propri sogni. Nelle poche ma dense pagine di Naviga le tue stelle, sempre accompagnate dal tratto pittorico di Triplett, Jesmyn Ward raccoglie la ragazza che è stata e la donna che è, e ce le offre con la fragilità delle cadute. E questa sincerità è la sua forza. 

GMGhioni