sabato 12 settembre 2020

Amori, tradimenti e sete di potere alla corte imperiale giapponese: "Namamiko. L'inganno delle sciamane" di Fumiko Enchi


Namamiko. L’inganno delle sciamane

di Fumiko Enchi
Safarà Editore, dicembre 2019


Traduzione di Paola Scrolavezza

pp. 236
€ 18,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)



Fumiko Enchi (1905-1986) è stata una celebre scrittrice giapponese. Ha esordito come drammaturga, divenendo poi una delle voci letterarie femminili più importanti del suo Paese. Le donne sono le principali protagoniste dei suoi lavori. Profonda e raffinata conoscitrice della cultura e dei testi classici della tradizione giapponese (il padre fu un famoso accademico di Giapponese classico), Fumiko Enchi fu una delle prime donne a vincere il prestigioso premio letterario giapponese Noma Literary Prize.
Namamiko. L’inganno delle sciamane venne pubblicato per la prima in Giappone nel 1965, mentre in Italia è stato editato per la prima volta dalla casa editrice Safarà nel 2019 con la traduzione di Paola Scrolavezza.
Il romanzo racconta la storia d’amore del giovane imperatore Ichijo e della sua prima consorte Teishi e delle trame per separarli del primo cancelliere Michinaga.
Il libro che si dipana in un prologo e sei capitoli, presenta anche una breve biografia della scrittrice, un’introduzione del professore Giorgio Amitrano, tra i più autorevoli nipponisti italiani, e una serie di brevi descrizioni sui personaggi principiali. A conclusione del testo, vi si trova una ricca postfazione dell’accademica Daniela Moro e nell’ultima pagina una simpatica spiegazione del progetto grafico della copertina, ad opera dell’illustratrice Laura Pizzato.
Dal prologo si apprende che le vicende narrate sono frutto dei ricordi di una bambina che, avendo accesso a una fornitissima biblioteca di famiglia, consultava e leggeva molti manoscritti antichi giapponesi. Suo diventa il desiderio di ricostruire fatti ed eventi, affinché non vadano perduti, della corte imperiale giapponese durante l’epoca Heian, attorno all’anno Mille.
«E il racconto che mi accingo a scrivere da qui in poi è ispirato a uno dei libri vergati a mano col pennello che ho letto in questo modo, aL piano superiore della casa di famiglia, ma – come ovvio che sia – quanto al fatto che si trattasse di uno dei volumi rari e preziosi della collezione Odo… dopotutto ero solo una bambina, e i miei ricordi non sono precisi. È anche possibile che fosse uno dei libri appartenuti a mio padre, confusosi fra quelli della collezione di Chamberlain» (p. 18). 
Ai sinceri sentimenti che legano Ichijo e Teishi si contrappone la sete di potere di Michinaga, che, pur di arrivare a soddisfare i propri propositi e accentrare sempre maggiormente nelle proprie mani la scena politica, arriva a servirsi di una medium per divedere i due innamorati.
È una storia dal sapore antico e lontano, un racconto di dame e di palazzo, dove non mancano i tradimenti, gli intrighi, le rivalità politiche, gli spiriti e le sciamane.
«La nuova Consorte Imperiale, maggiore di Ichijo di cinque anni, aveva ereditato dalla madre le qualità che le garantivano di eccellere per talento ed educazione. Versata nella poesia, nella calligrafia, nel koto e nel biwa, senza distinzione di sorta, era talmente dotata che anche fra i gentiluomini più talentuosi non c’era nessuno che le fosse superiore» (p. 32).   
Differenti sono le figure femminili che l’autrice ci propone, ciascuna difatti rappresenta un personaggio che impersona uno spaccato della società, dove anche le superstizioni e le pratiche magiche svolgono ruoli assolutamente decisivi.
Le donne di Fumiko Enchi sono animi di determinata sensibilità, dove coesistono sentimenti intensi e autentici, passioni vivide e vere che trascinano e muovono i loro gesti e le loro azioni.      
La corte imperiale giapponese era governata da usi e costumi articolati e complessi e, se i diversi intrecci possono apparire distanti dalla tradizione occidentale, assolutamente ammalianti sono invece le descrizioni delle dimore dell’età di Heian, un’età non solo dedita e soggetta a infinite norme, ma anche un’epoca di rara bellezza e di meravigliosa arte e cultura.
«Il piano con il quale Michinaga, facendo interpretare Miwa no Kureha il ruolo della medium, si proponeva di instillare in profondità nel cuore dell’Imperatore la certezza che lo spirito vendicativo della prima Consorte ostacolasse la guarigione della sua stessa figlia, aveva prodotto l’effetto contrario, e la conseguenza era stata che lo aveva convinto al di là di ogni dubbio che il cuore di Teishi era limpido e privo di ombre, rafforzando ulteriormente i sentimenti che provava per lei» (p. 196).
Una parabola di accattivante e limpida creatività, dove grande è la forza della narrazione e potente è la scrittura: sogni e conflitti convivono in voci e in immagini emozionanti e commoventi. Veloce e chiara risulta la lettura in un mescolarsi di magico passato e singolari memorie.    

Silvia Papa




Visualizza questo post su Instagram

Fumiko Enchi (1905-1986) è stata una celebre scrittrice giapponese e una delle voci letterarie femminili più importanti del suo Paese. “Namamiko. L’inganno delle sciamane” è la storia d’amore del giovane imperatore Ichijo e della sua prima consorte Teishi e delle trame per separarli del primo cancelliere Michinaga. Una parabola di accattivante e limpida creatività, dove grande è la forza della narrazione e potente è la scrittura: sogni e conflitti convivono in voci e in immagini emozionanti e commoventi. Veloce e chiara risulta la lettura in un mescolarsi di magico passato e singolari memorie. Presto sul sito la recensione di Silvia Papa! #CriticaLetteraria #bookstagram #inlibreria #inlettura #SafaràEditore #book #daleggere

Un post condiviso da CriticaLetteraria.org (@criticaletteraria) in data: