mercoledì 15 aprile 2020

Le "scelte alimentari" secondo Cavazza e Guidetti: variegate, contraddittorie, perfetta fotografia del nostro presente

Scelte alimentari. Foodies, vegani, neofobici e altre storie
di Nicoletta Cavazza e Margherita Guidetti
Il Mulino, 2020

pp. 154
€ 12 (cartaceo)
€ 4,54 (ebook)


In queste settimane di reclusione, tra Pasqua e Pasquetta a casa, quanti di voi hanno cambiato le proprie abitudini alimentari? Pane fatto in casa, piatti "svuota-frigorifero", adattarsi a mangiare quel che resta per non uscire una volta in più a fare la spesa o, viceversa, trovare sempre un ingrediente che manca, pur di avere una giustificazione per andare sconsiderevolmente al supermercato... Vi riconoscete in alcuni di questi comportamenti? 
Ecco, in un momento come questo, in cui il cibo assume un valore nuovo, il libri di Nicoletta Cavazza e Margherita Guidetti è tanto interessante quanto doveroso, e meriterebbe di essere completato da un nuovo capitolo, dedicato appunto al "cibo in quarantena".
Sappiate che se vi siete ritrovati a mangiare di più del solito, semplicemente perché eravate tutti insieme attorno al tavolo di casa, o vi siete concessi un po' di cibo "proibito" durante gli altri giorni, è tutto normale: abbiamo bisogno di comfort food e anche le ricerche dimostrano che se siamo in compagnia, si consuma persino il 50% in più delle porzioni normali! 

Insomma, anche se Scelte alimentari è stato scritto prima della reclusione, ci sono moltissimi capitoli che sembrano proprio fotografare le nostre abitudini alimentari. Tanto per cominciare, le studiose descrivono l'enorme campionario di scelte alimentari che rendono pressoché impossibile organizzare una cena senza dover differenziare le portate a seconda degli invitati che abbiamo davanti. Spirito dei tempi, necessità fisiche per intolleranze e allergie, paura delle novità o scelte dal movente ideologico e dal forte impatto sociale? Anche tutto questo insieme. Ci sono abitudini che vengono talvolta stigmatizzate (ad esempio, quella di essere vegani), mentre altre appaiono del tutto razionali e comprensibili. Il cibo, per di più, non ci limitiamo a gustarlo in tavola, ma spesso anche online, prestando un'incredibile attenzione all'impiattamento e, dunque, alla piacevolezza estetica di quel che abbiamo davanti. E pare che gli influencer abbiano molto più peso delle pubblicità in tv! Senza contare che, in parte, guardare determinati piatti "food porn" porta a saziare la nostra fame di quel cibo specifico ("mangiare con gli occhi", insomma, ha anche un'utile funzione di appagamento senza kcal).  
Secondo l'agronomo ed economista Andrea Segré, questa fase storica, che definisce "spadelling age", dovrebbe essere controbilanciata dallo sviluppo di un'intelligenza alimentare, ossia dalla consapevolezza dell'impatto ambientale, politico e sociale delle nostre scelte alimentari. 
È davvero così? Molto dipende dalle possibilità economiche del soggetto: chi può spendere poco per alimentarsi, purtroppo, si concede spesso cibo spazzatura, ipercalorico e pieno di grassi, basti pensare al problema crescente dell'obesità in alcuni Paesi del mondo. Ma anche chi è convinto di compiere scelte consapevoli e razionali, talvolta cade nei tranelli che il marketing ha in serbo per noi: un esempio su tutti, i classici prodotti su cui campeggia l'etichetta con un "senza" ("senza glutine", "senza olio di palma",...), che ci convincono della maggiore salubrità di quel cibo. Non sempre è vero, come vedremo nel libro. O ancora, i prodotti che risultano dietetici portano molti a consumarne una quantità maggiore, con la convinzione che "tanto sono magri", con non poche conseguenze.
Come facciamo davvero ad avviarci a un consumo critico, inteso come «una forma anticonvenzionale di impegno pubblico e partecipazione politica»? Anche leggendo un librino come questo, agile e curioso, ricco di statistiche che ci aiutano a capire le grandi contraddizioni di noi consumatori. Inutile dire che ci rispecchieremo spesso in queste pagine...

GMGhioni

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In queste settimane di reclusione, tra Pasqua e Pasquetta a casa, quanti di voi hanno cambiato le proprie abitudini alimentari? Pane fatto in casa, piatti "svuota-frigorifero", adattarsi a mangiare quel che resta per non uscire una volta in più a fare la spesa o, viceversa, trovare sempre un ingrediente che manca, pur di avere una giustificazione per andare sconsiderevolmente al supermercato... Vi riconoscete in alcuni di questi comportamenti? Ecco, in un momento come questo, in cui il cibo assume un valore nuovo, il libri di Nicoletta Cavazza e Margherita Guidetti è tanto interessante quanto doveroso, e meriterebbe di essere completato da un nuovo capitolo, dedicato appunto al "cibo in quarantena". Anche leggendo un saggio come questo, agile e curioso, ricco di statistiche che ci aiutano a capire le grandi contraddizioni di noi consumatori, possiamo imparare a essere consumatori più razionali e consapevoli. Inutile dire che ci rispecchieremo spesso in queste pagine... Sul sito, trovate già la recensione di @gloriaghioni! #Criticaletteraria #food #instalibri #inlibreria #bookstagram #ebook #ilmulino

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