martedì 21 aprile 2020

«Se ho imparato qualcosa è che non occorre per forza conoscere tutti i segreti di qualcuno per farci un viaggio insieme»: "La seconda avventura" di Simone Saccucci


La seconda avventura
di Simone Saccucci
EDT-Giralangolo, marzo 2020

pp. 177
€ 12,50 (cartaceo)
€ 8,99 (ebook)


«Non serve conoscere qualcuno, per volergli bene»: quando l'ho letta, ho sottolineato subito questa frase un po' enigmatica e tanto magnetica. Sì, e non è stata l'unica volta. Perché pensare che La seconda avventura sia "solo" un romanzo per ragazzi è riduttivo: l'esordio di Simone Saccucci, oltre a divertire e a coinvolgere per la trama, ha tanti punti di riflessione che non conoscono età. Come non conoscono età le due protagoniste che, per pura fatalità, si trovano ad incrociare i loro destini. 
D'altra parte, come leggiamo nel romanzo, «il futuro mica ti sta davanti. Il futuro ti arriva alle spalle». E così ha sempre fatto per Bianca: a sedici anni, rimasta orfana di padre, la ragazza ha pensato di rubare il suo camion e di partire, da sola. Aveva imparato a mettere le marce - con qualche grattata, suvvia - grazie a lui, e ora Bianca ha deciso di fare tutto da sola: d'altra parte, ci sono tante donne camioniste, come la bellissima Iwona, famosa sui social network per aver abbandonato lo spettacolo (era stata Miss Polonia) per un autoarticolato con cui mangiare l'autostrada. E Bianca fa la stessa cosa, ma non sa di dover portare con sé un fardello ben più pesante; anzi, due. Oltre al peso del lutto, che di tanto in tanto riaffiora sotto forma di ricordi del passato o di insicurezze comprensibilissime, dopo poco tempo un'anziana signora, Siria, bussa alla portiera del camion e chiede di poter viaggiare con Bianca. Siria non parla e con sé ha solo un sacco in cui tiene i suoi pochi averi e molti soldi, come scoprirà presto la ragazza.
Poi, che dire? A Siria non interessa che Bianca non abbia la patente ed è molto più ben disposta a pagare per il carburante che a rivelare qualcosa del suo passato. Per nessuna delle due protagoniste è stato facile vivere; e Bianca ne è pienamente cosciente:
«E poi ci sono io, una donna quasi fatta, con uno scomparto della memoria pieno a metà di cose aguzze che rotolano e sbattono una contro l'altra e fanno un male cane. Non ne ho di cicatrici fisiche, io, ma è come se le avessi. Tengo stretto il volante e cerco di respirare fino in fondo ai polmoni. L'importante è respirare». 
A unirle, un imperativo: viaggiare, e Siria chiede subito di essere portata a Innisfree: ma come si fa ad arrivare laggiù dall'Italia? È un percorso pressoché impossibile da fare con un camion rubato, ma questo non ferma di certo la strana compagnia. Ecco, dunque, che ad aspettarle e ad aspettare noi lettori ci sono colpi di scena, incontri inattesi e qualche volta pericolosi, pasti consumati a poca distanza dal camion, paesaggi che scorrono fuori dal finestrino e tanti segreti. Segreti che ci saranno rivelati per volontà, per via degli eventi o per puro caso. Ma può un segreto, per quanto importante, cambiare un sodalizio che è fatto di condivisione di chilometri, scomodità, cuccetta e soprattutto di rischio?

Se La seconda avventura (capirete verso la fine del romanzo il significato del titolo, qui è meglio non rivelarlo) è in grado di tenere i lettori - giovani e adulti - avvinti, con pagine in cui si alternano azione e riflessione, dialoghi e descrizioni con un tocco lirico, va anche detto che nel testo riecheggia l'esperienza di Simone Saccucci nel racconto orale e il potere dell'affabulazione. Bella l'idea di inserire nel testo anche alcune prove poetiche di Bianca, così come è da rimarcare il coraggio di Simone Saccucci nell'affrontare anche temi delicati - ad esempio, la vecchiaia, il lutto o la violenza - con estremo tatto eppure senza edulcorare nulla. La storia non solo "regge" durante la lettura, ma ha anche il potere di tornare nei ricordi, a libro chiuso: fa riflettere su come l'amicizia non conosca differenze di età, né confini di comprensione, e sul potere catartico (per non dire taumaturgico) del viaggio e della condivisione.

GMGhioni