martedì 3 marzo 2020

Quando attraversare la montagna significa scavare in noi stessi: "Fronte di scavo" di Sara Loffredi

Fronte di scavo
di Sara Loffredi
Einaudi, 25 febbraio 2020

pp. 160
€ 17,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Poi nella mia vita erano arrivati gli scavi, e con loro la possibilità di cambiare qualcosa che a un primo sguardo appare immutabile. Entrare nel buio delle gallerie mi dava il piacere dell'allerta, acuendo i sensi che diventavano più precisi, tutti rivolti alla ricerca di una via, quella più giusta, quella possibile, come se fosse già stata creata nella roccia e io dovessi solo trovarla: la pietra cedeva perché il disegno delle sue vene si apriva lì, in nessun altro modo, in nessun altro punto. Fu così che imparai a cercare la luce come fa il seme nella terra, quando apre una strada che esisteva anche prima magli altri non la vedevano. (p. 10)
Sono i primi anni Sessanta quando si compie una delle imprese più memorabili del Novecento: il traforo del Monte Bianco. Quante volte lo abbiamo attraversato, più attenti far passare in fretta quei chilometri che separano l'Italia dalla Francia che impegnati a riflettere sulla grandiosità di questa galleria? Sara Loffredi, in Fronte di scavo, appena uscito per Einaudi, ci riporta a quei giorni pieni di fatica, aspettative, rischi, sogni: giorni in cui ogni lavoratore riversa nell'operazione qualcosa di sé. 

Anche l'ingegnere responsabile dei lavori, Ettore, è salito in montagna dalla sua città portando con sé il suo passato: un amore del passato torna a tormentarlo nei ricordi, così come grandi assenze, che hanno scavato in lui un solco, profondo almeno quanto il tunnel del Monte Bianco. Ma lì, in montagna, ognuno deve trovare il suo passo, l'altitudine non perdona, così come il silenzio, che richiede di spogliarsi delle sovrastrutture e rivestirsi di sincerità.
Accanto a Ettore, il capocantiere Hervé, che in più situazioni supporta l'ingegnere ben al di là dei suoi compiti, portandolo anche a camminare in montagna e consigliandolo. Ad attirare gli sguardi di entrambi gli uomini c'è poi Nina, una donna che lavora nella mensa, e che ha sempre accanto a sé il figlioletto Artù, vispo e curioso. Anche lei ha i suoi segreti e anche lei cerca nella montagna qualcosa che metta a tacere il suo passato e soprattutto la sua inquietudine.
Oltre alle questioni personali, che costituiscono la materia finzionale del libro, ci sono poi tutte le esperienze del cantiere, che Sara Loffredi riprende fedelmente dai documenti di quei giorni (attraverso la bibliografia menzionata in calce all'opera). Dunque, ci sono momenti di estrema quiete, in cui gli uomini devono rispettare i tempi della montagna, e altri in cui le perdite d'acqua si trasformano in enormi pericoli; il terrore maggiore è però un altro: che al boato dovuto alle cariche esplosive per aprire varchi nella roccia si sostituisca il rumore assordante delle valanghe, con tutto quello che comporterebbe.
Lo scavo della montagna e l'indagine tutta psicologica e interiore dei personaggi corre in parallelo, talvolta rivelando fin troppo l'intentio operis, altrove troviamo passaggi di grande sensibilità (molto liriche le pagine rivolte all'amore e ai ricordi). Quindi, siamo davanti a un romanzo in cui, se vogliamo usare una metafora, la narrazione del presente si sedimenta su strati porosi del passato, che lasciano filtrare l'infinita precarietà del nostro essere vivi.

GMGhioni





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Il Monte Bianco non ha mai smesso di affascinare, con la sua magnificenza e la sua altezza: quando si è deciso di attraversare la montagna per unire Italia e Francia, è stato quasi come profanare questa grande opera della natura. Ma l'operazione, al di là del suo prodigio tecnico, è stata il risultato di tanto lavoro, rischi, investimenti economici e di ambizioni. #SaraLoffredi, nel suo romanzo #FronteDiScavo, appena uscito per #Einaudi, ci mette davanti a quei giorni, tra momenti di enorme concitazione e altri di pazienza e attesa. Perché a scavare la montagna c'erano uomini, che portano in vetta i loro ricordi, i sogni, la sfida, ma anche la passione per la montagna. Presto la recensione di @gloriaghioni! #Criticaletteraria #instalibri #instabook #bookish #montebianco #traforodelmontebianco #romanzo #inlibreria
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