martedì 11 febbraio 2020

L'omerica cadenza di Adriano Giannini: "Revolutionary road" di Richard Yates

Revolutionary Road
di Richard Yates

Traduzione di Adriana Dell'Orto
Letto da Adriano Giannini

Emons Edizioni, 2018
Durata: 12h e 43 min, 56 tracce

€ 18,90 (cd)
€ 11,34 (file per app)


Le fazioni schierate su quale sia il supporto migliore per fruire di un'opera scritta sono molteplici. La contrapposizione più famosa è senza dubbio il digitale vs. cartaceo. Vuoi mettere il risparmio di spazio, ma l'odore della carta ne vogliamo parlare, ma in viaggio sei più comodo, no! per "libro" si intende solo l'oggetto fisico aleggiano nelle nostre bolle con pigra regolarità.
Sugli audiolibri, il giudizio è più benevolo. Forse perché ci ricordano di quando ci leggevano le favole prima di addormentarci o, ancor di più, l'atavica memoria storica per le storie attorno al fuoco, o perché in Italia abbiamo una buona tradizione radiofonica di programmi di lettura e adattamenti, sta di fatto che l'audiolibro è benevolmente accettato. A parte qualche ceppo resistente del "ma dell'odore della carta, ne vogliamo parlare?!", gli ascoltatori di audiolibri sono concordi nel ritenerli un buon passatempo mentre si fanno altre attività noiose come stirare o lavare i piatti, fermo restando che il lettore sia un valido attore o doppiatore. 
Essendo alla mia prima esperienza, a parte qualche sporadica puntata radiofonica, mi sono orientata su un romanzo molto conosciuto e su una voce importante del doppiaggio italiano: Revolutionary road di Richard Yates letto da Adriano Giannini ed edito da Emon Edizioni, casa editrice di punta sulla diffusione degli audiolibri in Italia.

La scelta di un romanzo noto, quello di esordio e di maggiore successo dello scrittore americano conosciuto anche per il bel film del 2008 con Kate Winslet e Leonardo Di Caprio nei panni di April e Frank Wheeler, è stata dettata dalla necessità di sperimentazione del nuovo supporto: se anche, come temevo, non avessi mantenuto la concentrazione necessaria per ascoltare per un lungo periodo di tempo, avrei comunque ritrovato il bandolo della storia. 
Questo primo timore è stato scongiurato dalla voce di Adriano Giannini. Una volta superato lo shock di sentire la voce del Joker di Nolan che leggeva e aspettandomi a ogni cambio traccia un "il caos è equo", sono rimasta intrappolata dalla cadenza omerica rivelata già dalle prime battute 
L'ultima eco della prova generale si spense, e gli attori della Compagnia dell'Alloro si ritrovarono senza altro da fare che starsene lì, silenziosi e smarriti, a guardare oltre le luci della ribalta verso una platea deserta, battendo le palpebre; osavano appena respirare, mentre la figura tozza e solenne del regista emergeva tra le nude sedie per raggiungerli sul palcoscenico e dalle quinte tirava fuori, trascinandola rumorosamente, una scala doppia, vi saliva fino a metà, e da qui si voltava e gli diceva, raschiandosi più volte la gola, che erano tipi maledettamente in gamba e che era proprio un piacere lavorarci assieme. (traccia 1, capitolo 1)
La storia è nota: April e Frank Wheeler sono una giovane coppia medio borghese con due figli e sono intrappolati in una vita che non riconoscono come loro. Frank impiegato in un lavoro "immensamente cretino" in una ditta che produce calcolatori e macchinari per uffici: April costretta a "giocare alla casetta" dopo due gravidanze di certo non così auspicate. Per cercare di rivitalizzare il loro matrimonio e la loro vita decidono di trasferirsi a Parigi e ricominciare nell'Europa post conflitto. Una nuova gravidanza e un'inaspettata promozione per Frank costringono però alla cancellazione di questi piani. April decide di procurarsi un aborto per eliminare l'ostacolo che si frappone alla loro partenza, ma delle complicanze la portano alla morte. 
Questo in estrema sintesi: poche righe per raccontare un monumento alla gabbia delle convezioni, all'impossibilità di mutare la propria situazione e all'ipocrisia che si cela nei rituali sociali della classe borghese. Richard Yates è un maestro nel metterci di fronte alle piccinerie che regolano la nostra vita. Dal senso di superiorità che April e Frank provano nei confronti del vicinato: una presupposta superiorità intellettuale data dai loro studi e dal loro sentirsi anticonvenzionali per aver vissuto al Greenwich village (lui) e aver studiato recitazione (lei); dal millantato progetto di trasferirsi in un ipotetico "estero" senza ben sapere come e cosa fare, fino ai piccoli tic universali come l'espirare lentamente e rumorosamente l'aria dalle narici quando cerchiamo di ostentare pazienza, noi ci riconosciamo nei Wheeler. Non senza un forte imbarazzo. Perché tutte le loro convinzioni sono spazzate via dalle scelte che fanno, dal poco coraggio che dimostrano e, soprattutto, da un tema a Yates molto caro e che affonda nei racconti delle Undici solitudini: la finestra. Elemento strutturale che in Costruttori indica l'ingresso della luce, di ciò che dovrebbe guidare la nostra vita (e la nostra produzione letteraria), qui è specchio crudo e veritiero.
Nella casa dei Wheeler, la finestra centrale è troppo grande e definita come uno "specchio nero" e così borghese da poter distruggere la personalità dei due giovani. Sono le finestre e non gli specchi a rimandare a Frank l'immagine del suo volto, debole e tondo. Le aperture sul mondo, per i Wheeler, non offrono spiragli di salvezza. 
L'unica perplessità che mi resta sulla fruizione degli audiolibri è la difficoltà nel ritrovare eventuali passaggi o di segnare frasi significative non potendo fare le "orecchie" alle tracce. Non escludo il caso di non aver trovato la funzione segnalibro nell'applicazione. 
Ma la prosa di Yates e l'interpretazione di Giannini hanno scongiurato il pericolo di dimenticarsi qualcosa di importante.

Giulia Pretta


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Nell’eterna diatriba su quale sia il miglior supporto per leggere un libro, Giulia @books_details non si è mai schierata: cartaceo, digitale, modellato con la pastafrolla, caratteri mobili e non, per lei basta che si legga 😁 Non aveva mai provato un audiolibro però. Così, quando ha curiosato nel catalogo @emonsedizioni si è diretta su un autore e una storia che conosce e ama da tempo: “Revolutionary road”. Ha scoperto che tutti quei tempi morti pieni di occupazioni futili come lavare i piatti e rifare il letto possono essere messi a buon profitto. Si sta facendo guidare dalla voce di Adriano Giannini che legge con un’armonia da metrica omerica mentre scopre un’altra versione del romanzo d’esordio di Richard Yates. Tra qualche giorno vi parla di questa storia, del suo film, dell’esperienza uditiva... nel frattempo, per non interrompere la lettura, si offre di lavare anche i piatti dei vicini 😆 #audiolibri #inascolto #inlettura #emonsedizioni #richardyates #revolutionaryroad #bookdandmovies #adrianogiannini #leggereadaltavoce #criticaletteraria
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