venerdì 6 dicembre 2019

#LectorInFabula - Due favole per Natale: Ernest & Celestine e Volpe 8

Ernest e Celestine
di Daniel Pennac
Illustrazioni di Benjamin Renner
Feltrinelli, prima edizione 2013

Traduzione di Yasmina Melaouah

pp. 218
€ 19 (cartaceo)

Volpe 8
di George Saunders
Illustrazioni di Chelsea Cardinal
Feltrinelli, 2019

Traduzione di Cristiana Mennella

pp. 52
€ 10 (cartaceo) 


C’è un piacere tutto particolare nel leggere da adulti testi che per definizione sarebbero destinati all’infanzia e che magari in passato abbiamo già incontrato proprio nelle nostre prime avventure da lettori. Le storie di Beatrix Potter e i suoi piccoli amici animali, le bellissime illustrazioni di Richard Scarry, fino ai romanzi di Roald Dahl, Italo Calvino e il mondo di J. K. Rowling, solo per citarne alcuni tra quelli che hanno accompagnato, come per tantissimi altri, anche la mia infanzia. Si lega alla lettura un misto di tenerezza e nostalgia, il ricordo della scoperta delle storie, i pomeriggi in biblioteca e libreria insieme ai miei genitori, la lettura condivisa e una passione nata allora e cresciuta nel tempo. Il periodo delle feste è forse quello più adatto per coltivare un po’ il nostro lato infantile e interpretare quelle favole con la consapevolezza dell’età adulta, cercando al contempo di non perdere del tutto l’incanto di quando eravamo bambini e il piacere semplice della storia.
Tra le proposte natalizie di Feltrinelli editore, due titoli mi hanno subito incuriosita: Ernest & Celestine, di cui da piccola avevo letto alcuni albi illustrati, e Volpe 8 una nuova pubblicazione, entrambi firmati da due autori che la me lettrice adulta conosce e ha frequentato in diverse occasioni, Daniel Pennac e George Saunders. Due storie diverse, per contenuti, scelte stilistiche e formato, ma allo stesso tempo correlate in qualche modo, per la sensibilità con cui i due narratori si sono avvicinati ai giovani lettori quale ideale pubblico delle favole in questione, e per alcune tematiche e spunti che si ritrovano in entrambe.
Tanto nelle avventure di Ernest e Celestine quanto in quella di Volpe 8 appare centrale il tema dell’amicizia e l’importanza del dialogo per avvicinarsi all’altro, superando barriere e pregiudizi. Tuttavia, mentre nella favola raccontata da Pennac, nonostante le peripezie e i pericoli che i due improbabili amici – un orso e una topolina, non si era mai visto! – si ritrovano ad affrontare, aleggia un tono di leggerezza che conduce il lettore verso un ideale lieto fine, il breve racconto di Saunders mostra un grado differente di complessità, le atmosfere si fanno più cupe, la violenza e la crudeltà entrano con forza nella favola e fino alla fine non è certo se troveremo un epilogo consolante.

Pennac racconta le origini delle storie dell’orso Ernest e della topolina Celestine, i deliziosi protagonisti degli albi illustrati da Gabrielle Vincent, che diviene un omaggio letterario e personale al tempo stesso, per il legame intercorso fra l’autore e quelle storie. Un’amicizia improbabile, tra l’orso che sogna di essere musicista e la topolina che si immagina pittrice: sono il simbolo di due mondi, quello di sopra abitato dagli orsi, e quello di sotto, dai topi, che raramente si incontrano e mai nel modo in cui lo faranno i due protagonisti, superando barriere – reali e metaforiche – , pregiudizi, ostilità, non solo fra i due gruppi ma all’interno ognuno della propria comunità. Un classico della letteratura per l’infanzia che assume nuove sfumature nell’epoca in cui stiamo vivendo, spingendo a riflettere su aspirazioni personali, aspettative, discriminazione, e sulla forza della gentilezza e del rispetto. Il coraggio, di andare oltre i pregiudizi e le apparenze, di sentire con il cuore e, di conseguenza, ragionare da sé su cosa è giusto e sbagliato, buono o cattivo. In un mondo sempre più diviso da muri e dominato dalla paura, è confortante leggere con quanta semplicità il dialogo sarebbe possibile, se solo ci sforzassimo di superare le apparenze e il sospetto.

Il dialogo, il confronto con l’altro, che cerca anche Volpe 8, protagonista del racconto di Saunders, una storia brevissima e ricca di spunti, nella quale si diceva le atmosfere si fanno più cupe, il tono leggero della favola per bambini – pur ricchissima di spunti anche per gli adulti – come nel caso di Ernest & Celestine caricato in questa avventura dal confronto con un mondo complesso, violento, dal trauma che appare impossibile da superare. Anche in questo caso noi e l’altro, due mondi vicini eppure lontanissimi, che entrano in contatto, con risultati purtroppo tragici. Giocando con la lingua, Saunders affida il proprio racconto alla voce di Volpe 8 – e, lo ammetto, ho trovato difficile entrare in sintonia con questa scelta formale, interessante senza dubbio ma che non avrei saputo reggere per una storia più lunga e complessa, pur apprezzando l’idea – , che ha imparato il linguaggio degli umani ascoltando di nascosto da una finestra le storie della buonanotte e ora, dopo la tragica avventura che si è ritrovata a vivere, si affida proprio a quella lingua per cercare il dialogo con gli umani che ne hanno segnato la vicenda. Una favola pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti nel 2013, che riflette su molte tematiche con cui siamo chiamati a confrontarci nella realtà contemporanea: il rapporto tra uomo e natura, le conseguenze dell’impatto umano sul mondo e, ancora, la crudeltà e la violenza ma anche il desiderio di trovare un punto di incontro e dialogo, la speranza, il senso di comunità, l’amicizia e il rispetto. Entrambe le storie sono arricchite da belle illustrazioni, ancora una volta diverse per stile e atmosfere, efficaci nel mostrare anche attraverso le immagini ciò che raccontano le parole.

Abbandonarsi per un attimo alla lettura di storie che possono parlare ai piccoli quanto ai lettori adulti, con la semplicità e l’immediatezza della letteratura per l’infanzia che molto spesso cela appena oltre la superficie tematiche universali con cui resta importante confrontarsi, a ogni età.


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