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#PagineCritiche: Quello che resta - una lettura della teoria freudiana

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Freud – sette lezioni sulla psicoanalisi
di Vittorino Andreoli
Venezia, Marsilio, 2019

pp. 126
€15,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Sette capitoli, sette lezioni, per un interessante viaggio all'interno della psicoanalisi, alla scoperta del primo pioniere dell'inconscio, Sigmund Freud. È universalmente riconosciuto che egli sia il padre della psicoanalisi e di ogni disciplina che abbia la psicologia come materia di indirizzo e studio e che il suo operato ha lasciato dietro di sé una scia indelebile, il cui riverbero è ancora oggi ben visibile, anche nella quotidianità. Sono infatti famosi i lapsus e gli atti mancati, per esempio, così come ormai è universalmente riconosciuta l'esistenza di una parte ignota, l'inconscio. Tuttavia, nel corso del tempo, agli studi di Freud, fondamentali per la definizione di un ambito di studi di matrice psicoanalitica, sono seguiti molti filoni di indagine, i quali hanno costituito un superamento delle sue teorie. Ad oggi, quindi, cosa resta delle teorie freudiane?
«Con queste lezioni intendo affrontare un tema molto affascinante relativo alla storia dell'uomo e al suo comportamento. Parlerò infatti di Sigmund Freud e del suo viaggio attraverso un'idea rivoluzionaria che ha condotto all'invenzione di una teoria: la psicoanalisi. […] Credo opportuno soffermarmi soltanto sulla figura e sulle idee di Freud, perché desidero chiarire cosa rimane oggi del suo pensiero.
Il riferimento, dunque, non sarà mai alla psicoanalisi tout court, ma alla teoria di Freud e, nello specifico, al tempo in cui egli stesso l'ha portata avanti.» (p. 11)
Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale, con all'attivo molteplici pubblicazioni sia scientifiche che divulgative, ci conduce all'interno di questo mondo, complesso e articolato, con la semplicità che appartiene a coloro i quali padroneggiano un argomento così bene da renderlo comprensibile davvero a tutti. Le lezioni che l'autore ci propone qui, infatti, sono ordinate secondo un progetto chiaro e limpido: si parte con la spiegazione di quelli che sono I capisaldi della teoria, senza i quali non sarebbe possibile comprendere alcunché, successivamente, dopo aver chiarito i concetti di inconscio, rimozione, complesso di Edipo e così via, Andreoli passa ad illustrare la vera e propria tecnica psicoanalitica, soffermandosi sul ruolo dello psicoanalista e sull'interpretazione, anche attraverso il racconto di quelli che sono i casi più famosi affrontati da Freud. Il capitolo quarto, intitolato Una critica, costituisce una preparazione alla lezione che chiude il libro: dopo essersi dedicato a I sogni nella visione odierna, e al rapporto tra psicoanalisi e psichiatria, Andreoli conclude l'opera focalizzandosi sulla lezione di Freud un secolo dopo.
«Le lezioni sono idealmente divise in due parti; parlerò dapprima dei principi e fondamenti della psicoanalisi secondo il suo creatore, poi procederò a una loro critica, mossa non già “dall'interno”, ovvero da adepto delle teorie freudiane, bensì da me come psichiatra, per dimostrare che anche una grande teoria può avere un suo declino, tanto che molti degli assunti di Freud sarebbero ormai da mettere in un museo.» (p. 12)
Come si legge nella citazione di p. 11 sopra riportata, uno dei punti di forza della critica di Andreoli è proprio il fatto che le teorie freudiane vengono contestualizzate e analizzate, quindi, alla luce dei modelli culturali e valoriali in vigore all'epoca, dando così ulteriore forza e necessario fondamento al suo discorso.
Altro elemento a favore del libro di Andreoli è la capacità di rendere una materia così varia e complessa estremamente chiara e alla portata di tutti, senza mai correre il rischio di banalizzarla. Ciò è in parte dovuto all'occasione del componimento. Infatti, come scrive l'autore nella nota di apertura:
«Le lezioni qui raccolte risalgono al 2001. Erano rivolte a un pubblico senza specifiche conoscenze sulla psicoanalisi e su Sigmund Freud. Sono caratterizzate da uno stile che esprime un riferimento preciso alla dottrina, ma al contempo tende anche a una narrazione piena di fascino.» (p. 10)
Un volume, quindi, che combina precisione scientifica e spirito divulgativo; una lettura estremamente chiara e davvero trasversale, che può essere letta e apprezzata anche dai non specialisti.

Valentina Zinnà

 


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Sette capitoli, sette lezioni, per un interessante viaggio all'interno della psicoanalisi, alla scoperta del primo pioniere dell'inconscio, Sigmund Freud. È universalmente riconosciuto che egli sia il padre della psicoanalisi e di ogni disciplina che abbia la psicologia come materia di indirizzo e studio e che il suo operato abbia lasciato dietro di sé una scia indelebile, il cui riverbero è ancora oggi ben visibile. Tuttavia, nel corso del tempo, agli studi di Freud, fondamentali per la definizione di un ambito di studi di matrice psicoanalitica, sono seguiti molti filoni di indagine, i quali hanno costituito un superamento delle sue teorie. Ad oggi, quindi, cosa resta delle teorie freudiane? Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale, con all'attivo molteplici pubblicazioni sia scientifiche che divulgative, ci conduce all'interno di questo mondo, complesso e articolato, con la semplicità che appartiene a coloro i quali padromeggiano un argomento così bene da renderlo comprensibile davvero a tutti. Presto su critica letteraria la recensione!! #vittorinoandreoli #freud @marsilioeditori #marsilio #saggi #criticaletteraria
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