venerdì 5 aprile 2019

"Dracula ed io" di Gianluca Morozzi: Bologna è la nuova Terra di Mezzo

Dracula ed io
di Gianluca Morozzi
Tea, 2019

pp. 250
€ 15,00 (cartaceo)





«Amico mio. Quando quell'uomo bruttissimo ha iniziato a impalare turchi in Transilvania, io ero già in giro da mille anni, più o meno. Però il suo castello mi piaceva, ed era un periodo in cui la malinconia di quelle regioni si addiceva al mio umore. Perciò, be', ho ucciso il principe di Valacchia. Mi sono preso il castello. L'immaginario popolare ha sovrapposto le nostro due figure. Bram Stoker ha fatto il resto.» (p. 130)
Dracula ha un appuntamento. Ha stabilito, in un punto ben preciso del Diciassettesimo secolo, di trovarsi a giocare a scacchi con Indaco, divinità che, quando muore, dopo sette giorni risorge a sesso invertito, ma sempre caratterizzato da occhi violetti e capelli color argento. Così, quando Dracula si accomoda, nel 2018, nella solita osteria nel centro di Bologna pronto per la partita e si vede recapitare occhi violetti strappati dalle orbite del suo avversario capisce che uno dei suoi più antichi e potenti nemici è in città per giocare con lui a un gioco ben più pericoloso ed efferato degli scacchi. Gli serve un aiutante per poter affrontare il suo nemico che, per attirare la sua attenzione, sta seminando la morte tra le strade di Bologna, uccidendo in maniera così brutale da scuotere anche il leggendario vampiro. Per fortuna che Lajos, scrittore poco affermato, nerd proprietario di una fumetteria e già protagonista de "L'era del porco" è pronto a mettersi al servizio di Dracula per ottenere la più ambita delle ricompense: la possibilità di andare a letto con la propria conturbante commessa. Si sa bene qual è la forza che muove tutte le eroiche imprese di questo mondo.
Stavo per entrare nella più bassa delle Due Torri, insieme a un vampiro ultramillenario, a sfidare un vampiro ancor più vecchio. Le gambe, al momento di alzarmi, non mi avevano sorretto in quella decisione. Con la pistola stretta in pugno, avevo detto: «Certo». Quello che speravo fosse un tono risoluto, in realtà era suonato come una vocetta da nano spaventato. (p. 209)
Su Dracula si è detto di tutto e di più. Visto il sempiterno successo e riconsiderazione della figura dei vampiri (in modi più o meno riusciti), non si può evitare di ragionare con la figura più leggendaria dei non morti che succhiano sangue dal collo delle belle donne. Il Dracula di Morozzi rientra a buon diritto negli esperimenti riusciti della riscrittura e indagine del grande Vlad di Valacchia. Ecco, primo errore: Dracula nulla ha a che fare con il crudele impalatore. Dracula, di origini umane bolognesi o meglio bononiane, è in circolazione da circa milleseicento anni. Le leggende popolari hanno sovrapposto la sua figura a quella di Vlad creando una notevole confusione. Riesce a girare tranquillamente di giorno, con le opportune precauzioni e coprendosi in modo da non esporre la pelle ai raggi diretti. Non si trasforma in vampiro. Assomiglia a Robert Downey Jr., solo più alto. È un raffinato conoscitore di vini. Ma fino a qui nulla di strano: ovvero, giocare con le caratteristiche di una figura leggendaria è relativamente semplice. Si possono aggiungere e rovesciare tutti i dettagli. La grandezza di questo Dracula è data dalla sua umanità. Dracula può essere colpito e ferito: i leggendari paletti nel cuore e le pallottole d'argento lo possono fermare, mandare in torpore e uccidere. Dracula può risorgere: ma ogni vampiro ha a disposizione solo un determinato numero di risurrezioni, un numero sconosciuto a tutti. Quindi, ogni morte potrebbe essere la definitiva e questo aumenta l'istinto di autoconservazione, oltre che una genuina paura nei confronti della morte, una paura tutta umana. Dracula soffre poi dei malanni dati dall'età. Dopo milleseicento anni è normale patire qualche acciacco, magari dato dalle molte ferite di guerra. Ha avuto, come tradizione insegna, molte mogli nel corso dei secoli, ma le ha amate e il teatro di sofferenza che anima Bologna non può che riportare alla mente ricordi devastanti.
Ma, attenzione, siamo in un'opera di Morozzi e la sofferenza, la brutalità e la follia che (e continuo a ripeterlo) denota una scrittura lovecraftiana scivolano via meglio con l'ironia e i personaggi surreali-comici che lo scrittore schiera sulla scacchiera. Perché ormai l'autore si è creato il suo mondo e si muove dentro con agilità. Siamo a Bologna, è vero, riconoscibile dalle torri, i punti tipici e le osterie. Ma la sua Bologna è popolata da eroi che cambiano super poteri ogni dodici ore, da serial killer efferati, da vampiri (e non escludiamo che abbiano rivestito cariche importanti come quella di sindaco) e da un'umanità che si fa largo tra queste stranezze in maniera inconsapevole e anzi, le alimenta con le proprie. Ci troviamo così di fronte a un gruppo di amici che non sfigurerebbero in una sit-com, alcuni già noti, come Lajos e la sua cricca, altri che, si spera, torneranno nei prossimi romanzi, come il Corvo. In una Bologna che potrebbe quasi essere un nuovo universo simil-fantasy, ci spostiamo per osservare ogni volta vicende diverse: i romanzi possono quasi essere letti come una gigantesca opera corale che ci tiene a ribadire che, a ogni livello, "qui siamo tutti matti".
Giulia Pretta
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Ci sono appuntamenti che non si possono mancare. Dracula (proprio lui, ma non confondetelo con Vlad di Valacchia) è seduto in una scassata osteria in centro a Bologna in attesa del suo secolare amico Indaco per giocare la loro solita partita a scacchi. Ma quando gli viene recapitato un pacchetto contenente degli occhi violetti, il vampiro capisce che la partita non avrà luogo e che dovrà prepararsi a un'efferata lotta contro il suo avversario più accanito. Avrà bisogno di un utile idiota, di un umano (la parola "pasto" è un così demodé) che lo aiuti nella sua missione per fermare la scia di brutali delitti che insanguina Bologna. Giulia ha appena finito "Dracula ed io" di Gianluca Morozzi e ha scoperto una nuova versione del leggendario Dracula, un nuovo angolo di questa Bologna che sta diventando sempre più fantasy e un altro tassello dell'universo corale dei romanzi di Morozzi. Ma non vi anticipa troppo e vi consiglia di tenere d'occhio criticaletteraria in attesa della recensione. Arriva prestissimo! #nuoveuscite #recensioni #inlettura #gianlucamorozzi #tea #dracula #bologna #horror #leradelporco #libri #leggere #instabook #scacchi #bookgram #criticaletteraria

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