mercoledì 16 gennaio 2019

#CriticARTe - Magritte - La Ligne de vie


Magritte. La Ligne de vie
Skira, 2018

Lingua: inglese, francese ed italiano
Dimensioni: 22 x 28 cm
Pagine: 200
Illustrazioni a colori: 162
Illustrazioni in b/n: 33
Rilegatura: Cartonato

€ 35,00

La mostra: Magritte. La ligne de Vie
Lugano, Museo d’arte della Svizzera italiana
16 settembre 2018 – 6 gennaio 2019

Helsinki, Amos Rex Museum

8 febbraio – 19 maggio 2019


Pubblicato da Skira in edizione italiana, inglese e francesce, lo splendido catalogo dedicato a René Magritte completa la mostra recentemente conclusasi presso il museo del MASI - LAC Lugano, dedicata all’artista belga maestro del surrealismo.


Il volume, allo stesso modo dell’esposizione, ripercorre tutta la carriera di Magritte, dagli esordi fino ai più celebri dipinti della maturità. Si apre con il discorso tenuto presso il Musée Royal des Beaux-Arts d’Anversa il 20 Novembre 1938, rara occasione durante la quale l’artista espresse al pubblico la propria visione dell’arte e del suo lavoro, delineandone l’effettiva genesi. Infatti, durante questa lezione di un'ora, ha illustrato, con l'ausilio di diapositive, l'evoluzione del suo lavoro e ha rivelato le tecniche che gli hanno permesso di creare immagini caratterizzate da un "effetto poetico inquietante”. Affascinante osservare quanto il testo di allora possa risultare di straordinaria contemporaneità, offrendo uno spunto di riflessione a tutto tondo.


A partire dalle creazioni degli anni ’20 e ’30, passando per il fatidico incontro con l’espressione metafisica di De Chirico e l’influenza creativa di Max Ernst, 90 opere raramente mostrate al pubblico, ripercorrono la produzione artistica di Magritte fino agli anni ‘60, che Magritte ha incluso tra le sue influenze durante i primi anni. Il caratteristico uso arbitrario di parole e immagini, la decontestualizzazione di oggetti comuni e l’effetto di spaesamento prodotto nell’osservatore, cifra stilistica che rende l’artista belga unico e inconfondibile. Magritte stimola il pensiero sovvertendo la prassi linguistica, rendendo insolite le cose comuni, senza passare indenne alla critica sagace del suo tempo, che lo accusa di assenza di qualità plastiche, dislocazione di soggetti in luoghi inconsueti all’interno di quella, che viene considerata una scarna rappresentazione della scena, in cui lo stile pittorico viene a mancare.


Magritte è stato protagonista di diverse mostre, soprattutto negli Stati Uniti, dove l’apprezzamento della sua opera raggiunge importanti livelli, che lo vedono protagonista di due retrospettive rispettivamente a Dallas e Houston fra il 1960 e 1961 ed al MoMa di New York nel 1965. Nato nel 1898 nei pressi di Charleroi, segnato in tarda adolescenza dal suicidio della madre, si sposa a soli 24 anni con Georgette, sua compagna di vita fino alla sua morte a 69 anni per tumore. Il libro è curato da Xavier Canonne, direttore del Musée de la Photographie di Charleroi e membro del Comitato della Fondation Magritte, e Julie Waseige, esperta di pittura e ricercatrice al Musée Magritte, in collaborazione con Guido Comis, curatore del MASI, che ha lavorato a fianco dei curatori per identificare tutte le opere presentate qui e completare l'analisi critica.



Elena Arzani