venerdì 21 dicembre 2018

La semplicità di un sentimento sublime: la lettera sull'amore di Steinbeck al figlio

Lettera a Thom sull'amore
di John Steinbeck
Bompiani, 2018

illustrazioni di Alessandro Gottardo (Shout)
traduzione di Beatrice Masini

32 pp.
€ 15



Nel 1958 Thom Steinbeck ha 14 anni. Nel 1958 Thom decide di confidare al padre John di essersi innamorato di una ragazza di nome Susan. È un sentimento travolgente e spaventoso, che può lasciare senza punti fermi e stravolgere il nostro orientamento. Enorme è, poi, la paura di perdere questo amore, che le cose possano non funzionare, che un "no" detto da labbra ostili mandino tutto in fumo.
Come dire dunque a un figlio innamorato le parole giuste per fargli capire che quel sentimento universale è degno dei più grandi sforzi e rappresenta, soprattutto in quell'età fragile fatta di cambiamenti repentini, la sfida più grande di tutte?
Senza sminuire ciò che il figlio prova («se provi cose così profonde è chiaro che non si tratta di un'infatuazione [puppy love]»), Steinbeck esprime con poche e semplici parole i consigli non di uno scrittore, bensì di un padre che vuole prepararlo a quello che verrà: «non credo che volessi sentirti dire da me che cosa provi» scrive, «lo sai meglio tu di chiunque altro. Mi stavi chiedendo che cosa devi fare; e questo te lo posso dire».
«E non preoccuparti che possa non funzionare» continua. «Se è la cosa giusta, succede». E questa è sì una grandissima lezione espressa anch'essa nel modo più chiaro: la paura non può bloccare il sentimento, non può limitare la vita. Quante occasioni si perdono, sembra dirci Steinbeck, per colpa della paura? Quanti amori abbiamo perso, e quanta felicità abbiamo sprecato appresso alla paura?
Verrebbe quasi da chiedersi come poi sia andata a Thom con Susan: se sia riuscito a trovare il coraggio di dichiararsi, se i due siano stati felici insieme, almeno per un po'. Se abbia capito, insomma, cosa intendesse il padre quando ha scritto che «le cose buone non vanno mai perdute».
Al di là della lettera in sé, intensa e straordinaria, le illustrazioni di Alessandro Gottardo (in arte Shout) sono un vero gioiello. I colori pastello e la semplicità delle forme raccontano un universo onirico in cui gli amanti si trovano alla fine di un percorso e, in due, osservano il mondo davanti a loro. 
È questa condivisione del mondo il senso dell'amore? Certamente è un modo di concepirlo, così come il sentimento che emerge dalle parole è una forma di amore. Steinbeck e Gottardo ci raccontano, con linguaggi diversi ma intrecciati, la loro visione delle cose. D'altronde, parafrasando alcune parole della lettera, non credo che volessimo sentirci dire da loro due cosa provare; tuttavia è sempre una bella scoperta arrivare a comprendere come un altro essere umano concepisca ciò che anche noi proviamo, soprattutto se si tratta di qualcosa di bello.
Lettera a Thom sull'amore è un prezioso regalo di Natale, consigliato ovviamente ai ragazzi ma anche agli adulti che vogliano concedersi un calore inaspettato.

David Valentini